Chi ha ancora diritto al 110 per cento?

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Chi non ha ultimato i lavori al 31 dicembre 2023 può mantenere il Superbonus 110% per le spese sostenute per interventi asseverati e realizzati entro tale data. Non è necessario dimostrare il miglioramento di due classi energetiche in questa fase, ma tale requisito rimane obbligatorio per la conclusione dellintero progetto di ristrutturazione.

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Superbonus 110%: Chi può ancora sorridere (e come)?

L’orizzonte del Superbonus 110% si è fatto, per molti, decisamente più stretto. La normativa, pensata per incentivare la riqualificazione energetica e sismica del patrimonio edilizio italiano, ha subito nel tempo modifiche che hanno disorientato proprietari di case e professionisti del settore. Ma, al di là delle riduzioni delle aliquote e delle complesse regole transitorie, una domanda persiste: chi ha ancora diritto al Superbonus 110% e a quali condizioni?

La risposta è complessa, ma la buona notizia è che non tutto è perduto per chi aveva avviato i lavori entro il 31 dicembre 2023. L’ancora di salvezza risiede nella possibilità di mantenere l’aliquota massima per le spese sostenute per interventi asseverati e concretamente realizzati entro tale data. Questo significa che se, entro la fine dell’anno scorso, i lavori sono stati effettivamente eseguiti e un tecnico abilitato ha certificato la loro realizzazione, la detrazione al 110% è salva, almeno per la parte relativa a quegli interventi specifici.

Cosa significa in pratica? Immaginiamo un proprietario che, nel 2023, ha commissionato lavori di isolamento termico a cappotto e la sostituzione degli infissi, entrambi asseverati e realizzati prima del 31 dicembre. Anche se il cantiere non è stato completato interamente entro quella data (magari mancano ancora interventi secondari o finiture), le spese per l’isolamento termico e gli infissi potranno beneficiare del Superbonus al 110%.

Un punto cruciale da non dimenticare è l’asseverazione. La certificazione da parte di un professionista qualificato è fondamentale per dimostrare che i lavori sono stati effettivamente eseguiti nei tempi previsti e che rispettano i requisiti tecnici previsti dalla normativa. Questa documentazione diventa la prova provata del diritto alla detrazione più alta.

Attenzione, però! Questo non significa che si possa rinunciare al miglioramento delle due classi energetiche. Anche se non è necessario dimostrare questo avanzamento per beneficiare del 110% sulle spese sostenute e asseverate entro il 31 dicembre 2023, tale requisito rimane inderogabile per la conclusione dell’intero progetto di ristrutturazione. In altre parole, alla fine dei lavori, l’edificio dovrà aver compiuto il salto di qualità energetico richiesto per poter usufruire pienamente di tutte le detrazioni.

Il futuro del Superbonus: cosa aspettarsi?

La situazione è in continua evoluzione, con nuove interpretazioni della normativa che emergono costantemente. È quindi fondamentale rimanere aggiornati sulle ultime disposizioni e, soprattutto, affidarsi a professionisti esperti che possano guidare i proprietari di casa attraverso la giungla burocratica e aiutarli a massimizzare i benefici fiscali a cui hanno diritto.

In conclusione, sebbene il Superbonus 110% non sia più accessibile a tutti, chi ha agito in tempo, avviando e realizzando almeno parzialmente i lavori entro il 31 dicembre 2023, può ancora godere dei vantaggi dell’aliquota massima, a patto di aver asseverato i lavori eseguiti e di rispettare il requisito del miglioramento energetico al termine dell’intervento complessivo. Un quadro complesso, che richiede attenzione, competenza e una buona dose di pazienza.