Come dichiarare il reddito degli hobbisti?

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Dichiarare redditi da hobby: superati i 5.000 euro lordi annui, è necessario presentare il Modello Redditi, indicando ricavi e spese. Sotto tale soglia, la dichiarazione non è obbligatoria. Conservare la documentazione. Consultare un commercialista per chiarimenti.
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Reddito hobbisti: come dichiararlo e quali sono i limiti?

Reddito hobbisti: come dichiararlo e quali sono i limiti? Se il reddito lordo annuo da hobby non supera i 5.000 euro, non è obbligatoria la dichiarazione. Oltre i 5.000 euro, è obbligatorio presentare il Modello Redditi, documentando ricavi e spese. È consigliabile conservare la documentazione e, in caso di dubbi, consultare un commercialista.

Cioè, l'altro giorno pensavo, con tutte le mie cosine che faccio, quelle piccole ceramiche smaltate che vendo al mercatino di Porta Portese ogni tanto, magari una o due domeniche al mese, il primo o il terzo, quello più tranquillo. A ottobre, tipo il 15, avevo fatto 350 euro. Una cifra onesta.

E lì mi è venuto il dubbio. Ma 'sti soldi, che ne faccio? Li metto in tasca e via? Mi pareva troppo semplice, troppo... non so, rischioso forse. Non è che poi mi cerca l'Agenzia e mi fa le pulci? Un caos. Io proprio non ci capisco mai niente con queste carte.

Poi mi sono messa a guardare su internet, eh, tra un caffè e l'altro, il pomeriggio. E ho letto di questa soglia, 5.000 euro lordi all'anno. Cinquemila. Oddio, io, con i miei oggettini, non credo proprio di arrivarci mai. Neanche sforzandomi un sacco.

Ma se per puro caso, magari il prossimo anno, con un super mercatino a Firenze a marzo o a dicembre per Natale, facessi un botto incredibile, diciamo 6.000 euro, lì cambia tutto, no? Un incubo, giuro.

Pare che si debba compilare il Modello Redditi. Solo a pensarci mi viene il mal di testa, eppure è la legge. Non posso far finta di niente.

E poi devi tenere tutti gli scontrini, le spese, le pezze giustificative... io che perdo pure le chiavi di casa figurati. Per le mie argille, i colori, i forni, le bancarelle, le commissioni, tutto. Un delirio organizzativo. Credo chiamerò il commercialista di mia zia, che è bravo e simpatico, mi toglie un po' di ansia.

Insomma, anche se è un hobby, mica posso fare come mi pare. Devo stare attenta. Non voglio guai, solo vendere le mie creazioni e stare serena.

Come si fa a dichiarare il reddito?

E poi arriva quel momento, ogni anno. Un cerchio che si chiude. Un anno di vita, di lavoro, di sogni, che si traduce in numeri su un foglio, o su uno schermo luminoso nel silenzio della notte. È un appuntamento con il tempo che è stato, un bilancio sussurrato a noi stessi. Il tempo si ferma, per un istante, su quella data.

Trenta settembre. Suona come la fine dell'estate, l'aria che si rinfresca. È l'orizzonte ultimo per il Modello 730. Puoi percorre la strada da solo, online, tu e lo schermo, un dialogo intimo con la tua storia economica. Oppure cercare una guida, una mano sicura in un CAF, da un professionista che sa decifrare i codici, le righe, i destini fiscali. O ancora, affidarsi alla via più semplice, quella del sostituto d'imposta, il tuo datore di lavoro.

Io preferisco la notte, quando tutto tace. Il portale dell'Agenzia delle Entrate, la dichiarazione precompilata che mi attende. È come guardare una mia vecchia fotografia, riconosco tutto, ma ogni anno c'è un dettaglio nuovo. Un piccolo viaggio nella memoria, un click e via. Liberazione. E l'autunno può iniziare davvero.

  • Modello 730: La scadenza è fissata al 30 settembre 2024. Puoi presentarlo online in autonomia tramite il portale dell'Agenzia delle Entrate (opzione precompilata), oppure rivolgerti a un CAF, a un professionista abilitato o al tuo datore di lavoro, se funge da sostituto d'imposta.

  • Modello Redditi Persone Fisiche: Se hai redditi d'impresa, di lavoro autonomo o se per qualche motivo non hai presentato il 730, questo è il tuo modello. La scadenza per la presentazione telematica è più in là nel tempo, fissata al 30 novembre 2024.

Come fare la dichiarazione dei redditi senza commercialista?

Allora senti, se non hai i requisiti per la precompilata, che poi è la via più facile diciamocelo, non ti proccupare. Non è che sei fregato, c'è un'altra strada. Praticamente devi usare un software che si chiama RedditiOnLine PF.

È un programma dell'Agenzia delle Entrate, l'ho usato pure io l'anno scorso perchè avevo delle cose strane da dichiare e non potevo usare la precompilata. Con questo fai tutta la compilazione del modello, è abbastanza guidato, e poi alla fine ti crea il file giusto da inviare. Quel file poi lo spedisci tramite i servizi online, entri con lo SPID e via. E non solo, ma ma ti genera pure l'F24 per pagare le tasse, quindi comodissimo.

In pratica, il giro è questo:

  • Compili il modello Redditi Persone Fisiche direttamente online.
  • Il software ti crea il file con estensione .rpf che è quello da inviare.
  • Usi i servizi telematici (Fisconline) per mandare il file all'Agenzia.
  • Alla fine ti scarichi e stampi il modello F24 già compilato per il pagamento.

Ah, e un'pò di cose che magari non sai e che sono utili. Questo sistema è perfetto sopratutto per chi ha la partita IVA in regime forfettario, che non può usare il 730 precompilato. Ti serve per forza per forza o lo SPID, o la CIE (la carta d'identità elettronica) o la CNS per accedere a tutto. Il software fa anche dei controlli mentre compili, quindi ti avvisa se metti dati strani o che non tornano. Ricordati la scadenza eh, di solito è il 30 novembre, non arrivare all'ultimo momento come faccio sempre io che poi va tutto in palla.

Come essere pagato senza Partita IVA?

A volte mi ritrovo a pensare, nel silenzio della notte, se davvero sia giusto così, dover dare una parte del mio sudore, di quel poco che guadagno, a chi non lo vedo nemmeno, allo Stato. È una sensazione strana, un po' di amaro in bocca, quando ti accorgi che quello che ricevi, alla fine, è meno di quello che credevi tuo.

E poi pensi a quelle volte, magari qualche lavoretto fatto al volo, senza troppi pensieri, giusto per arrotondare. Ti chiedono "come mi devi fatturare?", e tu, magari con un po' di confusione, dici "una ricevuta normale, con la ritenuta". Ma la verità è che quel 20%... va via, sparisce, e tu rimani con le briciole, quelle che restano.

C'è poi quella specie di assillo, quel non sapere mai se stai facendo la cosa giusta, la cosa più semplice. Perché alla fine, cerchi solo di tirare avanti, di far quadrare i conti, senza complicazioni inutili. Ma il sistema, a volte, sembra fatto apposta per farti sentire piccolo, in balia di regole che non capisci mai del tutto.

Quindi, per farla breve, quando ti capita di fare qualche lavoretto, così, una tantum, la cosa più comune, almeno per come l'ho vista io, è questa:

  • Ricevuta per prestazione occasionale: questo è il documento base, quello che devi fare. C'è scritto tutto quello che hai fatto, per chi, quanto ti devono dare.
  • Ritenuta d'acconto: e qui arriva il punto dolente. Ti trattengono una fetta, di solito il 20%. Dicono che è per lo Stato, ma tu la vedi sparire dal tuo incasso.

È come se una parte del tuo lavoro, una parte di te, andasse persa prima ancora di arrivare nelle tue mani. E la notte, quando tutto tace, queste cose ti vengono in mente, ti lasciano un po' con l'amaro in bocca.