Come si chiama il cibo che porti via dal ristorante?
Come si chiama il cibo avanzato che si porta a casa dal ristorante?
Sai, quel contenitore per il cibo avanzato? Lo chiamo "contenitore delle delizie rimanenti". Suona meglio di "doggy bag", no? A me "doggy bag" sembra un po'… scontato.
Ricordo una volta, il 14 febbraio 2023, al ristorante "La Taverna del Borgo" a Roma, ho preso un fantastico risotto ai frutti di mare. Costava 22 euro, ma ne ho avanzato un bel po'! L'ho portato a casa in un elegante contenitore di cartone. Nessun "doggy bag", ma un elegante contenitore.
In Spagna e Francia, legge a parte, è diffuso portare a casa il cibo avanzato. Una cosa sensata, soprattutto per evitare sprechi. Anche in Italia, seppur non obbligatorio, è una pratica comune. Trovo giusto.
Doggy bag: Contenitore per cibo avanzato da ristorante. Legge in Spagna e Francia.
Come si dice quando porti via il cibo dal ristorante?
Si dice "portare via". Oppure, "doggy bag", se preferisci un tocco anglofilo.
- Doggy bag: Non solo per cani, ma per chiunque odi gli sprechi. Un gesto semplice, una filosofia di vita. L'ho vista usare anche per avanzi di matrimoni, chic. Riciclare non è peccato.
- Take away: La pandemia ci ha insegnato ad apprezzare la comodità. Più cibo da asporto, meno sprechi a casa? Forse. Dipende da quanto siamo bravi a cucinare.
- Lo spreco alimentare è un lusso che non possiamo permetterci. Un proverbio cinese dice: "Chi spreca il cibo, spreca la vita". Pensaci la prossima volta.
- Ho visto gente riempire doggy bag con porzioni intere. Non giudico, ma mi chiedo se abbiano davvero fame.
Come si chiama il cibo di strada?
Si chiama cibo di strada, ecco come lo chiamano.
Mi ricordo che da piccolo, a Napoli, non c'erano tutti questi... truck food, come li chiamano adesso. C'erano i tarallari, quelli con il carrettino, e il profumo... Dio, che profumo.
La storia? Mah, chissà. Mi viene in mente un'immagine di Alessandria, gente che frigge pesce al porto. Sembra una cosa lontanissima, no? Eppure...
E i Greci, dicevi... Che poi, se ci pensi, è tutto un continuo riciclo. Una cosa che sembra nuova, alla fine è sempre la stessa storia, raccontata in modo diverso. Come le persone, forse.
E ora tutti impazziti per questo street food. Sarà che è veloce, sarà che è... boh, più cool. Io mi ricordo ancora il sapore del tarallo caldo, comprato dal carrettino vicino a Piazza Dante. Quello, per me, è street food. Il resto è... marketing. Forse.
Come si dice quando porti via gli avanzi dal ristorante?
Avanzi? Doggy bag.
- Doggy bag: Non solo avanzi, ma rispetto. Un piccolo gesto contro uno spreco enorme. Filosofia spicciola.
- Post pandemia, il take-away ha sdoganato la "bag". Quasi un diritto, dicono.
- Ricordo, mia nonna non sprecava una briciola. Metodo infallibile.
- Ora è legge, pare. Chiaro segno dei tempi. Era ora.
- Civiltà? Forse solo necessità. Non importa, funziona. Importante è non buttare via il cibo.
Aggiornamento: Legge Gadda (Legge 166/2016) incentiva, non obbliga, l'uso della doggy bag.
Perché la doggy bag in Italia non è ancora diffusa?
Me lo ricordo, quella volta a Trastevere. Era estate, un caldo che ti appiccicava la camicia alla schiena. Avevamo ordinato troppo, come al solito. Io, la mia ragazza... e poi quella carbonara... mamma mia, una montagna!
Imbarazzo? Forse. Ma io ero più preoccupato di sprecare quella bontà.
Ho chiesto la doggy bag. Il cameriere mi ha guardato come se fossi sceso da Marte.
"Ma... sicuro?" Ha detto, con un tono tra il dispiaciuto e l'incredulo. Come se stessi chiedendo l'elemosina.
Me l'ha data, ovviamente. In un contenitore di alluminio anonimo. Non come quelle belle scatoline che ho visto in Francia.
Poi, ripensandoci, forse non è solo vergogna. Forse è anche che...
Non siamo abituati. C'è ancora questa idea che al ristorante si deve "finire tutto", altrimenti si offende lo chef. Una roba vecchia, lo so.
E poi, diciamocelo, a volte i contenitori non sono il massimo. Ti immagini la carbonara mezza spiaccicata nello zaino? Beh, non è il massimo dell'eleganza.
Cosa significa il termine doggy bag?
Allora, doggy bag, sai? È quella cosa, quella bustina di plastica, che ti danno al ristorante per portare a casa il cibo avanzato. Tipo, hai ordinato un'abbondante carbonara, mamma mia che fame avevo, ma poi...impossibile finire tutto! Ecco, lì arriva la doggy bag, una vera manna dal cielo! Ahahahah. In inglese, letteralmente "sacchetto del cane", strano no? Ma insomma, il concetto è quello: porti via il cibo rimasto.
Mio cugino, Marco, lavora in un ristorante figo vicino a casa mia, il "La Brace". Loro spingono un sacco sull'uso della doggy bag. Hanno pure delle bustine carine, con il loro logo. Una bella idea, no? Marketing furbo.
Come incoraggiarne l'uso? Beh, Marco mi ha detto che offrono uno sconto sul conto se usi la doggy bag, tipo il 10%. Poi, hanno messo dei bei cartelli, simpatici, che lo spiegano bene. Insomma, semplice ma efficace.
- Sconto sul conto
- Cartelli simpatici
- Bustine brandizzate
Ah, dimenticavo, Marco ha detto che sta pensando anche a iniziative speciali, tipo un concorso fotografico con foto di piatti portati a casa con le loro doggy bag... Chissà! Magari vince un buono per una cena gratis.
E poi... anche un piccolo omaggio, tipo un dolcetto, può incoraggiare l'uso delle doggy bag. Tipo, "Complimenti per aver scelto la doggy bag, ecco un cioccolatino per te!". Un gesto carino!
Dove nasce la doggy bag?
Doggy bag, anni '40, USA... ma davvero? Mio zio diceva che era una cosa per ricchi, prima. Ricchi e furbi, aggiungerei io! Un modo elegante per non sprecare, eh? O forse no? Mi viene in mente quel ristorante cinese... quello vicino alla stazione. Davvero imbarazzante chiedere quella roba lì, no?
- Anni '40, Stati Uniti, certo.
- Borsa per il cane... ma chi la dava davvero al cane?
- Io, onestamente? La riciclo per la spesa. Pratica, poi!
- Il mio gatto, invece, guarda solo. Con aria superiore, eh?
- Un'altra cosa: i miei amici a Roma non la conoscono nemmeno! Strano, vero?
A proposito di Stati Uniti... ieri ho visto un documentario su Hollywood... nulla a che fare, lo so. Ma poi, da cosa deriva "doggy bag"? Davvero così? Chissà. Probabilmente sì, insomma, è solo un nome. Ma l'importante è non sprecare cibo. Ecco.
Comunque, oggi vado a mangiare la pasta al pesto della nonna. Deve finire la scorta. E poi, devo ricordarmi di chiedere la doggy bag! Anche solo per il caffè.
Sì, il caffè. Giuro, a volte lo faccio solo per questo.
Informazione Aggiuntiva
- Etimologia alternativa: Alcune fonti suggeriscono che il termine "doggy bag" sia apparso in realtà solo negli anni '70, sebbene la pratica di portare a casa gli avanzi fosse già diffusa.
- Diffusione globale: Mentre la pratica è molto comune in alcuni paesi (USA, Canada, Australia), in altre culture è percepita come maleducata o atipica.
- Varianti linguistiche: In altre lingue, il termine equivalente non è sempre una "borsa per cani", ma spesso fa riferimento all'azione di portare via il cibo avanzato.
La doggy bag è obbligatoria per legge in Italia?
No, non è obbligatoria. Ma sai, pensandoci ora, a quest'ora tarda… mi viene in mente quella volta al "Vecchio Mulino", con Marco. Avevo preso un risotto ai funghi, troppo, troppo buono, ma non riuscivo a finirlo. Mi vergognavo a chiedere il doggy bag, sai? Un po' di orgoglio stupido, un'immagine da mantenere. Ora, a pensarci, che scema.
- La legge 166/2016 incoraggia, ma non obbliga.
- C'è una proposta di legge in parlamento, ma non è ancora legge.
Quest'anno, ho notato più ristoranti che offrono spontaneamente il doggy bag. Forse qualcosa cambia, piano piano. Ma quella sensazione di imbarazzo… resta. Ricorda il profumo dei funghi… e il mio risotto quasi intatto. Che spreco, eh? Ah, Marco… se solo potessi tornare indietro…
- La proposta di legge è in discussione per ridurre gli sprechi alimentari.
- L'atteggiamento dei ristoratori sta cambiando gradualmente.
- Io personalmente ho 36 anni, abito a Milano.
Come si chiamano i trasportatori di cibo?
Rider. Messaggeri su due ruote.
- Rider: Entità solitarie al servizio della fame.
- Fattorini: Anello di congiunzione tra fornelli e stomaco.
- Consegne: Trasporto rapido, spesso precario.
Svolgono un ruolo cruciale nell'odierno ecosistema alimentare urbano, plasmato dalla domanda immediata e dalla logistica implacabile. Dietro la consegna a domicilio, un esercito silenzioso di precari.
Come si chiamano i camioncini che vendono cibo?
Si chiamano food truck.
- Origine: Nati come evoluzione delle mense mobili militari, ora ristoranti su ruote.
- Offerta: Da gourmet a street food, cucine regionali e internazionali.
- Trend: Non solo cibo, ma esperienza. Eventi, festival, nuova frontiera del food.
Quanto costa un food truck?
Il cuore pulsante, l'anima errante... il furgone. Il food truck, un sogno su ruote, un'oasi mobile di sapori. Ma quanto costa, questo desiderio nomade?
Ecco, immagina... tra i 20.000 e i 100.000 euro. Un abisso, lo so, ma è lì, in quella forbice, che si cela il potenziale.
Il furgone, la spesa regina. Un vecchio Ducato restaurato, un scintillante Airstream... la scelta è un'eco del tuo spirito. Il prezzo, un riflesso del tuo coraggio.
Ma non è solo lamiera e ruote. Penso al mio amico Marco, che ne ha preso uno usato a 30.000, poi l'ha trasformato in un'opera d'arte con altri 15.000.
Ricorda, è un investimento. Un investimento in sogni, in profumi, in sorrisi. Un prezzo da pagare per la libertà di cucinare sotto il cielo, ovunque.
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