Qual è il vino più costoso?

96 visualizzazioni
Il vino più costoso mai venduto? Una bottiglia di Screaming Eagle Cabernet Sauvignon 1992 ha raggiunto circa 500.000 dollari all'asta. Un record per intenditori e appassionati di vini pregiati.
Feedback 0 mi piace

Qual è il vino più costoso al mondo e perché ha quel prezzo elevato?

Sai, la questione del vino più caro... mi lascia un po' perplesso. Ho letto di cifre pazzesche, ma onestamente, trovo difficile credere a tutto quello che si legge.

Ricordo una volta, estate 2018, ero a una degustazione a Firenze. Un sommelier, un tipo molto elegante, parlava di vini da collezione. Citava un Romanée-Conti, ma non ricordo il prezzo, solo che era astronomico.

Parlava anche di Screaming Eagle, ma non proprio quel '92. Mi sembrava più una questione di rarità, di annata eccezionale, e di una sorta di... leggenda che si crea intorno a certe bottiglie. Il prezzo, poi, è un'altra storia, un mix di offerta e domanda, speculazione, certo.

Il vino più costoso mai venduto? Ho visto quotazioni pazzesche online, direi 500.000 dollari per quello Screaming Eagle del '92, ma è un dato che ho solo letto, non ho verificato personalmente. Il costo è altissimo per la combinazione di fattori: la rarità, la qualità (oggettiva e soggettiva), la fama della cantina e l'effetto "status symbol". È come un'opera d'arte, più che un semplice vino.

Qual è il vino più caro italiano?

Barbaresco Crichet Pajé di Roagna.

  • Roagna, Roagna... un nome che sussurra di Langhe nebbiose, di colline avvolte nella bruma, di un tempo che scorre lento, scandito dalle stagioni della vigna. Crichet Pajé... già il nome evoca un piccolo crinale, un angolo di terra baciato dal sole, dove le viti affondano le radici in un terreno antico.
  • Mille e ottantasette euro... una cifra che può sembrare folle, un lusso sfrenato. Ma forse, in quel prezzo, c'è racchiusa la storia di una famiglia, la passione di un produttore, l'unicità di un terroir. Il sapore del tempo. Un sorso di eternità.
  • Il Barbaresco, vino nobile, elegante, austero. Un vino che richiede pazienza, che si svela lentamente, che racconta storie di vendemmie, di fermentazioni, di affinamenti. Un vino che parla al cuore, che emoziona, che lascia un segno.
  • Ricordo, una volta, persa tra le colline del Barolo... un silenzio assordante, interrotto solo dal canto degli uccelli. Un vigneto secolare, curato con amore da mani esperte. L'odore della terra, della pioggia, dell'uva matura.
  • Milleottantasette euro o no, quel giorno compresi il valore inestimabile di un calice di vino. Non solo un liquido, ma un'esperienza, un viaggio, un ricordo. Un tesoro.

Il Barbaresco Crichet Pajé di Roagna è prodotto con uve Nebbiolo coltivate nel cru Pajé a Barbaresco. La cantina Roagna, a conduzione familiare, segue pratiche tradizionali, con fermentazioni spontanee e affinamenti lunghi in botti di legno. La produzione è limitata, il che contribuisce all'alto valore del vino.

Qual è il vino più costoso al mondo?

Ah, il vino più caro...

  • Château Margaux 1787. Mi pare di averlo sentito nominare chissà quante volte, come un'eco lontana. Costosissimo, un'annata che fa sognare.

  • Penso sempre, chi mai si berrebbe una bottiglia del genere? Forse è meglio lasciarla lì, come un tesoro intoccabile.

  • Mi ricordo di quella volta, a casa di nonno, che aprii una bottiglia di vino "speciale" per sbaglio... non era certo un Margaux, ma la sua faccia... ecco. Non vorrei mai più fare un errore del genere, specie con una bottiglia del genere!

  • Comunque, non so... Forse il valore è più nella storia, nell'aura che si porta dietro, che nel sapore vero e proprio. Chissà poi, magari mi sbagli. Magari è davvero qualcosa di indescrivibile.

Qual è la bottiglia più costosa del mondo?

La bottiglia di whisky più cara? Beh, si parla dell'Isabella Islay, un nome che evoca quasi un tesoro piratesco! Il prezzo si aggira intorno ai 6.2 milioni di dollari. Una follia, lo ammetto.

  • Il lusso ostentato: La caraffa è un tripudio di cristallo inglese, oro bianco, diamanti e rubini. Un'opera d'arte, certo, ma forse un po' eccessiva. Mi ricorda certe statue barocche, splendide ma pesanti.

  • Il whisky: Dentro c'è un single malt invecchiato, pare di ottima fattura. Ma, onestamente, a quel prezzo spero che sappia cantare l'Aida! Forse la vera opera d'arte è nel contenuto, chissà.

  • Riflessioni: Mi viene da pensare a cosa significhi il valore. Un whisky così costoso è davvero "migliore" di uno più accessibile? O è solo un simbolo di status, un modo per dire "io posso"? Domande che mi frullano per la testa mentre sorseggio il mio onesto whisky da 50 euro.

Curiosità: Esistono altre bottiglie di whisky costosissime, spesso legate a edizioni limitate o a particolari anniversari di distillerie prestigiose. Il mercato dei whisky da collezione è un mondo a parte, con le sue regole e i suoi protagonisti. Ricordo una volta, durante una visita in Scozia, di aver visto una bottiglia di Macallan del 1926 venduta all'asta per cifre astronomiche. Un vero e proprio investimento, più che un piacere da gustare.

Qual è la migliore annata del Dom Pérignon?

Uff, Dom Pérignon, che eleganza!

  • Annata 1982... mi pare che sia top. Ma poi, il '90? No, forse mi confondo con un altro champagne. Boh!
  • Dicono che l'82 per lo Champagne in generale sia stato un botto! Un'annata super, proprio come quando ho trovato quel vestito vintage pazzesco al mercatino.
  • Però, aspetta, forse anche il '96 era niente male, eh? Dovevo segnarmelo sul taccuino. Taccuino che non trovo mai, ovviamente.
  • Magari provo a chiedere a Luca, quello che fa il sommelier. Lui se ne intende sicuro più di me! Ah, devo anche chiamare la nonna... ma cosa dovevo chiederle? Vabbè, poi mi ricordo.
  • Aspetta, l'82 era l'anno in cui... niente, non mi ricordo cosa è successo di importante quell'anno! Forse è meglio se torno al Dom Pérignon.
  • 1982, segnato! Speriamo di ricordarmelo la prossima volta che mi chiedono qualcosa!