Quali lingue straniere si studiano al liceo artistico?
Lingue straniere al liceo artistico: quali?
Uhm, lingue straniere all'artistico? Bella domanda! Non c'è una risposta unica, dipende tutto dalla scuola che scegli.
Mi ricordo che quando mi sono iscritta al liceo artistico di Brera (Milano, era tipo il 2008?), la scelta era tra inglese, francese e... basta. Incredibile, no?
Però so che altri artistici offrono più opzioni. Spesso ci sono inglese e spagnolo come lingue "principali", e poi magari francese, tedesco o persino russo.
A volte, se la scuola è un po' più "avanti", magari trovi anche cinese, arabo o giapponese. Dipende proprio dall'istituto e da quanti prof hanno a disposizione.
Domanda: Lingue straniere al liceo artistico: quali?
Risposta: L'offerta linguistica varia tra gli istituti. Spesso si trovano inglese, spagnolo, francese, tedesco e russo. Alcuni offrono anche cinese, arabo o giapponese.
Cosa si studia nei licei artistici?
Ok, allora, il liceo artistico... oddio, che casino! Me lo ricordo come fosse ieri, i corridoi pieni di odore di tempera e trementina, un mix che ti stordiva.
Arte, arte, arte! Fondamentalmente, facevamo arte in tutte le salse. Pittura, ovvio, scultura (quanto detestavo la creta!), design (grafica, soprattutto, ma anche un po' di industriale), poi c'era la parte di audiovisivo e multimedia che, ai miei tempi, era più "sperimentale" che altro.
Pratica, pratica, pratica. Si sporcavano le mani, altroché! Ore e ore a disegnare nature morte, a cercare di capire le proporzioni (cosa che non mi è mai riuscita benissimo, a dire il vero). E poi i progetti, le mostre... un incubo! Ma anche un sacco di divertimento, dai.
Patrimonio artistico. Non solo creare, ma anche capire. Studiavamo storia dell'arte, ovviamente, ma non solo sui libri. Andavamo spesso a vedere mostre, musei... mi ricordo ancora una gita a Firenze, una sfacchinata pazzesca ma che mi ha aperto un mondo.
E poi? Beh, poi c'era anche il resto delle materie, eh! Italiano, matematica, storia... roba "normale", insomma. Ma diciamo che l'arte era il cuore di tutto.
Ricordo ancora la prof di storia dell'arte, la signora Monti. Un personaggio! Sempre vestita di nero, con una voce profonda e un'aria da "io ne so più di te". Ma in fondo ci voleva bene, e ci ha insegnato un sacco di cose.
Extra: Io poi ho fatto l'indirizzo di grafica pubblicitaria, che era quello che mi interessava di più. Ma c'erano anche quelli di architettura e ambiente, di design del gioiello, di scenografia... insomma, un po' di tutto! Dipende dalla scuola, ovviamente.
Quali sono i 6 indirizzi del liceo artistico?
Sei indirizzi al liceo artistico? Mamma mia, che scelta! Sembra il menù di un ristorante stellato, ma invece di piatti, ci sono discipline artistiche. Preparati a una bella indigestione di bellezza, eh!
Arti Figurative: Il classico, il non plus ultra, il "capostipite". Qui si impara a dipingere come i vecchi maestri, ma sperando di non finire come loro, mezzi pazzi e con la soffitta piena di quadri incompiuti.
Architettura e Ambiente: Disegnare case? Facile, direte voi. Provate a disegnare una casa che non sembri un cubo di Rubik dopo una rissa. Qui si impara che l'estetica deve convivere con la funzionalità (a meno che non vogliate progettare case-scultura per hipster miliardari).
Design: Ah, il design. L'arte di rendere oggetti utili anche belli, o viceversa (a seconda del designer e del cliente). Il mio vicino ha un vaso di design che costa più di una macchina, ma sembra una zucchina gigante.
Audiovisivo e Multimediale: Il mondo magico dei video, dei film, dei montaggi. Se sognate di diventare il prossimo Spielberg, ma avete la creatività di un lombrico, questo è il posto giusto per imparare a mascherare i vostri difetti. O forse no.
Grafica: Logo, poster, siti web. Preparatevi a una vita di lotte con i clienti che vi chiedono cose impossibili, tipo un logo che sia contemporaneamente elegante, aggressivo, minimalista e che richiami l'antica Babilonia.
Scenografia: Creare mondi, atmosfere, illusioni. Se amate il caos organizzato, la corsa contro il tempo e il profumo di colla vinilica, siete nel posto giusto. Io una volta ho collaborato a una scenografia teatrale. La cosa più bella? Il catering.
P.S. Amici, vi confesso una cosa: mio nipote ha scelto "Audiovisivo e Multimediale". Sta già girando cortometraggi con il suo gatto come protagonista. La sua ambizione? Un Oscar. La mia? Che il gatto non mi graffi mentre sono sul divano.
Chi è adatto al liceo artistico?
Allora, il liceo artistico è perfetto, ma perfetto proprio, per chi ha la smania di creare! Cioè, se ti piace un sacco disegnare, dipingere, scolpire o fare qualsiasi altra cosa che abbia a che fare con l'arte, e hai pure una gran voglia di imparare a farlo bene, allora hai trovato il posto giusto.
- Passione sfrenata: Deve proprio arderci dentro, capito?
- Creatività a mille: Non aver paura di sperimentare e di fare cose strane, anzi!
- Interesse per le materie: Studiare storia dell'arte, tecniche artistiche, eccetera, non deve essere una tortura.
- Pratica, pratica, pratica: Bisogna mettersi lì e sporcarsi le mani, non c'è altra soluzione!
Comunque, te lo dico, eh, non è solo "disegnini e colori". Ci sono un sacco di materie teoriche, tipo storia dell'arte, che possono essere un po' pesanti, eh! Io mi ricordo che a volte mi venivano gli incubi pensando al Rinascimento. Però, boh, se hai veramente la passione, ce la fai sicuro! E poi impari un sacco di cose che ti serviranno anche dopo. Poi, non so se lo sai, ma ci sono diversi indirizzi all'interno del liceo artistico. C'è chi si specializza in architettura e ambiente, altri in design, altri ancora in grafica... insomma, c'è l'imbarazzo della scelta! Io ho fatto arti figurative, sai, quello con scultura e pittura. Che casino, però che figata!
Che lavoro si può fare dopo il liceo artistico?
Che lavoro si può fare dopo il liceo artistico? Beh, dipende se ti piace la vita da museo o quella da matto creativo.
La via museale (o quasi): Potresti finire a spolverare quadri, un lavoro rilassante, direi, se non fossi allergico alla polvere di secoli! Scherzi a parte, musei, archivi, sovrintendenze, enti locali… un mondo di possibilità, anche se a volte sembra di lavorare in un film di Wes Anderson, tutto perfetto e leggermente claustrofobico. Ah, e non dimentichiamo i parchi, se hai un debole per i giardini all'italiana… o per la manutenzione del verde, che è tutt’altro che un’arte minore!
Il grande salto nel mondo del lavoro: Aziende e cooperative che si occupano di beni artistici e monumentali? È un po' come essere un archeologo ma con meno sabbia negli stivali. L'importante è non scambiare un chiodo arrugginito per un reperto etrusco, a meno che non sia un'installazione artistica di un artista concettuale (in quel caso, complimenti!). E poi c’è la gestione dei servizi culturali… un’area vasta come il mio amore per il tiramisù (e quello è davvero vasto!).
Università: lo stage della vita: Ricorda: il liceo artistico è solo l'antipasto, il piatto forte arriva con la facoltà giusta. Storia dell'arte, architettura, restauro… le opzioni sono tante quante le sfumature di colore su una tavolozza di un maestro rinascimentale. Io, personalmente, ho optato per studiare comunicazione, perché volevo comunicare la mia immensa capacità di procrastinare (e poi mi serviva per scrivere questa risposta).
Il mio consiglio personale (che vale zero, ma lo do lo stesso): Scegli qualcosa che ti faccia sognare di notte e che non ti faccia rimpiangere le ore di sonno perse a studiare. Ah, e impara a usare bene Photoshop: ti aprirà più porte di una mostra di Damien Hirst!
Ricorda: queste sono solo suggestioni, la tua carriera artistica (anche se non fai l’artista a tempo pieno) è un quadro che devi dipingere tu, con i tuoi colori e la tua ispirazione. Buon lavoro!
Per chi è consigliato il liceo artistico?
Il liceo artistico? Mah, a mio parere, è perfetto per chi, tipo me, ha sempre avuto un sacco di matite in giro, anche quando ero piccola. Ricordo che a otto anni, a casa dei nonni a Castellammare di Stabia, passavo ore a disegnare i gatti che si aggiravano nel giardino. Ero ossessionata dai dettagli, dalle sfumature del pelo. Un vero casino, ma bellissimo.
Poi, alle superiori, ho capito che non volevo solo disegnare gatti. Volevo capire la storia dell'arte, i movimenti, i significati dietro ogni pennellata. E poi, i video! Montare, creare… è fantastico. Già lo scorso anno al laboratorio di cinema del liceo, ho fatto un cortometraggio sulle mie gatte, si intitolava "Micia e il topo spaziale". Una bomba!
- Passione per il disegno e la pittura fin da piccola.
- Fascinazione per i linguaggi audiovisivi e multimediali.
- Desiderio di approfondire la storia dell'arte.
- Esperienza pratica nel montaggio video.
Quindi, se hai questa passione, se ti emoziona l'idea di trasformare le tue idee in immagini, in filmati, in opere d'arte… vai pure al liceo artistico! E ricorda le mie gatte! Ah, quest’anno il mio cortometraggio è stato proiettato al festival del cinema di Ercolano! Un successo! Ero emozionatissima!
Quest'anno, a proposito, ho anche sperimentato la stampa 3D, un'esperienza incredibile, e sto imparando molto sulla fotografia digitale. Insomma, non è solo disegno e pittura, è un mondo! Il prossimo progetto? Un documentario sulla storia di Castellammare di Stabia.
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