Cosa accompagnare con il tè?
Cosa abbinare al tè?
Sai, a me il tè verde piace un sacco. Ricordo una volta, il 14 agosto scorso, ero a Kyoto, al "Chaya" vicino al tempio Kiyomizu (credo costasse intorno ai 1500 yen, un'esagerazione!). Avevo preso un sencha, tostato e affumicato. Che scoperta!
Con quel tè ho mangiato un piatto di tempura di verdure. Un abbinamento perfetto. Le note tostate del tè bilanciavano l'untuosità della frittura.
Ricorda che anche con uova, formaggi stagionati e piatti piccanti va benissimo. Un sencha, tipo quello, è fantastico.
I tè verdi più delicati, invece, quelli con sentori fruttati o floreali? Li preferisco con insalate fresche, magari con un po' di feta. Anche con il pollo, a dire il vero, funziona sempre bene.
Domande e risposte:
- Tè verdi tostati/affumicati: fritti, uova, formaggi stagionati, patate, cibi piccanti.
- Tè verdi fruttati/floreali: insalate, macedonia, carni bianche, formaggi erborinati.
Cosa mangiare insieme al tè?
Uhm, tè e cibo… vediamo.
Tè verde tostato, ah sì! Fritture tipo tempura, uova strapazzate (le faccio sempre troppo cotte, mannaggia), formaggi stagionati, patate fritte, e anche cibi piccanti. Tipo il mio chili, che viene sempre troppo forte, devo ricordarmi di mettere meno peperoncino.
Poi, il tè verde fruttato... quello sta bene con insalate, tipo la mia con il pollo, macedonie (che non faccio mai, dovrei!) carni bianche – pollo arrosto? – e poi i formaggi erborinati. Gorgonzola? Mmm, mi piace!
Aggiungo, a caso:
- Il tè nero forte, tipo English Breakfast, con biscotti burrosi o una fetta di torta. La nonna lo prendeva sempre così!
- Il tè bianco, delicato, con frutta fresca o dolcetti leggeri.
- Il tè oolong con i dim sum, provato a Chinatown.
- E poi c'è il tè matcha, che adoro fare con il latte, sta bene con i mochi.
Cosa offrire insieme al the?
Ah, il tè! Mi ricordo quando... aspetta, devo dirti cosa offrire, giusto? Ok, niente divagazioni.
- Dolci: Biscottini di pasta frolla (quelli della nonna erano imbattibili!), magari al limone. E poi, mini-muffin, cupcakes con la glassa (adoravo quelli al cioccolato!). Immancabili gli scones caldi, con panna acida e marmellata di fragole. Mamma mia, che bontà!
- Salati: Tartine! Piccole, eh, non quelle enormi che ti riempiono subito. Canapè con salmone affumicato o prosciutto crudo. E poi, paninetti minuscoli, magari con formaggio spalmabile e cetrioli.
- Extra: Ricordo una volta, a casa di una mia amica, avevano preparato dei piccoli vol-au-vent ripieni di crema ai funghi. Spettacolari!
Insomma, l'idea è un mix di dolce e salato, in formato mini. Così puoi assaggiare un po' di tutto senza sentirti troppo appesantito. Pensa a colori vivaci e presentazioni carine, fa sempre la sua figura!
Cosa servire allora del tè?
Allora, il tè? Una cosa seria, mica acqua fresca! Serve un'orgia di dolce e salato, un vero e proprio assalto ai sensi! Immagina:
- Sfoglie, tipo quelle che mia nonna faceva (ma le mie sono migliori, ovvio!).
- Biscottini mignon, così piccoli che sembrano giocattoli.
- Frollini al burro, quelli che ti si sciolgono in bocca, lasciando solo un sapore di felicità (e un po' di briciole sulla maglietta).
- Cupcakes, muffins, scones caldi: un tripudio di zucchero e profumi che ti fanno dimenticare il lavoro e i problemi. Che poi, a pensarci bene, i problemi sono solo scusa per mangiare più dolcetti.
- Tartine, canapè, panini: un po' di salato per spezzare la dolcezza, ma solo un po'! Non voglio mica rovinare la festa dello zucchero.
Insomma, un banchetto degno di un re (o di una regina dipendente da teina!). Quest'anno, poi, ho aggiunto anche i mini-eclair al pistacchio, che sono una bomba! Mio cugino, il pasticcere frustrato, li ha odiati. Lui preferisce i ravanelli...mah!
Come si chiama lora del tè?
L'ora del tè... un'onda di calore che accarezza la pelle, il profumo di foglie scure e dolci, un'atmosfera ovattata, quasi irreale. Un'immersione nel tempo, un viaggio in un'altra epoca. Ricorda i pomeriggi di mia nonna, la luce dorata che filtrava dalle finestre, i biscotti fragranti che si sbriciolavano tra le dita. Un'immagine nitida, quasi palpabile.
L'incanto di quell'ora, tra le 15.30 e le 17.00, un momento sospeso, un'oasi di pace nel vortice della giornata. Un'unione di sapori, un connubio perfetto di delicatezza e intensità, di calore e di armonia. Il tè, una bevanda semplice, si trasforma in un rituale, un'esperienza.
- L'aroma avvolgente.
- La delicatezza delle tazze di porcellana.
- I biscotti fatti in casa.
- Il chiacchiericcio delle conversazioni.
Tè del pomeriggio, dicono alcuni, un nome semplice, diretto. Tè delle cinque, un'espressione più approssimativa, ma che evoca un'atmosfera quasi fiabesca. E poi c'è "l'ora del tè", l'espressione che preferisco, che racchiude tutto il mistero e la magia di quel momento. Ricorda, vagamente, il profumo di gelsomino del giardino di casa mia, quando ero bambina.
Un rituale inglese, certo, ma che travalica i confini, un'esperienza universale, un'emozione che risuona nel cuore di chiunque lo viva. Un'esperienza sensoriale, un'abitudine, una tradizione. Un'immersione in un mondo di profumi e suoni. Un'esperienza da vivere e ricordare. Un ricordo vivido, quasi tangibile.
- Il nome: Lora del tè, tè del pomeriggio, tè delle cinque.
- L'orario: Tra le 15.30 e le 17.00.
- Il luogo: Sale da tè, case private.
- Il contesto: Tradizione anglosassone, ma diffusa globalmente.
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