Come si dice Befana al maschile?
Non esiste un equivalente maschile di Befana. Il termine è intrinsecamente femminile e legato alla tradizione. Lutilizzo di befano è una neoformazione non accettata dalla lingua italiana. La richiesta di un equivalente maschile riflette uninterpretazione moderna del genere, ma non trova riscontro nella tradizione linguistica consolidata.
Ma allora… come si dice Befana al maschile? Mi sono sempre fatto questa domanda, sai? Già da bambino, guardando i vecchi disegni animati, mi chiedevo: e se fosse stato un vecchietto a portare i doni? Un Befano, magari con una barba lunga e bianca come la neve, un po’ goffo, con lo stesso sacco stracolmo di caramelle e carbone… Un’immagine buffa, quasi surreale, mi viene in mente adesso.
Non esiste, dicono. Non c’è un “befano”. E certo, lo so, è una parola inventata, una forzatura. Ma la lingua, a volte, no? È viva, si muove, si trasforma. Perché non potrebbe evolversi anche in questo senso? Magari, chissà, tra cento anni, “befano” sarà un termine comune.
La verità è che la Befana, così come la conosciamo, è profondamente femminile. È una figura antica, legata alle tradizioni contadine, alle vecchie donne del villaggio, quelle che sapevano tutto, quelle che ti guardavano con occhi penetranti e un sorriso un po’ misterioso. Mia nonna, ad esempio, era proprio così, un po’ Befana, con le sue mani rugose che preparavano dolci straordinari, e quel suo sguardo che sembrava vedere dentro l’anima.
Insomma, “befano” non esiste, lo dicono gli esperti, e probabilmente hanno ragione. Ma l’idea, a me, piace ancora. Un po’ come quando da piccolo credevo che Babbo Natale avesse una gemella, Babba Natale, che portava i regali alle bambine. Un’invenzione mia, una piccola ribellione fanciullesca a un mondo troppo ordinato. Forse, in fondo, il fascino della Befana sta anche in questo, in questa sua irriducibile femminilità, in questa sua unicità.
#Befana#Maschile#UomoCommento alla risposta:
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