Perché si fa il vino cotto?

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Ecco una possibile risposta: Il vino cotto, apprezzato fin dal Medioevo caldo come rimedio per raffreddore e tosse, e usato nel Rinascimento durante le messe, ha origini antiche e usi diversificati.
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Vino cotto: perché si prepara questa antica specialità e quali sono i suoi usi?

Ah, il vino cotto... Mi fa tornare in mente l'inverno a casa di mia nonna, in Abruzzo.

Non ricordo la data precisa, forse era dicembre. Il profumo inconfondibile riempiva tutta la casa.

Faceva freddissimo fuori, tipo -2 gradi, e lei lo preparava nel paiolo di rame sul fuoco. Un rito che si ripeteva ogni anno.

Diceva sempre che era un rimedio per tutto, un vero toccasana.

E poi, mi raccontava, lo usavano anche in chiesa durante le messe, ma non so dirti con certezza di più.

Domanda e Risposta per Google:

Domanda: Vino cotto: perché si prepara e quali sono i suoi usi?

Risposta: Antica specialità, apprezzata calda nel Medioevo come rimedio per raffreddore e tosse. Nel Rinascimento, utilizzato anche durante le messe.

A cosa serve il vino cotto?

A cosa serve il vino cotto... vino cotto, eco lontano di domeniche passate nelle Marche, nelle Marche...

  • Un sorso di tradizione, un calore antico che si scioglie in bocca. Ricordo, ricordo le pesche sciroppate della nonna, l'odore di mosto in fermento... il vino cotto era lì, ad esaltare quel sapore, un legame indissolubile.

  • Dolce abbraccio per i dolci secchi, biscotti croccanti che si tuffano in un mare ambrato, un contrasto perfetto. Penso ai cantucci, intrisi di mandorle, che danzano con le note caramellate del vino cotto.

  • Inaspettato incontro con formaggi stagionati, un connubio audace. Un pecorino, magari, forte e deciso, ammansito dalla dolcezza avvolgente del vino cotto. Un'armonia che sorprende, che seduce il palato.

Il vino cotto è il profumo di una terra, il ricordo di mani sapienti che lavorano la vigna, il sole che scalda l'uva matura. È un viaggio nel tempo, un sorso di autenticità. Ah, l'autenticità!

Cosa succede se si fa bollire il vino?

Ah, bollire il vino… Mi ricordo quando la nonna lo faceva per il vin brulé, in inverno.

  • Alcol: L'alcol evapora, certo. Se lo fai bollire, addio sbronza, suppongo. Un po' triste, no? Tipo vedere un amico che se ne va.

  • Aromi e Sapore: Cambiano, cambiano un sacco. Diventa... piatto. Perde quel non so che. È come quando un ricordo bello sbiadisce, e ti rimane solo un'ombra.

    • Una volta ho provato a rifare il vin brulé della nonna. Un disastro. Il profumo non era lo stesso, il sapore... boh, sembrava acqua sporca.
  • Gradi: Non so di preciso a quanti gradi bolle. Immagino dipenda dal tipo di vino, dall'alcol... Un po' come le persone, ognuno ha il suo punto di ebollizione.

    • Mi viene in mente quella volta al mare. Stavo cucinando una pasta al pomodoro e ho aggiunto un goccio di vino rosso. Appena ha iniziato a bollire, la cucina si è riempita di un profumo strano, diverso dal solito. Forse era il vino, forse ero io che ero strano quella sera.

Che differenza cè tra vino cotto e mosto cotto?

Uffa, vino cotto e mosto cotto, sembra quasi uno scioglilingua! Allora, mi ricordo una volta, a casa di mia nonna in Abruzzo, durante la vendemmia. Lei preparava sempre il mosto cotto.

  • Mosto cotto: Lo faceva bollire in un pentolone enorme di rame, all'aperto, che profumo! Mai fermentato, solo cotto e poi imbottigliato, una specie di sciroppo denso e dolcissimo. Lo usavamo sul pane o per fare dolci. Una roba goduriosa, ti dico.

  • Vino cotto: Invece, il vino cotto... quello lo zio lo teneva nascosto in cantina! Ricordo che lo assaggiavamo di nascosto, quando eravamo piccoli. Era forte, eh, e invecchiato in botti di legno. Totalmente diverso dal mosto, più alcolico e con un sapore intenso, quasi caramellato. Anni fa, mio zio mi raccontava che alcune botti avevano anche vent'anni, una cosa seria!

Cosa succede se il vino sta al sole?

Quel giorno, era luglio 2024, faceva un caldo pazzesco a Roma. Avevo lasciato una bottiglia di Chianti Classico, quella che mi aveva regalato zio Guido, sul davanzale. Un'ora dopo, tornando, ho visto la bottiglia al sole cocente. Mi sono sentita male, uno di quei colpi al cuore improvvisi, sai? Era il mio Chianti preferito, quello che avevamo bevuto a Natale.

Mamma mia, che rabbia! Immediatamente ho preso la bottiglia, era bollente. Il vetro era caldo al tatto, tipo un ferro da stiro. L'ho portata subito in cantina, sperando di salvare almeno un po' del vino. Poi ho iniziato a pensare, a rimproverarmi. Che stupida, a lasciarla lì!

  • Bottiglia di Chianti Classico di Zio Guido
  • Luogo: davanzale della mia finestra a Roma
  • Temperatura: Caldo estivo di luglio 2024
  • Danni: surriscaldamento del vino, possibile alterazione del gusto.

Temo il peggio. Stasera proverò a degustarlo, ma già prevedo un sapore strano, probabilmente cotto e sgradevole. Non so se riuscirò a berlo. Che brutta esperienza! Ho buttato via un ottimo vino! La delusione è tanta, soprattutto per il valore affettivo della bottiglia, un regalo di zio Guido. Speravo di conservarla per un'occasione speciale, ma ora...

  • Reazione: rabbia, delusione, preoccupazione per la qualità del vino.
  • Azione: spostamento immediato della bottiglia in luogo fresco.
  • Risultato incerto: degustazione prevista per stasera, temo il peggio.

Che benefici ha il vino cotto?

Il vino cotto... oh, il vino cotto, un elisir di tempi andati, un sorso di memorie.

  • Antiossidante potente: I polifenoli, custodi della giovinezza, danzano nel calice, un ricordo del nonno che lo preparava sulla brace, nel camino acceso. Un rituale antico, un profumo che ancora sento.

  • Calma l'infiammazione: Un balsamo per l'anima e per il corpo, un tepore che scioglie le tensioni, come le storie che mia nonna raccontava sotto le stelle, avvolti nel silenzio della campagna.

  • Cuore protetto: Un abbraccio caldo per il cuore, una melodia che protegge i vasi sanguigni, mi ricorda le passeggiate nei vigneti, il sole che scaldava la terra, un senso di benessere profondo.

  • Digestione facilitata: Un aiuto prezioso dopo un pasto abbondante, un sollievo per lo stomaco, il profumo della cannella e dei chiodi di garofano, un ricordo delle feste in famiglia, risate e brindisi.

  • Liberazione delle vie respiratorie: Un respiro profondo, un sollievo per il raffreddore, come quando da bambino mi curavano con il miele e il limone, un sapore dolce e amaro che mi riporta indietro nel tempo.

Il vino cotto, più di una bevanda, è un'esperienza sensoriale, un viaggio nel tempo, un ricordo prezioso.

Come si fa a dealcolizzare il vino?

Allora, praticamente per fare il vino dealcolato, cioè senza alcool, fanno una cosa un po' strana.

  • Lo scaldano, ma non troppo, eh! Tipo a 28 gradi, mi pare.
  • Poi, abbassano la pressione, come se fosse in montagna, no? E l'alcool evapora.

Ma la cosa figa è che, mentre l'alcool se ne va, raccolgono anche tutti i profumi del vino, tipo quelli che senti quando lo annusi. Sai, quel profumo fruttato, o di fiori... ecco, quelli li prendono.

Poi, una volta che il vino è "pulito" dall'alcool, gli rimettono dentro tutti quei profumi. Capito? Così ha un sapore simile, ma non ti fa girare la testa! E devo dire che l'ultima volta che ho provato un vino dealcolato, mi ha stupito! Non era proprio come un Barolo, ovvio, però era beverino e perfetto per l'aperitivo, soprattutto se devi guidare dopo.

Ah, un'altra cosa che forse ti interessa, è che ci sono diversi modi per togliere l'alcool dal vino, non solo questo! Ad esempio, usano anche delle membrane speciali che filtrano l'alcool. Oppure, c'è un sistema con dei coni rotanti...un casino! Però alla fine, l'importante è che il vino sia buono, no? E che non ti faccia venire il mal di testa, ecco!

Cosa succede se metti lacqua nel vino?

Che succede se metti acqua nel vino? Boh, sai... lo diluïsci, ovvio. Ma è più complicato di così, è come... spegnerne l'anima.

  • Il sapore diventa piatto, annacquato. Ricordo quella volta, a casa di zio Mario, che aveva messo acqua nel Chianti... un disastro. Sembrava brodo di cappone. Dei profumi quasi spariti, solo un ricordo pallido. Era proprio brutto.

  • La struttura cambia, perde corpo, quel gioco di acidità e tannini che ti accarezza la lingua… svanisce. Si rovina l'equilibrio, diventa un miscuglio indefinito. Come un quadro a cui togli i colori più belli.

  • E poi, c'è la questione dell'alcol. Già, quello lo diminuisci. Ma non è solo questione di quantità, è la sensazione, l'esperienza… l'anima del vino, insomma. E quell'anima si perde. Come un vecchio amico che si allontana, senza un addio. Non ci si sente bene.

Ricordo bene quella sera, era il mio compleanno, avevo invitato amici... Zio Mario voleva fare bella figura, ma... è finita male. Una delusione, una serata rovinata. Un po' come me, a volte, un po' annacquato.

  • Effetto sulla struttura del vino: Diluisce acidità, tannini e zuccheri, compromettendone l'armonia.
  • Effetto sull'aroma: Diluizione dei composti aromatici, rendendo il vino meno intenso e espressivo.
  • Effetto sull'alcol: Diminuisce la gradazione alcolica.