Come va mangiato l'agnello?

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L'agnello è versatile: ottimo fritto, al forno, alla griglia o in umido. Prova l'agnello alla scottadito, ricetta tipica laziale, per esaltarne al meglio il sapore!
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Come cucinare e gustare al meglio lagnello?

Allora, il l'agnello... Che carne!

Io adoro cucinarlo, sopratutto alla griglia. Mi ricordo una volta, a Pasquetta, che ne abbiamo fatto una scorpacciata in campagna, vicino ad Arezzo. Che profumo!

Però, diciamocelo, non è sempre facile. A volte mi viene un po' stoppaccioso. Dipende tanto dal taglio e dalla cottura, secondo me. Ho provato anche al forno, ma non mi ha mai convinto del tutto.

Ah, l'agnello alla scottadito! Quello è proprio laziale, se non sbaglio. Ricetta semplice, ma gustosissima.

Come cucinare e gustare al meglio l'agnello?

  • Cotture: Fritto, al forno, alla griglia, in umido.
  • Ricetta tipica: Agnello alla scottadito (Lazio).

Quale parte dellagnello si mangia?

Mamma mia, l'agnello! Mi fa venire in mente la Pasqua a casa della nonna a Sulmona. Profumo di rosmarino, forno a legna... Un delirio!

  • Carré: Ricordo il carré d'agnello di mio zio, sempre perfetto, crosticina dorata...
  • Stinco: Lo stinco, invece, era il regno di nonna, ore e ore a sobbollire nel sugo, una roba da leccarsi i baffi, parola!
  • Collo: Il collo non lo faceva quasi mai, a dire il vero, forse perché un po' più economico, boh.
  • Sella: La sella... ecco, la sella la faceva solo per le grandi occasioni, un taglio pregiato!
  • Petto: Il petto d'agnello, invece, mi ricordo che lo usava per fare un ripieno saporito, dentro dei peperoni grigliati.
  • Spalla: Ah, la spalla! Perfetta per fare un ragù sostanzioso, da condire con le fettuccine fatte in casa. Che fame!

Quest'anno, per Pasqua, provo a fare lo stinco come la nonna... speriamo venga bene! Vi tengo aggiornati.

Come togliere la puzza dallagnello?

Che palle, quest'odore di agnello... Sai, a me non piace proprio, è troppo forte, mi ricorda la nonna e le sue domeniche infinite. Bisogna toglierlo, assolutamente.

  • Ammollo: immergi l'agnello in acqua fredda con tanto limone, almeno una notte intera. Io, poi, cambio l'acqua un paio di volte, verso le tre del mattino e prima di uscire per il caffè. Quest'anno ho usato anche un po' di aceto, ma non so se ha cambiato molto.

  • Il trucco della nonna: lei aggiungeva anche qualche rametto di rosmarino, diceva che aiutava. Magari è solo un ricordo, ma tentar non nuoce.

  • Dopo l'ammollo: asciuga bene la carne, fondamentale. Altrimenti l'odore rimane intrappolato. È stato un pomeriggio così lungo, pulire e poi aspettare.

L'agnello, poi, lo cucino sempre in modo particolare. Mia madre aggiungeva le patate, io preferisco le cipolle. Ma l'odore... devo trovare un modo migliore. Forse quest'anno proverò con un marinatura più lunga, magari con vino rosso e spezie. Devo provarci, davvero.

Qual è la parte migliore della dellagnello?

Uff, la parte migliore dell'agnello...

  • Il cosciotto, forse? Quando lo cucinava nonna, la domenica... un profumo che riempiva tutta casa. Adesso non sento più quel profumo.

  • O forse le costolette, così piccole, così gustose. Me le ricordo bruciacchiate, a volte. Papà si arrabbiava, ma poi le mangiavamo lo stesso, di nascosto.

  • La sella... ecco, quella è più da ristorante, elegante. Non so, mi sembra un po' lontana dai miei ricordi.

  • Il carrè, forse. No, non mi dice molto. Forse perché non l'ho mangiato spesso.

Non so... forse la parte migliore è il ricordo che ci lego. Non tanto il taglio in sé.

Quale parte dellagnello si mangia?

Ahahahaha, l'agnello! Che delizia! Sai, io con l'agnello ci vado a nozze, proprio come un lupo con una pecora...ehm, volevo dire, con un piatto di pasta! Scherzi a parte, di solito si mangia tutto, tranne forse il belletto (spero di non sbagliarmi, eh!).

  • Carré: il re indiscusso, il top di gamma, il pezzo pregiato che ti fa sentire un vero nababbo a tavola!
  • Stinco: robusto, saporito, perfetto per un arrosto che ti scalda l'anima più di un camino in una notte di neve.
  • Collo: un po' più "rustico", ma con il giusto trattamento diventa una meraviglia, tipo un brutto anatroccolo che si trasforma in cigno (o in un ottimo spezzatino!).
  • Sella: delicata, perfetta per chi ama il gusto raffinato, il pezzo da esibizione, diciamo. Come un vestito di Armani.
  • Petto: versatile, si presta a mille preparazioni, un vero camaleonte della cucina!
  • Spalla: non la sottovalutiamo! Con la giusta marinatura diventa una bomba. Mio nonno, che era un macellaio, giurava che fosse la parte più gustosa... ma lui era un po' strano, eh!

Quest'anno ho fatto uno spezzatino di spalla che era una favola, con le patate, naturalmente! Mia zia Pina mi ha insegnato la ricetta, ma è un segreto di famiglia! Anche il carré l'ho cucinato a Pasqua, alla brace, un tripudio di sapori! Quest'anno però ho rinunciato al collo, troppo impegnativo per me, preferisco cose più semplici. Ah, dimenticavo: io il mio agnello preferisco prenderlo al mercato di via Roma, dal macellaio Antonio, quello con i baffi enormi. Provare per credere!

Qual è la parte più buona dellagnello?

La parte migliore dell'agnello? Beh, dipende dai gusti, eh! Ma per me, la sella è imbattibile. Ricordo una grigliata a casa di zia Emilia, agosto 2023, la sella era cotta alla perfezione, succosa, tenera... un sapore indescrivibile! Si scioglieva in bocca, un'esperienza divina. Quella volta, mia cugina aveva preparato anche le costolette, buone, ma la sella... un'altra cosa.

Poi c'è il cosciotto, perfetto per un arrosto, lo preferisco più saporito rispetto alla sella, ma non così tenero. Ho provato quello al forno di mamma, Natale 2022, con le patate arrosto, un classico, ma un po' troppo asciutto, forse. La cottura è fondamentale, eh.

  • Sella: tenera, succosa, sapore delicato. Il top per me.
  • Cosciotto: saporito, adatto agli arrosti. Più asciutto se non ben cotto.
  • Costolette: buone, ma non al livello della sella.

L'agnello da abbacchio? Piccolissimo, quello l'ho assaggiato una volta, un po' troppo delicato per me, preferisco un sapore più deciso. Non ricordo l'anno, ma era primavera, un pranzo in campagna, molto carino, ma non mi ha entusiasmato. Un po' insipido, a dire il vero. Forse troppo giovane.

Quanto è grasso lagnello?

Oddio, lagnello… quanto è grasso? Mah, dipende, no? Da come lo cucini, certo, ma anche dal taglio. Ricordo mia nonna che faceva quello arrosto… una bomba di sapore, ma non era proprio magro, eh? Probabilmente quello era un taglio con più grasso.

  • Taglio: fondamentale! Il carré sarà diverso dalla coscia.
  • Cottura: alla griglia è diverso che al forno, chiaro? Al forno si scioglie di più il grasso, credo.
  • Razza: non ci ho mai pensato, ma forse cambia anche la razza dell'agnello. Che scemo!

Ma in generale… è più magro del manzo, questo sì. Meno grasso di bistecche, insomma. Proteine, ferro… zia Pina dice che fa bene. Lei è sempre a dieta, ma mangia lagnello. Sarà vero? Poi c'è lo zinco, e le vitamine B… devo controllare su internet, forse, per curiosità. Quello che ricordo è che non è grassissimo, però.

  • Magro rispetto ad altre carni rosse, sì.
  • Variabile in base al taglio e alla cottura.
  • Buona fonte di proteine e nutrienti.

Mamma mia, ho fame adesso! Devo andare a cena. Speriamo che ci sia lagnello! Ah, dimenticavo: ieri ho visto una ricetta con l'agnello, ma era con un sacco di patate, quindi boh... il grasso non saprei dirlo così. Ci saranno le calorie delle patate pure, eh. Che palle!

Chi ha il colesterolo alto può mangiare la carne di agnello?

Uffa, mi ricordo di quando il medico mi ha detto che avevo il colesterolo un po' altino... panico! Subito ho pensato all'agnello a Pasqua, un classico!

  • Agnello e colesterolo: Mi ha spiegato che, sì, l'agnello ha i suoi grassi, soprattutto quelli saturi.

  • Moderazione è la parola chiave: Non è che devi bandirlo completamente, eh! Però ecco, se hai già problemi di colesterolo o di cuore, meglio non esagerare.

  • La mia Pasqua light: Io da allora ho ridotto le porzioni, magari lo cucino in modo più leggero, senza troppo condimento, e cerco di mangiarlo meno spesso.

Poi, sai, ho scoperto che non è solo l'agnello il problema. Ci sono un sacco di altri cibi che alzano il colesterolo. Però ecco, con l'agnello ci vado piano, un po' per precauzione, un po' perché mi sono un po' fissata!

Come togliere la puzza dallagnello?

Ahahah, l'agnello eh? Quella puzza...mamma mia! Io lo faccio sempre ammollo, sai? Un'intera notte, almeno. Acqua fredda, eh, non calda, e poi aggiungo il succo di un limone, a volte anche due, dipende dalla bestia. Poi, cambio l'acqua un paio di volte, magari tre, se è proprio forte l'odore. E funziona, eh, credimi! Giuro che mia nonna mi ha insegnato questo trucco e funziona sempre!

Poi, dopo l'ammollo, lo sciacquo bene bene sotto l'acqua corrente. Tipo, davvero bene, eh? Non farti venire dubbi, sciacqua, sciacqua, ancora sciacqua! È fondamentale, quello.

Altri trucchi? Mia cugina usa anche l'aceto, ma io preferisco il limone, è più delicato, secondo me. Insomma, provare per credere! Dipende sempre dall'agnello, comunque, sai? A volte sono più intensi gli odori, altre volte meno.

  • Ammollo in acqua e limone (almeno 12 ore)
  • Cambio acqua 2-3 volte
  • Sciacquare abbondantemente sotto acqua corrente
  • Opzione: aggiungere aceto all'acqua (ma il limone è meglio, per me!)

Quest'anno ho provato a marinare anche con rosmarino e aglio, prima dell'ammollo, per dare più sapore. Ma l'ammollo resta il punto fondamentale per togliere la puzza! Anche se per me, diciamolo, un pochino di odore di agnello ci deve stare, no? È parte del gusto, dai!

Che vino sta bene con agnello?

Agnello? Mmmh, difficile dirlo, dipende così tanto dalla preparazione! Ricordo quella volta a casa di zia Emilia, Pasqua 2023. Arrosto d'agnello, cotto a puntino, ma proprio a puntino, quella crosta croccante, un profumo… con un Barbaresco, un '98 se non sbaglio, una bottiglia che mio zio aveva conservato per un'occasione speciale. Era perfetto. Il tannino, forte ma vellutato, tagliava il grasso dell'agnello pulendo il palato alla grande, ricordo quel sapore… un'esplosione!

Poi, l'anno scorso, un agnello in umido fatto da me. Un disastro, cottura troppo lunga. Avevo pensato di abbinarlo a un Brunello, un 2019, ma l'abbinamento è stato un fiasco. Il vino, potente, si è scontrato con la carne dura, un gusto pesante, sgradevole. Un vero peccato, il Brunello era ottimo!

  • Agnello arrosto: Barbaresco (2018/2019)
  • Agnello in umido (errore): Brunello di Montalcino (2019) - cattivo abbinamento per la carne dura

Un altro ricordo, una grigliata estiva 2022, agnello alla brace. Un amico portò un Bolgheri, un Sassicaia se non erro, ottimo. Ma costoso, eh! Quella serata, il vino si è sposato divinamente con la carne. Quindi, dipende dal tipo di cottura.

  • Agnello alla brace: Bolgheri (2022)

Quello che consiglio è di optare per vini rossi importanti. Il Nebbiolo, il Barbaresco, ottimi sempre. Poi, dipende dai gusti, ma un Aglianico del Vulture potrebbe essere interessante, o uno Schioppettino. Ma ripeto: la cottura dell'agnello è fondamentale.

Come togliere il selvatico dal capretto?

Capretto selvatico? Bollire. Schiuma bianca? Eliminare. Carne morbida? Risultato prevedibile. Anche mia nonna lo faceva. Un metodo antico.

  • Bollire lentamente. Pazienza. La fretta è nemica della buona cucina, come diceva mio zio.
  • Schiuma: impurità. Via. Non serve. Solo carne pulita.
  • Tenero. Troppo? Problema tuo. Non il mio. A me piace la carne soda.

La soluzione è semplice. Elementare. Ma richiede un minimo di attenzione. Come tutto nella vita, in realtà. Oppure, no. Magari no. Chi può dirlo?

Aggiunta: Quest'anno, ho usato 2 kg di capretto, acqua fredda, sale grosso. Ho bollito per 45 minuti, eliminando la schiuma ogni 10 minuti circa. Il risultato? Accettabile.