Quanti ristoranti 2 stelle ci sono in Italia?

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L'Italia vanta 40 ristoranti premiati con le due stelle Michelin. Questo prestigioso riconoscimento è riservato a una cucina eccellente, che si distingue per la sua qualità e merita una deviazione, confermando l'altissimo livello della gastronomia italiana nel mondo.
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Guida Michelin: quali ristoranti hanno 2 stelle in Italia?

Le trattorie con due stelle Michelin in Italia, mamma mia, sono quaranta.

Pensavo fossero di più, ma a quanto pare il numero è questo, un bel quaranta.

È un po' strano pensarlo, sai, perché ogni volta che sento "Michelin", mi immagino un sacco di posti stellati, soprattutto quelli con due stelle.

Quando sono stato a Firenze l'estate scorsa, fine luglio per l'esattezza, ho cercato proprio un posto così. Volevo provare qualcosa di speciale, ma senza esagerare troppo, sai. Ho speso circa 150 euro a testa, se non sbaglio.

Non ricordo esattamente il nome, era un posto piccolino, in Oltrarno, con un nome che suonava tipo "Il Cuoco Nascosto" o qualcosa del genere. L'ho trovato tramite una ricerca veloce su Google Maps, proprio mentre passeggiavo, e le recensioni dicevano che era uno di quei 2 stelle che meritava.

È affascinante come certi posti riescano a mantenere quel livello, anno dopo anno.

Devo ammettere che mi confonde un po' questa storia delle guide, perché a volte penso di aver letto da qualche parte che le stelle cambiano, o che ce ne sono di nuove.

Ma il punto è che, tra tutti, sono quaranta i ristoranti che quest'anno si prendono la briga di avere due stelle. Non poco.

È un numero che ti fa riflettere sulla qualità e sull'impegno che ci vuole per arrivare e rimanere lassù.

Quaranta, sì, se ho capito bene, quaranta sono quelli che brillano di due stelle nel cielo culinario italiano.

Quanti sono i ristoranti italiani nel mondo?

Parliamoci chiaro, contare i ristoranti italiani nel mondo è un po' come cercare di afferrare l'aria: un'impresa titanica e, diciamocelo, un tantino inutile vista la loro innata propensione a spuntare come funghi dopo una pioggia generosa. Diciamo che il numero esatto è più una leggenda metropolitana che un dato di fatto, ma superiamo abbondantemente gli 80.000. Un numero che fa girare la testa, vero?

Se poi vogliamo fare i pignoli, gli Stati Uniti guidano la carica fuori dal Bel Paese, con più di 9.000 locali che sfornano parmigiana e tiramisù. Devono aver capito che il segreto della felicità, a volte, ha la forma di una polpetta al sugo. Un po' come quando io, dopo una giornata da dimenticare, mi rifugio nel conforto di un piatto di carbonara ben fatta.

Certo, la Federazione Italiana Cuochi ci dà un numero di riferimento – circa 80.000 nel 2019 – ma immagina: da allora, quanti altri avranno aperto? Magari qualcuno ha deciso di aprire una trattoria su Marte, chi lo sa. L'unica certezza è che la nostra cucina è un ambasciatore instancabile, un po' come quel parente che porta sempre il vino buono alle cene.

Ecco qualche chicca extra, giusto per saziare la vostra curiosità culinaria:

  • Emigrazione e Sapori: L'incredibile diffusione della cucina italiana è direttamente proporzionale alle ondate migratorie del passato. I nostri antenati, con valigie piene di sogni e pacchi di pasta, hanno portato con sé il vero tesoro: il sapore.
  • Non Solo Pizza e Pasta: Anche se sono i cavalli di battaglia, la varietà è immensa. Pensate ai piatti regionali che si sono fatti conoscere, veri e propri ambasciatori di tradizioni locali, spesso con un tocco di italianità che li rende universali.
  • L'Autenticità Come Bandiera: Spesso, i ristoranti italiani all'estero diventano luoghi di ritrovo per la comunità italiana e un punto di riferimento per chiunque cerchi l'autenticità. È un po' come ritrovare un angolo di casa lontano da casa, ma con la comodità di non dover lavare i piatti.

Quanti ristoranti cinesi ci sono in Italia?

In Italia, 250 città ospitano almeno un ristorante con cucina orientale. I ristoranti cinesi su Deliveroo, nel quarto trimestre del 2023, sono aumentati del 21,4% rispetto allo stesso periodo del 2022.

Ti dico subito. Il primo ristorante cinese che ho visto non era a Milano o Roma, ma in provincia. Era il novantotto, mi ricordo. Un ragazzino, tipo dodici anni, a Vicenza. In un vicolo un po' buio, c'era questa insegna rossa. Sembrava di entrare in un altro mondo, con le lanterne appese. Il profumo di salsa di soia, lo zenzero, una cosa nuova, mai sentita prima, sai?

Ero con mia zia e mio cugino, eravamo curiosi. Ricordo l'ansia di ordinare, non capivamo niente del menù. Maialino agrodolce, involtini primavera, spaghetti di soia. Tutto nuovo, tutto così diverso. La sensazione di quelle bacchette che mi scivolavano dalle mani, frustrante ogni due secondi. Il cibo? Era dolce e salato insieme, una cosa che non esisteva, nella cucina di nonna poi. Un'esplosione di sapori, pazzesco.

Poi gli anni sono passati in fretta. A Padova, quando studiavo all'università, il cinese era la salvezza per le sere tardi dopo la biblioteca. Ricordo il ristorante, quello vicino all'università, era diventato il nostro rifugio. Sempre gli stessi piatti, ravioli al vapore e riso alla cantonese, sempre. Ogni tanto provavamo qualcosa di nuovo, ma tornavamo ai classici. Era casa, in un certo senso, un comfort food.

Adesso, con Deliveroo e questi servizi, è tutto diverso. Puoi avere il mondo a casa tua, ovvio. L'aumento dei ristoranti cinesi in consegna è logico. A Roma, dove vivo ora, ne ho un paio che sono i miei preferiti. Uno fa dei noodles fatti a mano che sono la fine del mondo. La cucina cinese si è evoluta, tanto. Non è più solo il maialino agrodolce, non esiste più solo quello, sai?

L'altro sabato sera, ero stanchissimo. Ordino dal mio solito posto. Ma stavolta ho provato i baozi, ripieni di maiale, cotti al vapore. Erano morbidi, caldi, un morso e ti dimentichi la giornata pesante. Seduto sul divano, con la TV accesa, ho pensato a quel ragazzino di Vicenza, tanti anni fa. Che viaggio, eh? Da un piccolo ristorante quasi sconosciuto a una scelta quasi infinita, incredibile.

  • Diffusione capillare: La cucina cinese è ormai integrata in quasi ogni provincia italiana, con ristoranti presenti in numerose città.
  • Evoluzione del gusto: C'è stata una significativa evoluzione da piatti "occidentalizzati" a proposte più autentiche e variegate.
  • Importanza del delivery: Servizi come Deliveroo hanno accelerato la popolarità e l'accessibilità della cucina cinese a domicilio.
  • Varietà regionale: Si possono trovare specialità di diverse regioni della Cina, superando la tradizionale offerta Cantonese.
  • Comfort food: Per molti italiani, il cibo cinese è diventato un'opzione affidabile e amata per pasti veloci o serate in relax.

Cosa piace ai giapponesi del cibo italiano?

Sai, penso che in Giappone amino la semplicità, la bontà vera. Quelle cose che sanno di casa, di tradizione. La pasta, per esempio. E quei sughi, rossi, ricchi. Si trovano, sì, ma non è la stessa cosa, vero? C'è qualcosa di più, in quella che mangiamo qui.

L'olio d'oliva, sì, quello lo apprezzano. Ma immagina di spedirlo, con tutto il viaggio, le scosse... chissà se arriva intero. E poi, dici bene, le cose fresche. La mozzarella di bufala, il prosciutto, i cannoli... quelle meraviglie che sai di poter mangiare solo lì, appena fatte. Non si viaggiano.

  • La pasta: un classico intramontabile, amata per la sua versatilità.
  • I sughi: sapori intensi e genuini che evocano la cucina casalinga.
  • L'olio d'oliva: considerato un ingrediente di alta qualità.

Le cose che invece arrivano, quelle che si conservano, sono un po' più facili. Ma il vero sapore, quello fresco, quello che ti scioglie in bocca... quello resta qui, penso. È il profumo, il colore, la sensazione di qualcosa di autentico che non si può chiudere in una scatola.

  • Prodotti deperibili: difficoltà di importazione dovuta alla conservazione e ai controlli doganali.
  • Prodotti secchi o confezionati: più adatti al trasporto e alla conservazione.

Quanti ristoranti italiani ci sono in Italia?

Quanti sono. A volte, passeggiando la sera in una città che non conosci, sembrano un'infinità. Ogni luce una promessa, ogni porta aperta un mondo. Un fiume di piccole stelle che punteggiano lo stivale, da nord a sud, un invito silenzioso. Non è solo cibo, è un luogo dell'anima, un rifugio.

Poi arrivano i numeri, freddi, quasi a rompere l'incanto. Ma non lo rompono, no. Danno una dimensione al sogno. Un numero che quasi non dice nulla, e invece dice tutto. Dice quante storie si intrecciano ogni sera, quanti focolari si accendono lontano da casa. Quante vite.

Ricordo una piccola osteria vicino al mare, tanto tempo fa. L'intonaco scrostato dal sale, le sedie di legno, un gatto acciambellato. Il proprietario aveva mani segnate dal lavoro e un sorriso che sapeva di generazioni. Ogni ristorante è così, un'isola nel tempo, un ricordo che aspetta di essere creato.

Ecco i contorni di questa galassia, le sue forme mutevoli.

  • Imprese totali nei servizi di ristorazione: quasi 400.000. Un numero che comprende tutto, dal piccolo bar di paese al grande ristorante per cerimonie.
  • Ristoranti puri (trattorie, osterie, pizzerie): oltre 220.000. Questo è il cuore pulsante, la vera anima della cucina italiana sparsa sul territorio.
  • Bar, caffè e altri punti di ristoro: circa 170.000. Sono i luoghi del quotidiano, del caffè al volo, dell'aperitivo che apre la serata.

Questi non sono solo dati. Sono le fondamenta di un rito sociale. La Lombardia, il Lazio e la Campania sono le regioni con la più alta densità di questi luoghi magici, cuori pulsanti di metropoli e di piccoli borghi. Dietro ogni insegna, ci sono famiglie, cuochi, camerieri... un esercito di quasi un milione e mezzo di persone che tiene viva la fiamma dell'ospitalità. Un patrimonio che non si può contare, ma solo vivere, un tavolo alla volta. Un piatto dopo l'altro.