Chi non lavora paga il ticket sanitario?

0 visite

Esenzione ticket e lavoro: Lesenzione dal ticket sanitario si basa sullo stato attuale di disoccupazione, non sulla storia lavorativa pregressa. Chi non lavora attualmente può aver diritto allesenzione, indipendentemente dal fatto che abbia lavorato in passato.

Commenti 0 mi piace

Ma davvero? Chi non lavora deve per forza pagare il ticket? Cioè, mi sembra assurdo. Uno è senza lavoro, magari ha perso tutto, e deve pure pensare al ticket? E poi, che senso ha?

Ricordo quando mio zio perse il lavoro, un brutto periodo. Si sentiva perso, inutile. Dovette stringere la cinghia, rinunciare a tante cose. E per fortuna che non dovette preoccuparsi anche del ticket, almeno quello… Altrimenti, come avrebbe fatto? Avrebbe dovuto scegliere tra curarsi e mangiare? Non è giusto.

Ho sentito dire – non so se sia vero, magari è una bufala come tante – che l’esenzione dipende da se lavori adesso, non da quello che hai fatto prima. Insomma, se hai lavorato per anni e poi perdi il lavoro, non importa. Conta solo il presente. Mi sembra una cosa strana, onestamente. Tipo, se uno ha contribuito per una vita e poi ha un momento di difficoltà… non dovrebbe contare niente? Boh, non so, a me sembra un po’ un controsenso.

Un’amica mi raccontava di una sua conoscente, rimasta disoccupata dopo vent’anni nella stessa azienda. Pensate un po’: vent’anni! E si è ritrovata a dover chiedere l’esenzione. Roba da matti. Vent’anni a versare contributi e poi… puff. Come se non fosse successo niente.

Quindi, se ho capito bene, anche se prima eri un manager, un operaio, un insegnante… se adesso non lavori, puoi avere diritto all’esenzione. Ma chi controlla? Come fanno a sapere se uno dice la verità? Mah… misteri della burocrazia. Speriamo solo che chi ne ha davvero bisogno riesca ad ottenerla, senza troppe complicazioni. Perché, diciamocelo, la salute è la cosa più importante. E non dovrebbe essere un lusso. O no?