Qual è il nome primitivo di giornalista giornalaio giornale giornata?
Ah, il mistero delle parole! Mi sono sempre chiesta da dove saltano fuori. Giornalista, giornalaio, giornale, giornata... sembra una famiglia, no? Ma qual è il capostipite? Quale parola ha fatto nascere tutte le altre?
La risposta? Giorno. Giorno, semplice e diretto come il sole che sorge. Ci avrei dovuto pensare!
Giornale... beh, quello è abbastanza ovvio, in effetti. Il giornale esce ogni giorno, racconta le storie del giorno, è figlio del giorno. Facile. Ma giornalista e giornalaio? Lì la faccenda si fa un po' più... indiretta, diciamo.
Pensateci: il giornalista racconta del giorno, il giornalaio vende i giornali che parlano del giorno... Quindi, in fondo, tutti e tre sono legati a quel momento che si ripete incessantemente, quel lasso di tempo che scandisce la nostra esistenza.
Mi ricordo quando da piccola aspettavo con ansia l'uscita del giornale. Mio nonno, che faceva il barista in un paesino sperduto, mi lasciava sempre tenere la prima copia. L'odore della carta stampata, l'inchiostro fresco... un rito! E dentro, le storie del giorno, raccontate dai giornalisti che, in un certo senso, dipingevano la realtà.
Che meraviglia, no? Una parola così semplice, "giorno", che dà vita a un intero universo di significati. Fa pensare a quanto, a volte, le cose più importanti siano nascoste nella semplicità. Un po' come un sorriso, un abbraccio, o... un giornale al mattino.
- Che vino abbinare alle tagliatelle ai funghi porcini?
- Quante ore di volo ci sono da Roma alle Maldive?
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- Dove è nata la pasta asciutta?
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