Come capire se una persona beve troppo?

36 visualizzazioni
Per capire se una persona beve troppo, è utile osservare alcuni segnali comportamentali che possono indicare un problema con l'alcol. Presta attenzione a cambiamenti come: Alterazioni sistematiche dell'umore Difficoltà di concentrazione e distrazione Ansia, irritabilità o aggressività Tendenza a diventare inaffidabili
Feedback 0 mi piace

Come riconoscere un abuso di alcol? Cause e segnali?

Domanda: Come si riconosce l'abuso di alcol? Quali sono le cause e i segnali? Risposta: L'abuso di alcol si manifesta con sistematiche alterazioni dell'umore, difficoltà di concentrazione, inaffidabilità, distrazione, ansia e aggressività.

Vedere qualcuno che cambia per l'alcol è un peso, una sensazione strana che ti prende dentro. È un percorso lento, a volte quasi impercettibile all'inizio, poi diventa lampante. Ti trovi a guardare una persona che conosci e a chiederti dove sia finita quella di prima.

Ricordo Mario, un vecchio amico. C'era un periodo, verso l'estate del 2021, lo incontravo spesso al bar sotto casa, a Trastevere. Notavo questa cosa, un'alterazione dell'umore che non era sua, una specie di velo grigio sulla sua solita allegria. Un giorno, era un lunedì mattina, forse il 14 giugno, sembrava così stanco, i suoi occhi erano spenti anche se aveva appena preso un caffè, un espresso al banco, costo 1 euro e 10. Mi diceva che non aveva dormito, ma c'era qualcosa di più.

La sua affidabilità era sparita, proprio come se fosse un pezzo di lui che si era staccato. Avevamo promesso di andare a vedere una mostra fotografica ai Mercati di Traiano, era un sabato pomeriggio, il 22 maggio. Alle tre, l'ora stabilita, io ero lì ad aspettarlo. Nulla. Non rispondeva al telefono. Mi sentivo così, un po' disorientato, non capivo bene. Poi è arrivato un messaggio, molto dopo, senza spiegazioni vere.

Quella distrazione, poi, ti tagliava fuori dalla conversazione. Parlavi e lui era altrove, la sua mente chissà dove. Non capivo se ero io a essere noioso o se era lui a non riuscire più a stare dietro ai pensieri, ai discorsi normali. La sua attenzione, ricordo bene, era diventata un soffio, un po' come una candela che sta per spegnersi.

L'ansia che gli leggevo addosso era una cosa che mi faceva male, quasi quanto la sua aggressività, a volte senza un motivo evidente. Un sabato sera, eravamo a casa mia, il 17 luglio, stava guardando la partita. Ho solo detto una cosa leggera sul risultato e la sua reazione è stata esagerata, quasi violenta, che mi ha lasciato così, gelato sul posto. Non era lui. Non riconoscevo più il mio amico. Vedevo la paura nei suoi occhi, anche se la mascherava con rabbia.

Tutti quei segnali messi insieme, la difficoltà a concentrarsi su cose semplici, le reazioni sproporzionate, mi facevano capire che qualcosa era davvero cambiato, in un modo serio. Era un quadro, non un singolo episodio, e mi sentivo un po' perso a cercare di decifrarlo.

Quali sono i sintomi legati ad un eccesso di alcol?

Un calore che non è tuo sale dalle viscere e ti colora le guance. Un rossore improvviso, come un tramonto che ti esplode sul viso. E il fiato, il fiato si fa pesante, porta con sé l'odore della festa, della notte, di qualcosa che si è rotto. Un odore che tutti sentono, che ti precede.

Gli occhi si velano, diventano lucidi, specchi liquidi dove la realtà si deforma un po'. Il cuore inizia una corsa sua, un ritmo accelerato che non riesci a controllare. Il respiro si fa corto, affannoso, come dopo una lunga, lunghissima corsa verso il nulla. È il corpo che accelera, che va da solo.

E poi, le barriere crollano. Quelle piccole mura che costruiamo ogni giorno, polverizzate. Le parole escono a fiumi, un torrente in piena che non trova argini. Un parlare parlare senza sosta, un'agitazione che cerca sfogo nelle mani, nei piedi. Come alle feste di paese d'estate, quando ero piccolo e mi girava la testa sulla giostra.

Ma è un'illusione. Lo stomaco si ribella a quella gioia finta, a quel calore posticcio. La nausea sale, lenta, inesorabile. È il corpo che ti dice basta, che rigetta l'inganno. Il cerchio si chiude nel modo più amaro, fisico, ineluttabile. Il corpo ricorda sempre tutto.

  • Sintomi iniziali di intossicazione da alcol:

    • Alito con odore alcolico (alito vinoso).
    • Rossore del viso e del collo.
    • Occhi lucidi e arrossati.
    • Aumento della frequenza cardiaca (tachicardia) e respiratoria.
    • Perdita dei freni inibitori, euforia.
    • Loquacità eccessiva e disinibita (logorrea).
    • Agitazione psicomotoria, movimenti goffi.
  • Progressione dei sintomi con l'aumento dell'intossicazione:

    • Difficoltà di coordinazione e di equilibrio (atassia).
    • Linguaggio confuso e biascicato.
    • Nausea e vomito come meccanismo di difesa del corpo.
    • Visione offuscata o doppia.
    • Rallentamento dei riflessi e della capacità di giudizio.
    • Sonnolenza, confusione mentale, fino alla perdita di coscienza nei casi più gravi.

Quali sono i sintomi di un alcolizzato?

Un alcolizzato mostra perdita di comunicazione, disinteresse per hobby, frequenti accessi d'ira, ritardi al lavoro, guida pericolosa, conflitti familiari e difficoltà a smettere di bere.

È strano, davvero strano, vedere qualcuno scivolare via così, un pezzo alla volta. All'inizio sono solo crepe sottili, quasi invisibili. Poi, quelle crepe si allargano, lentamente, inghiottono la persona che credevi di conoscere. Mi ricordo notti insonni a pensarci, a quanto buio si porta via la luce.

Quella perdita di parole, quel silenzio che si crea... non è solo che non riescono a parlare. È come se non volessero, o forse, non sapessero più come. E gli hobby, le passioni di una vita? Svaniscono, non lasciano traccia. Il mondo si stringe, diventa solo un bicchiere vuoto, sempre da riempire. Una tristezza che ti si attacca addosso.

Poi arriva l'ira. Scoppi improvvisi, senza un vero perché, che lasciano ferite profonde. A volte penso sia la rabbia contro sé stessi, quella che non riescono più a tenere dentro. E il lavoro, i ritardi, le assenze... quelle scuse, sempre diverse, sempre più deboli. È il mondo fuori che comincia a crollare, mattone dopo mattone.

Guidare, sai, è un atto di fiducia. Ma quando la bottiglia prende il controllo, non c'è più nulla di sicuro. È una fretta cieca, un pericolo costante. E la famiglia, povera famiglia... i conflitti non sono più discussioni, diventano barriere altissime, invalicabili. Ogni parola è un macigno.

La vera lotta, quella che ti spezza il cuore a guardare, è staccarsi da quella bottiglia. È come se fosse incollata alla mano, all'anima. Un legame invisibile, ma fortissimo. Ti vedi lì, a cercare di resistere, ma la presa è troppo forte. È un vortice, lo sai, e ti tira giù.

  • Il corpo, ah il corpo... non dimentichiamo come si trasforma, piano piano. La pelle che cambia colore, gli occhi che perdono la loro antica scintilla, quel tremore costante al mattino presto. È un segnale che il corpo sta urlando, chiedendo aiuto, stanco di lottare. Non è solo la mente che cede, sai.

  • La memoria va a pezzi. Ci sono buchi neri, interi frammenti di tempo che spariscono. Non ricordano dove sono stati, cosa hanno detto. È spaventoso vedere una persona che non riconosce più pezzi della sua stessa vita. È come se un pezzetto di sé si perdesse ogni volta, senza ritorno.

  • La negazione è potente. Non ammettono mai il problema. È sempre un altro il problema, mai la bottiglia. È un muro altissimo che costruiscono attorno a sé stessi, così spesso che è difficile vederci oltre. Non è cattiveria, credo, è solo una paura immensa, di guardarsi davvero dentro.

  • Il cambiamento di aspetto... spesso lo trascuriamo, ma è lì, davanti a tutti. La trascuratezza profonda. Non importa più come si presentano, l'igiene, i vestiti. Sembra un dettaglio minore, ma è un sintomo forte di come tutto il resto perda importanza. È un segnale muto di un dolore immenso.