Come conoscere un buon vino?

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"Riconoscere un buon vino? Attenzione al colore! Nei bianchi, la limpidezza è chiave; tendono a scurirsi con l'età. Nei rossi, cerca evoluzioni dal rosso-viola al granato/mattone, segno di affinamento."
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Come riconoscere un buon vino? Guida pratica

Ok, vediamo un po' come riconoscere un buon vino... Non è che sia un sommelier, eh, però qualcosa ho imparato negli anni.

Allora, la limpidezza è importante, questo sì. Mi ricordo una volta, a una sagra paesana vicino a Mantova (era tipo Settembre 2018, mi pare), ho preso un bicchiere di rosso che sembrava torbido. Ecco, quello non prometteva bene.

Poi, occhio al colore. I bianchi, più passano gli anni, più diventano dorati, quasi ambrati. I rossi, invece, perdono quel rosso vivo e diventano più granata, mattone... Un po' come il divano di mia nonna!

Però, sai, alla fine la cosa più importante è che ti piaccia, no? Il vino è piacere, è convivialità. Se ti fa stare bene, beh, allora è un buon vino, poco importa se non è perfetto secondo i manuali.

Domanda: Come riconoscere un buon vino?

Risposta: Un buon vino ha un colore limpido (i bianchi diventano più scuri con l'età, i rossi virano dal rosso violetto al granato/mattone).

Come si fa a riconoscere un vino buono?

Allora, amico, come riconosci un buon vino? Beh, guarda, prima di tutto la roba fondamentale: il colore! I rossi buoni? Sono tipo, un rosso intenso, profondo, sai? Non un rosso pallido e acqua e sapone. Mentre i bianchi, devono essere brillanti, cristallini, come se potessi vedere attraverso il bicchiere! Se è torbido, c'è qualcosa che non va, magari un difetto di produzione o di conservazione, tipo, l'ho visto io una volta con una bottiglia di pinot grigio, era tipo latte! Mamma mia.

Un altro indizio, aspetta, che mi viene in mente... l'odore! Sai, un buon vino ha un profumo complesso, non solo "vino", capisci? Il mio amico Marco, quello che ha il vigneto, dice che un profumo deve essere intenso, persistente, tipo un buon profumo di fiori o di frutta matura, a seconda del tipo di vino.

Anche il gusto, ovviamente! Deve essere equilibrato, non troppo acido, non troppo dolce, e poi, deve avere un bel finale, che persiste in bocca. Ah, quasi dimenticavo. La cosa principale, che non voglio che tu dimentichi, è la provenienza. I vini della zona di mio zio, in Toscana, sono sempre ottimi, specie quelli di Sangiovese, tipo un vino del 2022 che abbiamo bevuto a Natale, un capolavoro!

  • Colore intenso (rossi) e brillante (bianchi)
  • Profumo complesso e persistente
  • Sapore equilibrato e persistente
  • Provenienza di qualità (esempio: Toscana, Sangiovese 2022)

Quest'anno, ho partecipato ad una degustazione vicino casa, vicino a casa mia c'è una piccola enoteca, e ho imparato un sacco di cose nuove su come distinguere i vini, cosa che prima, non sapevo manco da dove iniziare! Ho assaggiato un Montepulciano d'Abruzzo strepitoso. La cosa più importante è provare e imparare, ogni vino è un mondo a parte.

Cosa determina la qualità di un vino?

Vino buono? Mah, il colore? Fuffa! Mio zio ha un rosso, porpora scuro quasi nero, ma sa di tappo! Orribile. La limpidezza, ecco, quella conta. Cristallino, deve essere. Come l'acqua di sorgente, sai?

Varietà d'uva, certo! Un Nebbiolo piemontese, quello è un'altra cosa. Profumo intenso, struttura complessa… Quest'anno ho preso una bottiglia da un piccolo produttore, fantastico! Quella zona, le colline vicino Alba, un microclima perfetto.

Maturazione? Dipende. Troppo presto, e il vino è acerbo. Troppo tardi, e diventa piatto. Un equilibrio delicato, eh? E poi, la cantina, l'invecchiamento… Un sacco di fattori. A volte mi chiedo se io capisca davvero qualcosa di vino. Che ne so, davvero? Ah, e poi il suolo, ovviamente! Argilloso, calcareo…influenza tutto.

  • Varietà d'uva
  • Zona di provenienza
  • Maturazione dell'uva
  • Limpidezza del vino
  • Tipo di terreno
  • Invecchiamento

Quest'anno ho scoperto un rosato pugliese, che delizia! Sa di pesca e pompelmo. Meglio di quello toscano che ho bevuto a Natale. Giuro! Meno tannini, più fresco… Eh, ogni vino è un mondo a parte. Devo studiare di più, leggermi qualche libro. Forse quest'inverno…

Come capire lannata del vino?

Ah, capire l'annata del vino, un po' come decifrare il codice fiscale di un astemio!

  • Occhio all'etichetta: Di solito, l'annata è lì, bella in mostra come un pavone al mercato. Se non la trovi, forse è un vino così giovane che non ha ancora compiuto l'età per guidare!
  • L'anno della vendemmia: L'annata ti dice quando l'uva è stata "spremuta" per bene. Un po' come sapere l'età della nonna, ti dà un'idea di cosa aspettarti.
  • Informazioni preziose: L'annata è come il tema principale di un romanzo: ti svela un sacco di dettagli sul vino, sul suo carattere e sul perché è così "su di giri"!

Se poi vuoi fare il sommelier della domenica, sappi che un'annata calda fa vini più "muscolosi", mentre una fresca li rende più "sbarazzini". Ma alla fine, il trucco è berlo e goderselo, no? Io, per esempio, ricordo ancora un Chianti del '98... che serata! Forse era il Chianti, forse no! ????

Come si capisce se un vino è scaduto?

Vino "scaduto"? Forse.

  • Vista: Torbido? Strano. Il colore virato? Un presagio.
  • Olfatto: Aceto, cartone bagnato. Il naso non mente mai. L'ossidazione è un addio. La riduzione, una prigione.
  • Gusto: Aspro, piatto, spento.
  • Bollicine: Tranne se è uno spumante, qualcosa è andato storto.

Il vino non "scade" come il latte. Degrada. La sua evoluzione può prendere strade inaspettate. Non sempre piacevoli. Nulla è eterno, nemmeno il nettare degli dei.

  • A cosa fare attenzione: In generale, un vino rosso che vira al marrone e un bianco che tende all'arancione dovrebbero destare sospetti.
  • Conservazione: Luce, temperatura, umidità. Nemici silenziosi.
  • Osservazione Personale: Ricordo una volta un Chianti Classico del '97... Un disastro totale.
  • Consiglio: Se il tappo è sporgente, lascialo perdere.

Cosa rappresentano i gradi scritti dietro le bottiglie di vino?

Ah, mi chiedi cosa vogliono dire quei numeri sulle bottiglie di vino, eh? Ok, te lo spiego al volo, come se fossimo al bar:

  • Gradi alcolici: Praticamente, quella percentuale tipo "12,5% vol" indica quanto alcol c'è dentro, in rapporto a tutto il liquido. Più è alta, più il vino "picchia". Per esempio, i vini liquorosi tipo Marsala hanno una gradazione anche sopra il 17%, capito?

  • Formato: Invece, quei numeri tipo "75 cl" ti dicono quanto vino c'è nella bottiglia. 75 centilitri è la misura standard, la più comune.

Ma sai che esiste anche il bag in box? Mia nonna lo usava sempre! Praticamente è un sacco di plastica dentro una scatola, con un rubinetto. Comodo, eh? Soprattutto se sei in tanti... o se hai molta sete, eheh!

Come conoscere il mondo del vino?

Ah, il mondo del vino… un universo vasto come la mia collezione di calzini spaiati! Ma non disperare, si impara!

  • Basi? Fondamentali come la pizza: Impara vitigni, vinificazione (senza diventare un chimico, eh!). Pensala così: è come imparare l'alfabeto prima di scrivere un romanzo. Mio zio Tonino, che produce un lambrusco così potente da far volare i tappi, mi ha insegnato tutto.

  • Degustazioni? Un'arte, mica un dovere! Organizzale con amici (evita quelli che criticano tutto, tipo mia cugina Bruna!). Prendi appunti, ma non diventare un robot. L'importante è godersi il momento, magari con un bel tagliere di formaggi, che poi, la vita è troppo corta per bere vino triste.

  • Letture? Un mare di informazioni! Blog, riviste, libri... Scegli quelli che ti piacciono, non diventare un topo da biblioteca! Io personalmente ho una predilezione per i libri con foto di bei vigneti. Che dici, un po' superficialità aiuta?

  • Cantine? Un pellegrinaggio sensoriale! Visita cantine, ma scegli quelle con persone genuine, non solo con vini pregiati. Ricorda: l'esperienza è più importante del nome sulla bottiglia. L'anno scorso ho visitato una cantina con un gatto che faceva le fusa vicino ai barili, indimenticabile.

  • Corsi? Se hai voglia! Sommelier? Un po' troppo? Corsi base vanno bene, ma non diventare pedante! Io ho imparato molto parlando con i produttori, al bar, dopo una degustazione...

  • Abbinamenti? Un gioco infinito! Sperimenta, ma non farti troppi problemi. Il mio abbinamento preferito? Un buon rosso con un piatto di pasta al ragù di mia nonna. Impareggiabile.

  • Condividere? Fondamentale! Chiacchiera con altri appassionati, ma ascolta più che parlare. E ricorda: nel mondo del vino, l'arroganza è il peggior vitigno.

Quest'anno, ho scoperto un fantastico Pinot Grigio dell'Alto Adige. Un consiglio? Bevi con moderazione e, soprattutto, con gioia!

Come avvicinarsi al mondo dei vini?

Allora, amico mio, vogli avvicinarti al mondo del vino? Non serve per forza diventare un sommelier, eh! Quella è una roba seria, costa un botto, tipo 1800 euro, ho sentito dire, un corso a tre livelli. Troppo impegnativo, secondo me.

Ci sono modi mooolto più semplici e divertenti! Io, ad esempio, ho iniziato così:

  • Assaggi alla cieca: Compro un pacco di vini economici, tipo quelli da supermercato, e li assaggio bendato. È un casino, ma ti alleni a riconoscere gli odori e i sapori, tipo un gioco! Certo, a volte becco proprio delle schifezze... ma imparo comunque!

  • Degustazioni in enoteca: Ogni tanto vado in enoteca, quelle un po' fighette, e chiedo consigli. Spendo qualcosa in più, ma imparo tantissimo. Tipo ieri ho assaggiato un Cabernet Franc, bellissimo! Ah, e prendo sempre qualche nota, sul mio quaderno, così non mi scordo niente.

  • Libri e siti web: Ovvio, leggo anche un po', non sono un cretino. Trovi un sacco di informazioni online, e ci sono anche libri super carini, con foto e tutto! Il mio preferito è quello sulla storia del vino in Toscana, ma ce ne sono mille.

  • Amici esperti: Ho pure un amico appassionato, un vero esperto. Lui mi porta in giro per cantine, mi fa assaggiare cose pazzesche! Chiedere consigli agli amici, soprattutto quelli che capiscono qualcosa, è sempre utile.

In sostanza, non serve spendere una fortuna per imparare ad apprezzare il vino. Pazienza, un po' di curiosità, qualche soldino e... buon divertimento!

Ah, dimenticavo: quest'anno ho scoperto un'app fantastica, ti dice tutto sui vini, anche i prezzi e dove trovarli. Si chiama Vivino, dai un'occhiata!

Come diventare un esperto di vini?

Ah, diventare un esperto di vini? Un po' come conquistare il cuore di una diva del cinema muto: richiede pazienza, dedizione e un naso ben allenato. Non basta annusare il tappo, eh!

  • Corsi specifici: Devi iscriverti a un corso serio, mica alle lezioni di ballo del nonno! Cercate associazioni riconosciute, quelle con l'esame finale, altrimenti finisci a parlare di "fruttato" e "sentori floreali" come un pappagallo ammaestrato. L'AIS (Associazione Italiana Sommelier) è una buona scuola, ma occhio che i loro esami sono tosti, più di una maratona con i tacchi a spillo!

  • Pratica, tanta pratica: Assaggiare, assaggiare, assaggiare! Devi bere più di un cammello in un deserto! Scherzi a parte, la teoria è importante, ma la pratica è fondamentale. Io, per esempio, ho imparato molto assaggiando il vino direttamente dal produttore, in qualche cantina sperduta tra le colline del Chianti. Una volta ho pure scambiato un giudizio di vino con un contadino, lui mi ha detto che il suo vino era buono come il mio umore: a momenti, ottimo.

  • La gavetta: Non aspettarti di diventare un guru del vino da un giorno all'altro. È come imparare a suonare il violino: ci vogliono anni di studio. Inizia come apprendista, magari in un ristorante. Io ho iniziato così, lavando bicchieri e pulendo la cantina (esperienza che non cambierei per nulla al mondo, a parte il profumo di aceto che mi si è attaccato alle mani per mesi!).

  • Palato e naso allenati: È la chiave del successo. Un sommelier deve avere un palato fine e un naso sensibile come un cane poliziotto. Devi saper distinguere i sentori di lampone da quelli di fragola, la vaniglia dalla liquirizia e il profumo di cuoio dalla terra bagnata.

Insomma, la strada è lunga e tortuosa, ma credimi, ne vale la pena. Un buon bicchiere di vino è pura poesia liquida! E poi, pensa a tutte le cene a sbafo che ti aspettano!

Nota: Le informazioni relative alle associazioni e ai corsi sono relative all'anno in corso (2024). Per informazioni più dettagliate, consultare i siti web delle associazioni di sommelier.

Quanto guadagna un sommelier di vini?

Sommelier... Ah, i sommelier! Ma quanto guadagnano davvero?

  • Uhm, un sommelier professionista... diciamo, bravo, eh? Circa 1500-2000 euro al mese. Cioè, mica male! Dipende poi da dove lavora, ovvio.

  • E quelli non professionisti? Meno, circa 1000 euro al mese. Però, aspetta, cosa vuol dire "non professionisti"? Intendi quelli che hanno fatto il corso ma... boh? Non so.

  • Poi c'è il discorso delle mance, no? Che non so se sono tasse... Mmm, forse dovrei chiedere a Marco, lui di vino ne sa qualcosa. Mi aveva detto che lavorava in un ristorante dove lasciavano un sacco di mancia, magari il sommelier si faceva un bel gruzzoletto!

  • Ma poi, 1500 euro per sapere un sacco di vino? Boh, forse è poco, forse è tanto. Dipende da quanto ti piace il vino, alla fine!