Quando si può considerare alcolizzato?
Quando si definisce una persona alcolizzata?
Uff, definire un alcolizzato? Bella domanda... Difficile dare una risposta netta, sai? Non è bianco o nero.
Però, mi ricordo che un medico (credo fosse il mio vecchio dottore, il dottor Rossi di Bologna, simpaticissimo!) mi aveva accennato che, statisticamente, si parla di rischio quando un uomo beve più di 5 "unità" alcoliche in una volta sola, almeno una volta al mese. Per le donne, il limite scende a 4.
Ma, insomma, i numeri sono numeri. Conosco gente che beve tanto ogni tanto, e sta benissimo. Altri, un bicchiere al giorno, ma...
Io penso dipenda tutto dal contesto, dallo stile di vita. Mi ricordo che mio nonno, che abitava a Cesena, beveva un bicchiere di Sangiovese a pranzo e uno a cena. È vissuto fino a 95 anni! Forse il segreto era il Sangiovese...
Domanda: Quando si definisce una persona alcolizzata?
Risposta: Un uomo che, negli ultimi 30 giorni, ha consumato almeno una volta 5 o più unità alcoliche in una sola occasione. Una donna che, negli ultimi 30 giorni, ha consumato almeno una volta 4 o più unità alcoliche in una sola occasione.
Cosa cambia tra alcolista e alcolizzato?
Alcolista e alcolizzato… sembrano la stessa cosa, vero? Eppure, c’è una sfumatura, una linea sottile.
Alcolista, forse è chi beve troppo, chi esagera a volte, ma riesce ancora a tenersi in equilibrio. Un funambolo sull’orlo del baratro, ma non cade. Mi ricorda un mio zio, a Natale, sempre un bicchiere di troppo, ma poi tornava lucido, come se niente fosse.
Alcolizzato, ecco, lui è già dentro il vortice. Dipendente. Corpo e mente che urlano per l’alcol. Ricordo un vecchio amico, sparito nel nulla. Lavoro, famiglia… tutto perso. Una discesa senza fine.
Il deterioramento somatico e psichico, i rapporti interpersonali distrutti… è lì che si capisce la differenza. Non è solo bere tanto, è l’abisso che si apre dentro. Che paura.
Parlando con il mio medico, mi diceva che oggi si tende a usare meno queste etichette così rigide. Si preferisce parlare di "disturbi da uso di alcol", per non stigmatizzare le persone e cercare di aiutarle meglio. Forse ha ragione. Le parole, a volte, possono fare più male che bene.
Che differenza cè tra alcolista e alcolizzata?
Io... oddio, mi viene in mente zio Mario. Alcolista, lui.
- Zio Mario: Lo vedevo alle feste di famiglia, sempre con quel bicchiere in mano, a volte biascicava. Non riusciva a farne a meno.
- Bevitore moderato: Mio padre, invece, si faceva il suo bicchiere di vino a cena e stop. Poteva anche non berlo, non cambiava niente.
- La differenza: Zio Mario doveva bere per stare bene. Mio padre no. Non so come spiegarlo meglio. È come se l'alcol gli avesse rubato qualcosa dentro.
Un alcolista, una volta toccato il fondo, penso che non possa più tornare indietro. Almeno, zio Mario non ce l'ha fatta. Non credo che potesse mai più bere "normalmente".
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