Chi si può definire imprenditore?

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Un imprenditore, dal punto di vista normativo (art. 2082 cod. civ.), è colui che esercita professionalmente unattività economica organizzata volta alla produzione o scambio di beni/servizi.

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Ok, eccoci qua. Proviamo a rendere questo articolo sull’imprenditore un po’ più… umano, diciamo.

Chi è, davvero, un imprenditore? La domanda mi ha sempre un po’ ossessionata, lo ammetto. Leggendo la definizione “ufficiale” – quella dell’articolo 2082 del codice civile, per intenderci – mi viene da pensare: ok, ma è solo questo? Cioè, dice che un imprenditore è chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata finalizzata a produrre o scambiare beni/servizi. Giusto. Perfetto. Ma… non so, mi sembra un po’ freddina come definizione, non trovate?

Professionale… organizzata… produzione o scambio… suona quasi come un robot! Non fraintendermi, è tutto corretto, eh. Ma manca qualcosa.

Io, ad esempio, mi ricordo di mia nonna. Non aveva una partita IVA, non aveva un business plan, non parlava di “scalabilità”. Ma, santo cielo, era una vera imprenditrice! Coltivava il suo orto, vendeva le sue marmellate fatte in casa al mercato del paese. Aveva una passione! Quella passione era il motore di tutto. Magari non guadagnava chissà quanto, ma ci metteva un’anima, un’energia… ecco, per me, anche quello è fare l’imprenditore.

E poi, “attività organizzata”… ok, d’accordo. Ma quante volte ho visto persone che si sono lanciate in progetti senza un’organizzazione perfetta, con mille dubbi e incertezze, e che, proprio grazie alla loro determinazione (e magari un pizzico di fortuna!), sono riuscite a creare qualcosa di incredibile? Anzi, forse è proprio il disordine iniziale a spingerti a trovare soluzioni creative, no?

Insomma, l’articolo 2082 ci dà la definizione legale, ma per me l’imprenditore è molto, molto di più. È qualcuno che ha una visione, un’idea (anche un po’ folle!), che ci crede con tutto se stesso e che è disposto a mettersi in gioco, a rischiare, a fallire e a rialzarsi. E forse, alla fine, è proprio questa capacità di rialzarsi la vera essenza dell’imprenditore, che ne dite? Perché, diciamocelo chiaro, quante volte le cose vanno davvero secondo i piani?