Come si dice in calabrese scemo?
In calabrese, esistono diversi modi per dire scemo, tra cui:
- Cazzùniscemo
- Cazzutumbulu
- Capitombolo
- Cernìgghjusetaccio
- Cerzaalto
La scelta dipende dalla specifica area geografica e dal grado di scemenza che si vuole esprimere.
Ma lo sai quanti modi ci sono, in Calabria, per dire scemo? Davvero tanti, eh. Tipo… mi viene in mente subito “cazzùniscemo”. Fa quasi ridere solo a dirlo! E poi “cazzutumbulu”, che sembra quasi una parola magica, no? Un po’ come quando da piccoli ci inventavamo parole strane. Ricordo mio nonno che usava “capitombolo” per quelli un po’ sbadati, quelli che inciampavano sempre… Chissà perché. E poi, mamma mia, “cernígghjusetaccio”! Quella è pesante! La riservavano proprio per i casi disperati. Me la ricordo bene quella parola, mi faceva quasi paura. Quasi come una maledizione. Un’altra che mi viene in mente è “cerzaalto”. Non so bene cosa significhi letteralmente, forse qualcosa tipo “testa alta” ma in senso ironico? Boh. Comunque, te ne ho dette un po’, giusto per darti un’idea. Perché in Calabria, eh… per ogni tipo di “scemo” c’è una parola specifica! È incredibile, se ci pensi. Diciamo che… il vocabolario non manca! Dipende anche dalla zona, ovvio. Mia nonna, per esempio, ne usava alcune che a Reggio Calabria non si sentivano proprio. È un mondo a parte, la Calabria. Un mondo di parole strane, colorite, a volte un po’ dure. Ma sempre piene di… non so… di una vitalità particolare. Che ti frega poi di studi e statistiche, la verità sta nelle parole che senti dire per strada, nelle case, nei mercati.
#Calabrese#Idiomi#ScemmaCommento alla risposta:
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