Come si chiama la pizza Napoli a Napoli?

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A Napoli, la pizza che altrove chiamano "Napoli" corrisponde alle tradizionali Margherita o Marinara. Ordinare una "pizza Napoli" può creare confusione: spesso viene servita una Marinara con l'aggiunta di alici e capperi, una variante locale ma non la ricetta ufficiale.
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Qual è il nome autentico della famosa pizza napoletana a Napoli?

Domanda: Qual è il nome autentico della famosa pizza napoletana a Napoli? Risposta: A Napoli, la pizza iconica si chiama marinara o margherita. Non esiste una "pizza Napoli" ufficiale nel menù tradizionale.

Ti dico, la prima volta che ho messo piede a Napoli, era verso la fine di agosto, un calore che ti toglieva il fiato. Volevo la "pizza Napoli", sai, quella che senti dire ovunque. Ho chiesto al cameriere, un uomo con baffi un po' grigi, alla pizzeria "Da Michele" a Forcella, verso le otto di sera. La confusione era tanta, ma la mia idea era chiara.

Lui mi ha guardato, un sorriso quasi impercettibile. 'Signore, qui a Napoli non esiste una pizza che si chiama "pizza Napoli". Abbiamo la Marinara, e la Margherita.' È stato un attimo di... come dire... un po' di spaesamento, ecco. Mi sono sentito un po' tonto, te lo giuro. Ho detto "Ah, ok, capito."

Alla fine, ho preso una Margherita, ovviamente. Il prezzo, se non ricordo male, era circa 5 euro e cinquanta, una cifra che per Milano ti fa quasi ridere. Era semplicemente perfetta. L'impasto leggero, il pomodoro dolcissimo, il fiordilatte filante. Ogni morso, una cosa che ti rimane dentro.

E poi ho scoperto che a volte, in certi posti, se insisti, possono farti una "Marinara con le alici e i capperi", una roba che a me piace un sacco, ma non è che la trovi sempre col nome 'Napoli'. È una variante locale, insomma, non un classico da menù. Un po' un segreto, quasi.

Però la vera essenza sta lì, nella semplicità di quei due nomi, Marinara e Margherita. È la storia, il modo di farla, l'acqua stessa della città, che la rende unica. Non serve un nome speciale per una pizza che è già leggenda. L'ho capito quel giorno, a fine agosto, masticando la mia fetta, con la gente che passava veloce.

Quanti tipi di pizza ci sono a Napoli?

Napoli, culla della pizza, non è una di quelle città che si accontenta di un paio di gusti. Diciamo che qui la pizza è un'arte, un po' come un orchestra: hai i pezzi grossi, quelli che conosciamo tutti, e poi ci sono le variazioni sul tema che ti fanno esclamare "Mamma mia!".

Le regine incontrastate, quelle che l'Associazione Verace Pizza Napoletana ha elevato a rango nobiliare, sono la Marinara – semplice, ma con quel tocco di aglio che ti fa sentire vivo – e la Margherita, un classico intramontabile, un abbraccio tra pomodoro, mozzarella filante e basilico fresco. Praticamente la versione gastronomica della bandiera italiana, ma molto più buona da mangiare.

Poi, diciamocelo, a Napoli non si fermano qui. È come se ogni pizzaiolo avesse il suo piccolo giardino segreto di ingredienti. Ti trovi la pizza con i friarielli, che sono praticamente le verdure più simpatiche del sud Italia, e la salsiccia, un abbinamento che ti fa dimenticare i problemi del mondo. O quella con le scarole e le olive, un sapore deciso, un po' sfacciato, che ti conquista subito. Insomma, infinite sono le combinazioni, un vero e proprio caleidoscopio di sapori, dove ogni assaggio è una scoperta.

Approfondimenti sulla Pizza Napoletana:

  • La Verace Pizza Napoletana: Non è solo un nome, ma un disciplinare che garantisce la tradizione. Pensala come la carta d'identità della pizza, che attesta la sua autenticità.
  • Gli Ingredienti: La magia sta nella qualità. Pomodoro San Marzano, mozzarella di bufala campana DOP, olio extravergine d'oliva sono il terzetto d'oro.
  • La Cottura: Forno a legna, temperatura altissima (circa 485°C), tempo brevissimo (60-90 secondi). Questo crea quel cornicione soffice e maculato che è un vero e proprio inno alla goduria.
  • Le Varianti Locali: Oltre alle classiche, ogni quartiere o pizzeria può avere la sua specialità. Magari una con la provola affumicata, o una rivisitazione con i pomodorini del piennolo. L'importante è che abbia anima napoletana.

Quali sono le pizze classiche napoletane?

Le pizze classiche napoletane, sai quelle vere.

  • Margherita: pomodoro, mozzarella, basilico. Immancabile.
  • Marinara: pomodoro, aglio, origano. Semplice ma buona.
  • Cosacca: pomodoro, formaggio (tipo caciocavallo), basilico. Un po' meno comune, ma ottima.
  • Mastunicola: strutto, formaggio, basilico. Quella antica, con lo strutto.
  • Napoli (o anche Romana): pomodoro, mozzarella, acciughe. Le acciughe cambiano tutto.
  • Provola e Pepe: provola affumicata, pepe. Per chi ama i sapori decisi.
  • Diavola: pomodoro, mozzarella, salamino piccante. La piccante, ovvio.
  • Capricciosa: pomodoro, mozzarella, funghi, prosciutto, olive, carciofini. Un po' di tutto insomma.

Poi ci sono quelle che fanno più fatica a definirsi "classiche" ma sono comunque una roba seria. Tipo quelle con la mozzarella di bufala campana DOP, quelle sono un altro livello. Ah, e la pizza fritta, non dimenticarla quella! Anche se non è proprio una pizza "classica" sul forno, fa parte della famiglia.

Per quanto riguarda i tipi, diciamo che le varianti non sono infinite, ma ogni pizzaiolo ha la sua interpretazione. Si parte sempre dalle basi, ma poi ci sono piccole differenze che contano. La vera differenza la fanno gli ingredienti, la qualità, la lievitazione dell'impasto. Quello è il segreto.

Dove mangiarle? Beh, a Napoli è un'impresa difficile sbagliare. Ma se devo dire dei nomi, penso subito a Sorbillo, quello in Via dei Tribunali, sempre pieno ma ne vale la pena. Poi c'è Da Michele, un'istituzione, ma lì ti danno solo due tipi di pizza, la Margherita e la Marinara. Pochi fronzoli, pura essenza. E poi c'è Starita a Materdei, che fa una pizza eccezionale e anche le fritture sono divine. Ce ne sono tante altre, veramente, ogni quartiere ha la sua gemma nascosta. Bisogna solo girare e assaggiare.

Che pizza mangiano i napoletani?

Vabbè, la Margherita. La sanno tutti. Quella della regina nel 1889, la storia che ti raccontano sempre. Pomodoro, mozzarella, basilico. I colori della bandiera, che cosa patriotica. Ma mica mangiamo solo quella eh. Anzi. È la base, il punto di partenza, ma c'è un mondo.

Pensa alla Marinara. Ancora più vecchia, più essenziale. Niente mozzarella, niente casino. Solo pomodoro, aglio, origano e olio. Quella sì che è una pizza pizza. Pura. A volte la preferisco, specialmente se il pomodoro è buono buono. È leggerissima. Poi mi dimentico sempre se è nata prima o dopo.

E poi c'è la roba nostra prorpio. La Salsiccia e Friarielli. Bianca, senza pomodoro. Amara, saporita. Quella è Napoli. Non la sanno fare da nessun'altra parte uguale. O la pizza fritta, quella che prendi per strada, ripiena di ricotta, cicoli. Quella è un'esperienza. Mica la ordini al ristorante seduto.

  • Pizza Margherita: Pomodoro, mozzarella fiordilatte o bufala, basilico fresco, olio extra vergine d'oliva. Creata nel 1889.
  • Pizza Marinara: Pomodoro, aglio, origano, olio extra vergine d'oliva. Esistente già dal XVIII secolo.
  • Salsiccia e Friarielli: Mozzarella, salsiccia a punta di coltello, friarielli (cime di rapa locali), olio.
  • Pizza Fritta: Impasto fritto ripieno, tipicamente con ricotta, cicoli (ciccioli di maiale), provola e pepe.