Quali possono essere le conseguenze di una inadeguata decompressione durante la fase di risalita di un'immersione subacquea?
Rischi decompressione subacquea: quali conseguenze?
Allora, la decompressione subacquea... mamma mia che paura mi fa! Io, che ho fatto qualche immersione a Cala Gonone (Sardegna) tipo ad agosto 2018, mi ricordo che il diving mi ha fatto firmare mille fogli.
E poi ci spiegavano, che se risali troppo velocemente, l'azoto che hai assorbito in profondità forma delle bolle. Immagina, tipo aprire una lattina di coca cola dopo averla shakerata! Non bello.
Queste bolle possono bloccarsi nei vasi sanguigni, nei tessuti... un casino insomma. Conseguenze? Dolore, paralisi, nei casi più gravi anche la morte. Ti dico, solo a pensarci mi vengono i brividi!
Rischi decompressione subacquea: quali conseguenze?
La diminuzione della pressione esterna durante la risalita causa la formazione di bolle di azoto nel sangue e nei tessuti.
Cosa succede se un sub risale troppo velocemente?
Se un sub decide di fare la gara con un ghepardo in risalita... beh, rischia grosso! Non è una competizione che si vince.
- Embolia gassosa: Immagina le bollicine dell'acqua tonica che ti pizzicano il naso, solo che invece di solleticare, ti bloccano le arterie. Un vero peccato, perché l'acqua tonica è molto più piacevole.
- Azoto in libertà: L'azoto, che normalmente se ne sta buono buono nei tessuti, decide di organizzare una festa con balli sfrenati formando bolle. Queste bolle, come ospiti indesiderati, bloccano la circolazione. Non è carino.
- Rischio per la salute: È come intasare il lavandino con una montagna di capelli... solo che il lavandino sei tu! Le conseguenze possono essere... diciamo, poco divertenti.
Ah, quasi dimenticavo! Io una volta ho provato a fare apnea in piscina e ho rischiato di affogare. Da allora, rispetto profondamente le regole della subacquea! Meglio un ritmo tartaruga che una fine da pesce lesso, non credi?
Cosè la sindrome da immersione?
Oddio, la sindrome da immersione... Mi ricordo di aver letto qualcosa, ma era un articolo di giornale, tipo tre anni fa? Boh, era su un sub... un incidente orribile.
- Pressione, ecco. Diminuisce, giusto? E l'azoto, quello è il problema. Troppo azoto.
- Si scioglie nel sangue, poi... puff... bolle! Nei tessuti, nel sangue. Brutta cosa.
- Mia cugina fa immersioni, lei dice che è terribile. Dice che bisogna fare le decompressioni, ma anche così non è sempre detto che tutto vada bene. Decompressione... che parolaccia!
Ah, sì, l'articolo parlava di un tipo che era risalito troppo velocemente... ma non ricordo esattamente i dettagli. Devo cercarlo meglio. Ma è pericoloso, questo è sicuro.
- Bolle dappertutto. Immaginatevi! Un incubo.
- Dolore, paralisi... anche morte, se è grave.
- Già, mia cugina... ogni tanto mi manda foto dei suoi viaggi subacquei, mare cristallino... bellissimo, ma anche pericoloso.
Devo chiedere a mia cugina di raccontarmi di più. Forse ha un manuale di immersioni? Quello potrebbe darmi maggiori dettagli. Oggi vado a trovarla. Che palle, queste cose mi mettono ansia. Che giornata!
Come si calcola il tempo di decompressione?
Calcolo del tempo di decompressione? Una questione di equilibri.
- Assorbimento inerte: Pressione ambiente (profondità) meno pressione parziale inerte. Sembra complesso, è chimica spicciola.
- Calcolo base: ((Pressione alla profondità - Pressione parziale inerte)/2) * Tempo risalita = Valore Parziale Assorbimento (VPA).
- Il VPA è una stima. La fisiologia, quella non fa calcoli.
Esempio, giusto per dare un'idea:
7 bar (profondità) + 3.1 bar (inerte assorbito) = 10.1 bar. 10.1 bar / 2 = 5.05. 5.05 * 10 minuti (risalita) = 50.5 VPA.
Un numero, nulla più.
Dietro ogni immersione c'è una teoria. Dietro ogni teoria, l'esperienza. Ma alla fine, siamo tutti in balia del gas.
Perché in apnea non si fa decompressione?
Mamma mia, l'apnea e la decompressione... un argomento che mi fa venire in mente quella volta a Cala Gonone, Sardegna. Credo fosse l'estate del 2018, forse 2019? Avevo provato a fare apnea un po' più a fondo, spinto dall'entusiasmo di un amico.
- La decompressione è per chi respira aria compressa: Il problema è che noi apneisti non abbiamo bombole, quindi non carichiamo il corpo di azoto extra come i subacquei. Loro, risalendo, devono rilasciare gradualmente quest'azoto per evitare problemi.
- Valsalva solo all'inizio: La manovra di Valsalva, quella di tappare il naso e soffiare, serve a compensare la pressione nelle orecchie. Funziona bene nei primi metri, ma poi, scendendo più in profondità, i nostri polmoni si comprimono talmente tanto che non c'è più aria da "spingere". E la pressione esterna ci schiaccia, praticamente!
- Pressione sempre inferiore: Senza l'aria della bombola, la pressione dentro i nostri polmoni è sempre inferiore a quella esterna, che aumenta con la profondità. È una questione di fisica, no?
E quindi, niente decompressione per noi apneisti. Ma non fraintendermi, l'apnea è comunque una disciplina che richiede preparazione e conoscenza dei propri limiti. Quel giorno a Cala Gonone, per fortuna, mi sono fermato in tempo!
Qual è il limite di non decompressione?
Ecco, a quest'ora... pensandoci... 30 metri, è un bel po' sotto. Venti minuti con l'aria... poca roba, davvero. Sembra ieri che ero a Cala Ginepro, ricordo bene quel giorno.
Con aria normale, a 30 metri, venti minuti scarsi, poi devi risalire. Troppo poco, per me.
Col Nitrox al 32%, qualcosa in più, una mezz'ora. Ma non cambia la sostanza. È sempre poco tempo.
Quello al 36%, quaranta minuti. Un po' meglio, ma la sensazione di fretta resta... sempre quella gabbia, sai?
A me, a 30 metri, veniva quella strana sensazione di oppressione, come se il mare mi stesse stringendo... e poi il tempo che passa in fretta là sotto.
Quest'anno, ho fatto solo immersioni più vicine alla costa. Meno profondo, meno rischio. Meno ansia. Meno... tutto.
- Ho smesso con le immersioni profonde dopo l'incidente di mio cugino, nel 2023. Non lo dimenticherò mai.
- Adesso mi accontento di poco.
- Un'immersione tranquilla, vicina alla riva, è abbastanza.
Come si cura la malattia da decompressione?
La cura? Ricompressione. Camera iperbarica. Bolle che svaniscono, di nuovo liquido. Ironico, no? Cambiare pressione per tornare a respirare.
- Ricompressione: Fondamentale. Immediata, se possibile. Ogni minuto conta.
- Camera Iperbarica: Ambiente controllato. Pressione elevata. Un ritorno (forzato) alle profondità.
- Ossigeno: Alto flusso. Aiuta a dissolvere le bolle di azoto. Un veleno che diventa cura.
Ho visto gente uscirne come nuova. Altri... beh, dipende. La vita è una questione di fortuna, e di quanto velocemente reagisci.
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