Quando si spacca il cemento?

3 visite

Il calcestruzzo, robusto alla compressione ma fragile alla trazione, si fessura quando è sottoposto a forze di trazione che superano la sua limitata capacità di sopportarle. Questa debolezza intrinseca determina la formazione di crepe, compromettendo lintegrità strutturale del materiale.

Commenti 0 mi piace

Il Silente Scricchiolio del Cemento: Quando la Forza Vince la Resistenza

Il cemento, colonna portante dell’architettura moderna, incarna una paradossale dualità: una forza erculea a compressione, una fragilità quasi vetrosa a trazione. Questa contraddizione, apparentemente insignificante, cela la chiave di volta per comprendere la sua principale vulnerabilità: la fessurazione. Non un evento improvviso e catastrofico, ma un processo graduale e silenzioso, che inizia microscopicamente e, se trascurato, può evolvere in un serio problema strutturale.

La capacità del calcestruzzo di resistere a forze di compressione, cioè forze che lo spingono insieme, è ampiamente conosciuta e sfruttata. Ma la sua debolezza intrinseca risiede nella sua scarsa capacità di resistere alle forze di trazione, quelle che tendono a tirarlo a parte. È proprio sotto l’azione di queste forze, che possono derivare da diverse cause, che il cemento mostra i suoi primi segni di cedimento: le fessurazioni.

Queste crepe, spesso sottili e inizialmente quasi invisibili ad occhio nudo, rappresentano la manifestazione visibile di un superamento del limite di resistenza a trazione del materiale. Le cause sono molteplici e variano a seconda del contesto:

  • Ritiro igrometrico: Durante il processo di essiccazione, il calcestruzzo subisce una contrazione che può generare tensioni interne, portando alla formazione di micro-fessurazioni. Questo fenomeno è particolarmente accentuato in ambienti aridi e caldi.

  • Carichi eccessivi: Strutture sottoposte a sovraccarichi, superiori a quelli previsti in fase di progettazione, possono superare la capacità di resistenza a trazione del calcestruzzo, provocando la comparsa di crepe anche di ampie dimensioni.

  • Fenomeni di gelo e disgelo: L’acqua penetrata nei pori del cemento, congelando, aumenta di volume, esercitando una pressione che può frantumare la matrice del materiale. Questo processo, ripetuto nel tempo, aggrava progressivamente lo stato di degrado.

  • Reazioni chimiche: L’aggressione da parte di sostanze chimiche presenti nel terreno o nell’ambiente, come sali o acidi, può alterare la composizione del cemento, riducendone la resistenza e predisponendolo alla fessurazione.

  • Difetti di progettazione o di esecuzione: Una cattiva progettazione, l’impiego di materiali di scarsa qualità o un’errata esecuzione dei lavori possono creare punti deboli nella struttura, rendendola più vulnerabile alla formazione di crepe.

La fessurazione del calcestruzzo non è sempre sinonimo di collasso imminente. Tuttavia, rappresenta un segnale d’allarme che non va ignorato. Una tempestiva ispezione e una corretta valutazione dello stato di degrado sono fondamentali per intervenire con opportune riparazioni, prevenendo il deterioramento progressivo e garantendo la sicurezza e la durata delle opere in cemento armato. Ignorare queste crepe significa rischiare di compromettere seriamente la stabilità strutturale e, nel peggiore dei casi, la sicurezza stessa dell’opera.