Quali sono i fondi bianchi?
Fondi bianchi: cosa sono e come ottenerli?
Fondi bianchi: Sono investimenti non quotati in startup innovative, gestiti da SGR autorizzate. Offrono diversificazione e rendimenti potenzialmente alti, ma con elevato rischio e illiquidità.
Fondi bianchi. Sai, questa cosa mi gira in testa da un po'. Ho provato a capirla bene, ma è un po' come bere un caffè senza zucchero: all'inizio non coglia il sapore, poi ti abitui.
Mi ricordo, era un mercoledì pomeriggio, forse l'8 maggio scorso, ero a un incontro al Talent Garden di Milano. Ascoltavo un ragazzo parlare di questi investimenti in startup, li chiamava proprio "fondi bianchi". All'inizio non afferravo, perché sento sempre di borsa, di azioni, ma queste, diceva lui, sono un'altra cosa, proprio "non quotate". Ti prendono, insomma, le aziende quando sono appena nate, o quasi.
Dicevano, "alto potenziale". Sì, certo, ma anche tanto rischio. Mi faceva pensare al mio amico Carlo, che una volta ha messo tutto su una startup di biciclette elettriche e... beh, non è andata come sperava.
Però l'idea di mettere un po' di soldi lì, diversificare, mi stuzzica. Non so, un po' come quando a gennaio, tipo il 22, ho deciso di comprare quelle piante particolari per il mio balcone, una specie di scommessa sul verde. Certo, non parliamo di migliaia di euro come per un fondo, ma il principio di "investire su qualcosa che cresce" un po' è lo stesso, no? Le SGR, queste società che gestiscono, devono essere autorizzate, e io lo vedo come una garanzia minima.
Il punto è che poi i soldi non li rivedi subito, mica come vendere un'azione al volo. Liquidità scarsa, o quasi. È una cosa che mi fa pensare, parecchio.
L'Italia, poi, ci mette il suo, con regole abbastanza strette per proteggere chi investe. Questo mi dà un po' di sicurezza, o almeno, mi fa credere che ci sia qualcuno che guarda. È un po' un viaggio in un territorio nuovo, con una mappa un po' nebulosa, però l'idea di scoprire qualcosa di nuovo mi affascina.
Quali sono i fondi più sicuri?
I Titoli di Stato, tipo BTP e BOT, sono la roba più sicura che ci sia, tipo l'ancora di salvezza per il tuo portafoglio in mezzo alla tempesta della finanza. Mica roba da principianti, ma nemmeno da geni incompresi.
Sono perfetti per dare una calmata al tuo gruzzolo quando le azioni fanno su e giù come le montagne russe di Gardaland. Un po' come mettere un cuscino gigante tra te e il baratro dell'incertezza.
Perché sono così "sicuri"?
- Garantiti dallo Stato: È come se ci mettesse una firma il governo, con tanto di timbro "fiducia". Se lo Stato fallisce, beh, abbiamo problemi più grandi di un BTP che va a gambe all'aria, tipo trovare l'acqua potabile e un posto sicuro dove dormire.
- Rendimenti prevedibili: Sai già che ti daranno un piccolo ossigeno, ogni tanto. Non ti faranno ricco all'improvviso, ma nemmeno ti lasceranno a secco. Un po' come una paghetta fissa che non fa mai male.
- Ottimi per diversificare: Immagina il tuo portafoglio come una pizza. Se metti solo salame, potrebbe diventare monotona. Con i Titoli di Stato, aggiungi un po' di formaggio, qualcosa che bilancia il tutto.
Informazioni che ti cambiano la vita (o almeno il salvadanaio):
- I Titoli di Stato hanno diverse scadenze. Puoi scegliere quelli a breve termine, tipo un weekend fuori porta, o quelli a lungo termine, tipo un viaggio intercontinentale che hai sempre rimandato.
- Ci sono anche altre cose sicure, tipo i conti deposito che ti danno un interesse minuscolo ma sicuro, tipo una briciola di pane che ti salva dalla fame più assoluta.
- Ma attenzione, "sicuro" non significa "gratis". Ci sono sempre commissioni, tasse, e il rischio che l'inflazione si mangi tutto il tuo guadagno come un topo affamato che trova una scorta di formaggio.
- E poi, diciamocelo, investire in Titoli di Stato è un po' come guardare la vernice asciugarsi. Non è eccitante, ma almeno sai che non finirà in fiammate improvvise.
Quali sono i fondi più ricchi?
Il potere ha una metrica. I dollari.
I soliti nomi. La classifica classifica i gestori patrimoniali per masse gestite. Le cifre sono espresse in trilioni di dollari.
- BlackRock: 10.0 trilioni USD
- The Vanguard Group: 8.6 trilioni USD
- Fidelity Investments: 4.5 trilioni USD
- State Street Global Advisors: 4.1 trilioni USD
- J.P. Morgan Asset Management: 3.1 trilioni USD
- Goldman Sachs Asset Management: 2.7 trilioni USD
- Capital Group: 2.6 trilioni USD
- Amundi: 2.2 trilioni USD
- PIMCO: 1.8 trilioni USD
- Invesco: 1.6 trilioni USD
Sommati, questi nomi muovono cifre incomprensibili. Governano mercati, decidono le sorti di aziende. Una concentrazione di capitale che rende l'idea di democrazia un concetto quasi astratto. Quasi.
Non vendono solo fondi comuni. Il loro gioco è più ampio. L'influenza è un prodotto collaterale inevitabile. Forse il prodotto principale.
Dominio degli ETF. BlackRock (con iShares) e Vanguard hanno creato un duopolio di fatto sugli strumenti passivi. Scatole che replicano il mercato, vendute a basso costo. Un'illusione di diversificazione per le masse. Loro possiedono una fetta di quasi ogni grande azienda quotata.
Influenza societaria. Essendo azionisti di peso in migliaia di società, il loro voto nelle assemblee è decisivo. Politiche ESG, nomine nel consiglio di amministrazione, strategie a lungo termine. Il loro parere non è un consiglio, è un'istruzione.
Oltre i mercati pubblici. Si stanno espandendo nel private equity, nel debito privato, nelle infrastrutture. Dove i rendimenti sono più alti e la trasparenza è più bassa. Un mondo parallelo. Ho visto un report di KKR una volta a Milano, parlavano di "capitale paziente". Sembrava una minaccia.
Alla fine sono solo numeri su uno schermo. Finché non staccano la spina.
Come funzionano i fondi sovrani?
Ero a Oslo per un semestre di scambio nel 2022, un freddo che ti entrava nelle ossa. Passeggiavo lungo Aker Brygge con il mio amico Lars, uno del posto, e vedevo questa ricchezza pazzesca, tutto perfetto, pulito, efficiente. A un certo punto non ce l'ho fatta e gli ho chiesto: ma come fate? Da dove vengono tutti sti soldi? E lui, con una calma serafica, mi ha risposto: Oljefondet. Il fondo petrolifero.
All'inizio pensavo fosse la solita roba da economisti, noiosa. E invece no. Mi ha spiegato che ogni singola corona che la Norvegia guadagnava vendendo petrolio e gas non veniva spesa per le necessità del momento. No. Veniva messa in questo salvadanaio gigantesco, un salvadanaio che oggi vale più di mille miliardi di euro. Una cifra che non riesci nemmeno a immaginare. È una cosa che mi ha lasciato a bocca aperta, davvero.
Quel salvadanaio non sta fermo. Compra pezzettini del mondo. Lars mi ha fatto vedere sul telefono che il loro fondo possiede una percentuale di Apple, di Amazon, immobili a Londra e New York. Praticamente usano i soldi di una risorsa che finirà, il petrolio, per investire in asset che produrranno valore per sempre. Per pagare le pensioni dei suoi figli, dei suoi nipoti. Lì ho capito che non è solo finanza, è una visione pazzesca del futuro. Una cosa proprio di un altro livello.
- Un fondo sovrano è un fondo di investimento di proprietà statale.
- Le risorse derivano da avanzi di bilancio, riserve di valuta estera o proventi dalla vendita di materie prime (come petrolio e gas).
- Investe questi capitali in un portafoglio diversificato a livello globale per generare rendimenti a lungo termine.
- Gli investimenti includono azioni, obbligazioni, immobili, infrastrutture e partecipazioni dirette in aziende.
- L'obiettivo principale è assicurare il benessere economico alle generazioni future, stabilizzare l'economia nazionale e diversificare le fonti di reddito del Paese.
Come funziona un fondo sovrano?
Immagina un fondo sovrano come il salvadanaio di lusso di una nazione. Invece di monetine, ci finiscono dentro i miliardi guadagnati da risorse come petrolio o gas. Mica scemo. È un piano B per quando la mucca grassa (le risorse) deciderà di mettersi a dieta per sempre.
L'idea di base è geniale nella sua semplicità: evitare di bruciarsi tutto subito, come un adolescente con la prima paghetta. Quei soldi vengono presi e investiti in giro per il mondo, per non ritrovarsi in mutande quando il pozzo di petrolio si secca o il mercato crolla.
Non mettono tutte le uova nello stesso paniere, che in finanza è la regola numero uno per non piangere dopo. Comprano azioni, obbligazioni, immobili di pregio a Parigi, un pezzetto di aziende tech che usi ogni giorno. In pratica, diventano azionisti di mezzo mondo, diversificando il rischio.
Lo scopo finale è nobile, o almeno così dicono. Pagare le pensioni future, finanziare ospedali o costruire ponti senza dover spremere i cittadini come limoni. È una specie di eredità che una generazione lascia a quella successiva. Una polizza assicurativa contro la sfiga.
Non solo petrolio, sia chiaro. Alcuni fondi, come quelli di Singapore (GIC) o della Cina (CIC), nascono dagli enormi surplus commerciali. Hanno venduto così tanto al mondo che non sapevano più dove mettere i soldi. Un problema che tutti vorremmo avere.
I pezzi grossi del settore.Il fondo norvegese (Norges Bank Investment Management) è il manuale vivente. Gestisce una cifra che fa girare la testa e possiede circa l'1,5% di tutte le società quotate al mondo. Sì, anche un pezzettino della tua marca di smartphone preferita. È il loro modo per dire: il petrolio finirà, ma le azioni di Apple forse no.
Il lato oscuro della forza.Non sono tutti angioletti. Alcuni fondi sono criticati per la scarsa trasparenza e per essere usati come armi di influenza geopolitica. Comprano porti strategici, aziende tecnologiche chiave... Diciamo che a volte non è solo un investimento, ma una mossa sulla scacchiera globale.
Quali paesi hanno un fondo sovrano?
Ero a pranzo da mio zio Marco a Milano, luglio scorso. Faceva un caldo boia. Si parlava del PNRR, di soldi, e a un certo punto lui tira fuori sta storia dei fondi sovrani. Io, zero, non sapevo manco cosa fossero di preciso.
Lui mi fa: 'Pensa ai paesi pieni di petrolio, tipo Emirati Arabi, Qatar. Non sanno dove mettere i soldi'. Li mettono in un salvadanaio gigante, un fondo, e lo usano per investire in tutto il mondo. Un modo per assicurarsi il futuro quando il petrolio non ci sarà più. Che idea geniale.
Ma poi mi ha spiazzato. Ha parlato di Singapore. Lì non hanno petrolio, ma hanno un surplus di tasse talmente grande che hanno creato il loro fondo, Temasek. Zio dice che quello è uno dei più vecchi e investe un sacco in Asia. Mi ha fatto pensare, cavolo.
E poi la Norvegia. Quello mi ha colpito. Mi ha detto che il loro fondo è gigantesco, uno dei più grandi del pianeta. Praticamente ogni norvegese è ricco sulla carta grazie a quel fondo. E noi qui a discutere dei bonus... mi è venuta un po' di tristezza, lo ammetto.
- Norvegia: Possiede il Government Pension Fund Global, uno dei più grandi al mondo.
- Cina: Gestisce fondi enormi come il China Investment Corporation (CIC).
- Emirati Arabi Uniti: Famosi per l'Abu Dhabi Investment Authority (ADIA).
- Kuwait: Detiene il Kuwait Investment Authority (KIA), il fondo sovrano più antico, istituito nel 1953.
- Singapore: Ha due fondi principali, GIC Private Limited e Temasek Holdings.
- Qatar: Gestisce il Qatar Investment Authority (QIA).
- Arabia Saudita: Il suo Public Investment Fund (PIF) è in rapidissima crescita.
Che cosa è il fondo bruno?
Il fondo bruno, o fondo scuro, è una salsa densa, molto saporita. Si prepara con ossa e carne, di vitello soprattutto, ma anche pollo, agnello, persino selvaggina, con l'aggiunta di verdure e aromi.
Poi, ci penso, e penso a quanto tempo ci vuole. È un'attesa, sai? Una di quelle cose che vedi cuocere lì, lentamente, per ore e ore. Senti il profumo che sale, piano piano, nella cucina, e ti ricorda... non so, ti ricorda forse una pazienza che oggi non c'è quasi più. Sì, la pazienza.
Mi viene in mente mia nonna. Lei lo preparava, questo fondo. Diceva sempre che un buon fondo è la base, proprio la base di tutto, un segreto antico, quasi dimenticato. Un segreto per dare davvero sapore a un piatto, quel qualcosa in più che non sai neanche descrivere bene, ma lo senti.
- È una base fondamentale: Non è una salsa che mangi da sola, così. No, è la colonna portante, l'anima nascosta di tanti piatti. Ci fai sughi importanti, altre salse complesse, brasati che si sciolgono in bocca.
- Il tempo è l'ingrediente segreto: Non puoi aver fretta, per niente. Deve bollire, o meglio, sobbollire, per ore e ore. È così che tutto il buono, il vero sapore, si estrae dalle ossa. Non c'è scorciatoia.
- Le ossa sono importanti: Le ossa, davvero, non le buttare. Sono loro il cuore del sapore. Si tostano prima, in forno, per dargli un colore più intenso e un gusto più profondo. Quella tostatura cambia tutto.
- Le verdure: Carote, sedano, cipolle. Un soffritto semplice, quasi banale, eppure indispensabile. Danno un tocco di aromi, un po' di dolcezza che bilancia il tutto.
- Il colore scuro: Quel bel colore, così profondo, viene dalla tostatura iniziale delle ossa. Poi, dalla riduzione, mentre si concentra, diventa ancora più denso e scuro.
- Le varianti ci sono: Certo, puoi usare diversi tipi di carne o selvaggina. Ma il vitello è il classico, sì, quello che dà la base più neutra, più ricca e versatile. Un pilastro.
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