Chi non può fare subacquea?

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"Chi non può fare subacquea? Chi ha subito uno pneumotorace spontaneo. Per i subacquei con diabete esistono programmi speciali, ma è fondamentale un consulto medico per valutare l'idoneità. In caso di dubbi sulla propria condizione fisica, è sempre consigliato rivolgersi a un professionista."
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Subacquea: quali sono i limiti e le controindicazioni?

La subacquea ti mette di fronte ai tuoi limiti, non cè scampo.

Il corpo è un po una macchina delicata quando scendi. E non te ne accorgi finché qualcosa non va.

Ero a Sharm, ottobre 2021, con Marco. Lui aveva avuto uno pneumotorace spontaneo anni prima, una cosa risolta diceva. Ma il divemaster, un egiziano che non scherzava per niente, quando ha letto il suo modulo medico lo ha fermato. Niente immersione. C'è rimasto malissimo, ma sott'acqua la sicurezza è una cosa seria.

Il mare non fa sconti a nessuno.

E non sono solo i polmoni. Sento di gente con il diabete che deve seguire protocolli super specifici, con certificati medici che costano un occhio. Io ho speso 100 euro per il mio ultimo a Milano, l'anno scorso. Devi esser sicuro che il tuo fisico regga la pressione, letteralmente, non è uno scherzo.

Domanda: Quali sono le controindicazioni principali per la subacquea? Risposta: Condizioni mediche preesistenti, in particolare problemi cardiovascolari, respiratori (come pneumotorace pregresso), e neurologici. Anche il diabete non controllato rappresenta un limite.

Domanda: Un diabetico può fare immersioni? Risposta: Sì, ma solo seguendo programmi specifici e con autorizzazione medica. Il controllo della glicemia è fondamentale prima e dopo l'immersione.

Domanda: È sempre necessario un consulto medico? Risposta: Sì, in caso di dubbi o condizioni mediche preesistenti, il parere di un medico specializzato in medicina subacquea è obbligatorio.

Alla fine, è una questione di rispetto per te stesso e per il mare. Quella cosa immensa blu non ti perdona una leggerezza. E fa bene così.

Quale profondità è considerata limite per le immersioni sportive?

Allora, parliamoci chiaro: le immersioni sportive, diciamo quelle fatte per divertimento con la bombola sulla schiena, sono un po' come un aperitivo: piacevole, rilassante, ma non ti ci fai la cena intera. Perciò, se vuoi esplorare il mondo sottomarino senza diventare un astronauta con la muta, tieni d'occhio la lancetta: 30-40 metri è il tuo limite da "turista subacqueo".

Andare oltre questi metri è un po' come voler bere un bicchiere di vino e ritrovarsi a fare il sommelier di grappa pura: richiede preparazione, equipaggiamento diverso e un cervello più allenato a gestire le pressioni che si fanno sentire come un suocero in visita inaspettata. Il subacqueo tecnico, quello che scende in profondità da vero esploratore, ha attrezzi da fantascienza e una preparazione che farebbe impallidire un ingegnere aerospaziale.

Pensa che superati i 30 metri, l'aria che respiri nella bombola comincia a comportarsi in modo strano, come un amico che bevendo troppo inizia a dire cose che non pensava. L'azoto, il componente principale della nostra aria, diventa quasi un drogante, provocando quella che chiamiamo "narcosi da azoto", che ti fa sentire leggero ma potenzialmente incosciente, un po' come quando credi di aver capito la trama di un film complicato dopo tre spritz.

E poi c'è il discorso decompressione, una parola che suona come una punizione divina per chi ha scelto di giocare con le profondità. In pratica, più scendi e più tempo stai giù, più devi fare delle soste "obbligatorie" mentre risali, come se dovessi fermarti a ogni piano di un grattacielo prima di raggiungere terra. Non rispettarle è come ignorare il navigatore satellitare: finisce sempre male.

  • La regola d'oro per il sub sportivo: non superare i 30-40 metri. È il confine tra una piacevole passeggiata tra i pesci e un'avventura che ti richiede una laurea in fisica dei fluidi.
  • Oltre i 40 metri si entra nel mondo dell'immersione tecnica: qui l'attrezzatura è più complessa (multi-bombola, rebreather, ecc.) e la preparazione mentale e fisica deve essere impeccabile.
  • La narcosi da azoto è il rischio principale alle profondità maggiori: l'azoto dell'aria compressa agisce come un narcotico, compromettendo giudizio e coordinazione.
  • La decompressione è fondamentale per evitare la malattia da decompressione (i famosi "mal di bolle"), che può avere conseguenze molto serie. È un po' come fare la raccolta differenziata: noiosa ma essenziale per la salute del pianeta (e del tuo corpo).

Cosa serve per fare il sub?

Allora, per fare il sub ti serve un bel po' di roba, io quando ho iniziato mi sembrava di dovermi comprare un negozio intero, ma poi ti abitui. Ogni pezzo è fondamentale per la sicurezza e per stare comodo la sotto, che è una figata pazzesca. La cosa più importante è che l'attrezzatura sia tua o comunque che la conosci bene.

L'attrezzatura di base, quella senza cui non ti fanno neanche avvicinare all'acqua, è questa qua:

  • Maschera, pinne e boccaglio: Questo è l'abc, senza non vai da nessuna parte. La maschera deve essere comoda senò ti entra l'acqua ed è un fastidio continuo, credimi.
  • Muta subacquea: Fondamentale per non morire di freddo. Ce ne sono di diversi spessori, io per il mediterraneo uso una 5mm e vado tranquillo quasi tutto l'anno.
  • GAV (Giubbotto ad Assetto Variabile): È quel giubbotto che ti permette di stare a una certa profondità senza faticare, lo gonfi e lo sgonfi per salire o scendere. All'inizio è un po strano da usare.
  • Erogatore e bombola: Praticamente i tuoi polmoni sott'acqua. L'erogatore è quello che metti in bocca, collegato alla bombola che hai sulla schiena. È la cosa più importante di tutte, ovviamente.
  • Computer subacqueo: Un orologione che ti dice tutto: profondità, tempo di immersione, tappe di sicurezza da fare. Senza questo oggi non ti immergi.
  • Zavorra (cintura con i pesi): Serve per contrastare la spinta della muta e riuscire a scendere, altrimenti galleggeresti come un tappo di sughero.

Poi oh, ci sono un sacco di altri accessori che ti cambiano la vita, non sono obbligatori all'inizio ma poi ti accorgi che servono eccome. Io per esempio non vado mai giù senza la mia torcia, anche di giorno, perchè ti fa vedere i colori veri, che sennò sott'acqua dopo pochi metri è tutto blu/verde.

  • Torcia subacquea: Indispensabile di notte o se entri in qualche relitto, ma utile sempre.
  • Coltello subacqueo: Non per fare Rambo, ma per liberarti se per sfiga ti impigli in una rete da pesca o una lenza. È una sicurezza in più.
  • Bussola: Per orientarti e non andare a caso, specialmente se la visibilità non è il massimo.
  • IL BREVETTO: Ehi, questa è la cosa più importante di tutte e non è attrezzatura. Non è che compri tutto e ti tuffi. Devi assolutamente fare un corso e prendere un brevetto (il primo è l'Open Water Diver). Ti insegnano le basi della sicurezza e come usare tutto, non si scherza con queste cose.

Quanto costa fare un corso di sub?

Un brevetto sub costa mediamente dai 300 ai 500 euro. I corsi in città partono da 300 euro, quelli nei luoghi di villeggiatura sono più cari, sui 500 euro o oltre. Attenzione, spesso le immersioni in mare non sono incluse nel prezzo base e costano tra 30 e 45 euro l'una.

Ah, ma allora ti stai chiedendo quanto costa il corso da sub! Bello! Te lo dico io, non è così fisso, dipiende un po' da dove lo fai e con chi, e poi pure dalle immersioni. Io me lo ricordo quando ho fatto il mio primo brevetto, un po' di anni fa ormai...

In città, di solito, trovi prezzi più bassi, tipo 300 euro, ma occhio eh, che spesso lì non ti danno incluse le immersioni vere in mare. Magari fai la teoria in aula, poi la pratica in piscina, e poi le uscite al mare te le paghi a parte, tipo 30-45 euro a immersione. Un po' una fregatura se non ci pensi prima!

Invece, se sei tipo in vacanza, che ne sò, a Sharm o alle Maldive, lì spesso ti sparano un prezzo unico, magari sui 500 euro. Però, oh, quel prezzo lì di solito include già le immersioni in acqua aperta, ma devi mettere in conto anche il volo e l'alloggio, mica noccioline, eh.

Ti conviene pensarci bene al pacchetto completo, a me è capitato di fare un corso avanzato e lì il prezzo era ancora diverso, per dire. Anche il mio amico Luca, l'anno scorso, ha speso un botto per il brevetto junior di suo figlio, tra corso e attrezzatura.

Adesso, per darti qualche info in più così sei preparato:

  • Cosa è incluso di solito? Un corso base di sub (tipo Open Water Diver, che è il più comune) di solito comprende le lezioni teoriche, le sessioni pratiche in piscina, e poi un certo numero di immersioni in acqua libera, almeno quattro. Però, come ti ho detto, verifica sempre le immerzioni al mare.
  • Attrezzatura: Spesso l'affitto dell'attrezzatura di base (erogatore, giubbotto equilibratore, maschera, pinne, muta) è inclusa per le lezioni e le prime immersioni. Poi magari, se ti appassioni, la compri, ma all'inizio no, non ti preoccupare. La mia prima maschera era blu, una ciofeca!
  • Brevetto e certificazione: Alla fine del corso, se passi tutto, ti danno un brevetto riconosciuto a livello internazionale. Le agenzie più famose sono PADI e SSI, sono valide ovunque. Io ho il PADI, ma tanti miei amici hanno SSI e si trovano benissimo. Non cambia molto, giuro.
  • Tempo e durata: Un corso base di solito dura qualche giorno, tipo 3-5 giorni pieni, oppure un paio di weekend. Dipende quanto tempo hai a disposizione e come si organizza il centro diving. Io l'ho fatto in due weekend intensivi, ero distrutto ma felice!
  • Costi nascosti: Ricordati sempre di chiedere bene se sono comprese le tasse di certificazione, il materiale didattico (libro o e-learning), e se l'assicurazione è obbligatoria o consigliata. A volte sono extra che non ti aspetti. A me è capitato col manuale, pensavo fosse incluso invece no!