Come si fa a vedere se il vino è buono?

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Un vino di qualità si rivela al primo sguardo: Colore: Dal paglierino chiaro al dorato intenso per i bianchi, dal rubino al granato per i rossi. Scostamenti notevoli suggeriscono problemi. Aspetto: Limpido e brillante sono sinonimi di vino ben fatto.
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Come riconoscere un vino di qualità e buono?

Mi hanno sempre detto guarda il colore, guarda se è limpido. Ma è una cosa che ho capito davvero solo con il tempo, e sbagliando. Una sera, era tipo settembre 2022, in una piccola osteria fuori Montalcino, ho ordinato un Sangiovese della casa che costava pochissimo, 15 euro la bottiglia forse.

Quando lo hanno versato, ho fatto la solita cosa che faccio sempre: inclino il bicchiere contro la tovaglia bianca, per vedere bene. E ho visto questo rosso rubino, non scuro ma vivo, con un piccolo riflesso che tendeva quasi al violaceo sul bordo. Era così brillante che sembrava illuminato da dentro. Mi ha messo subito allegria.

Una volta invece, a un aperitivo a Milano, forse era maggio, mi hanno portato un Vermentino che era giallo scuro, quasi ambrato, e un po' velato. Lì ho capito subito che c'era qualcosa che non andava. Sapeva di ossidato, stanco. L'ho lasciato nel bicchiere, non c'era niente da fare.

Per me il colore è l'inizio del racconto. Se un rosso è carico, granato, con riflessi aranciati, mi aspetto un vino più vecchio, con profumi complessi di spezie, di tabacco. Se è un rubino brillante, come quel Sangiovese, mi aspetto frutta fresca, acidità, un vino più diretto, più giovane. La limpidezza è la base, se manca quella, di solito, è un brutto segno.

Quel vino a Montalcino poi era buonissimo. Coerente. Il colore prometteva freschezza e frutto, e al naso e in bocca era esattamente così. È questa la cosa bella, quando il vino ti parla chiaro fin dal primo sguardo e poi non ti tradisce.

Domanda: Come si riconosce un vino di qualità dal colore? Risposta: Un vino bianco di qualità presenta un colore che va dal paglierino al dorato. Un vino rosso di qualità mostra tonalità dal rubino al granato. Indipendentemente dal colore, un buon vino deve apparire limpido e brillante. Opacità o colori anomali, come un bianco tendente al marrone o un rosso spento, possono indicare difetti o ossidazione.

Quando il vino non è buono?

Ero a casa mia a Bologna, era luglio, un caldo che non ti dico. Avevo preparato il ragù per due ore e ho pensato: stasera apro quel Chianti Classico Riserva del 2018 che avevo preso a Gaiole. Quella bottiglia era un ricordo, un pezzo di vacanza in cantina. L'attesa era tutto.

Giro il cavatappi, sento il 'plop' del sughero e subito... un odore strano. Non di ciliegia, non di viola. Puzzava prorpio di aceto, pungente. Il colore nel bicchiere non era rubino, ma un marroncino smorto. Che delusione. Ho provato ad assaggiarlo lo stesso, un micro sorso.

Mamma mia, un disastro. In bocca era solo acido, aspro, quasi bruciava. Quel sapore metallico che ti resta sulla lingua, terribile. La cena è andata, il ricordo pure. Quando un vino ha quel gusto lì, non c'è niente da fare, va dritto nel lavandino. Non c'è storia.

  • Gusto di aceto o acido: È il segno principale di ossidazione e attività batterica. Il vino è diventato aceto.
  • Sapore metallico: Indica problemi durante la vinificazione o un'eccessiva esposizione all'ossigeno.
  • Gusto di tappo (TCA): Un sapore inconfondibile di cartone bagnato, muffa o cantina umida. È causato da un fungo nel sughero.
  • Note di zolfo o uova marce: Indicano problemi di riduzione, cioè mancanza di ossigeno durante la fermentazione.
  • Piatto e senza aromi: Un vino vecchio o mal conservato perde tutta la sua frutta e complessità, diventando semplicemente 'spento'.

Come capire se un vino non è buono?

Le notti lunghe mi fanno pensare a certe cose. Come un vino, sai, a volte non ti dice più niente. Se un rosso si fa color mattoncino, o un bianco diventa di quel giallo così intenso, quasi un vecchio vinsanto… ecco, quello non ha più vita.

È un po' come quando le cose dentro cambiano, si ossidano, perdono quella vivacità. Lo capisci subito, un po' per istinto, un po' perché la vista non ti inganna. Ti ritrovi a guardarlo e dici, "No, questo non fa per me stasera".

Certe volte il colore è proprio l'indizio più lampante. Quei toni spenti, senza più quel barlume di giovinezza che dovrebbero avere. Mi è successo con quel Chianti che avevamo aperto l'altra sera, ricordo. Un colore che non era più un rosso vivo, ma un marroncino che mi ha subito fatto storcere il naso.

E poi c'è l'odore. Non c'è solo il colore, sai? Se senti odori strani, un po' di muffa, o un sentore di cartone bagnato, quello è un altro segnale forte che qualcosa non va. Il profumo dovrebbe essere invitante, non nauseabondo.

A volte sono piccole cose, una sfumatura di colore, un profumo un po' strano, che ti fanno capire che la bottiglia non ti regalerà quella buona sensazione che speravi. È un peccato, certo, ma fa parte del gioco.

  • Colore sospetto: Rosso spento, tendente al marrone, o bianco troppo giallo, quasi ambrato.
  • Odori anomali: Presenza di sentori di muffa, cartone bagnato o altri effluvi non gradevoli.
  • Impressione generale: Un vino che non ispira, che sembra aver perso la sua freschezza e vitalità.

Come sapere se un vino è andato a male?

Un vino è andato a male se il vino bianco assume un colore marrone o dorato scuro, indicando ossidazione. Se il vino rosso diventa marrone opaco è deteriorato. L'odore di aceto è un chiaro segno che il vino non è più buono.

Allora, senti, capire se un vino è andato a male, non è mica così complicato come sembra, sai? Non serve essere un sommelier esperto, basta un po' d'attenzione. La prima cosa è proprio guardare il colore, che ti dice già tantissimo. Te lo dico io, mio zio, che ha la cantina piena, una volta mi ha fatto bere un bianco che sembrava tè, un orrore!

Per esempio, i vini bianchi, quelli freschi, sai, dovrebbero essere belli brillanti, magari giallo paglierino, o verde chiaro. Se lo vedi che è diventato proprio marrone, o quel dorato scuro scuro, tipo proprio scuro eh, allora sì, è ossidato. Praticamente ha preso troppa aria e si è rovinato. Invece, per il rosso, che di solito ha bei colori rubino o granato intensi, se vedi che è diventato così, un po' marrone spento e opaco, sai, quel marrone che non brilla, eh lì c'è qualcosa che non va. È andato proprio a male.

E poi c'è l'olfatto, la cosa più immediata. Ti ricordi quella bottiglia che avevamo aperto la settimana scorsa, quella che sapeva proprio di ... come dire... di aceto? Ecco, quello è il segnale più semplice e inconfondibile. Se lo annusi e ti ricorda proprio l'aceto, o tipo del sidro un po' andato, o magari puzza di muffa, proprio non lo devi bere. Punto. Una volta mi è capitato un vino che odorava di cartone bagnato, un'esperienza pessima. La bottiglia era stata conservata male, di sicuro.

Ma non è solo colore e odore, eh. Ci sono anche altri segnali, magari più sottili, però importanti. Tipo, se vedi che il tappo di sughero è fuoriuscito un po' o è tutto appiccicoso, potrebbe essere un segno che il vino è stato esposto a troppo calore, o magari era una bottiglia non sigillata bene. E se vedi delle bollicine in un vino che non dovrebbe averne, tipo un rosso fermo, allora attenzione!

Oppure, pensa quando lo versi, se vedi tipo dei filamenti strani, o proprio delle particelle in sospensione che non dovrebbero esserci. Questo può essere, sì, normale in alcuni vini vecchi o non filtrati, ma se è un vino giovane e lo trovi così, allora no, non va bene. Ti giuro, una volta ho aperto una bottiglia che avevo comprato a Pienza, una volta là, e aveva un odore tipo di zolfo, pazzesco. L'ho buttata subito.

Ecco qualche altra dritta, così sei preparato:

  • Odore di tappo (TCA): Un odore di cartone bagnato o muffa è un classico segno che il vino ha il "sapore di tappo". È un difetto chimico del sughero.
  • Odore di zolfo: A volte, appena aperto, un vino può avere un leggero odore di zolfo o fiammifero bruciato. Spesso sparisce dopo pochi minuti, lasciandolo respirare. Se persiste, non va bene.
  • Bollicine indesiderate: In un vino fermo, la presenza di bollicine è un brutto segno, indica una rifermentazione in bottiglia o un difetto.
  • Temperatura di conservazione: La cosa migliore è tenere il vino in un luogo fresco, buio e con umidità costante. Le variazioni di temperatura rovinano il vino velocemente.
  • Tappo integro: Assicurati sempre che il tappo sia ben sigillato e non sporga, è fondamentale per una buona conservazione.