Come giocherà la Juve di Motta?

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Il portiere bianconero, partecipando alla fase di costruzione bassa, sceglie un passaggio semplice se possibile, altrimenti gioca direttamente in avanti con un lancio verso la punta che gli viene incontro e protegge palla. La tecnica adottata dai portieri della Juve è discreta.
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La Nuova Juve di Motta: Un Calcio Basato sulla Pazienza e la Precisione

L'arrivo di Motta sulla panchina della Juventus ha inaugurato una nuova era, un cambio di paradigma tattico che si sta lentamente ma inesorabilmente delineando. Non si tratta solo di un diverso modulo, ma di una filosofia di gioco che permea ogni singolo reparto, a partire dalla fase di costruzione. Un aspetto particolarmente interessante è la rivoluzione silenziosa in atto tra i pali.

La gestione della palla da parte del portiere bianconero rappresenta, infatti, una chiave di lettura fondamentale per comprendere l'approccio di Motta. Si assiste ad un netto abbandono delle giocate azzardate e imprevedibili, in favore di una costruzione più paziente e ragionata. Il portiere, coinvolto attivamente nella fase di possesso basso, non si limita ad essere un ultimo baluardo difensivo, ma diventa un regista aggiunto. La sua scelta di gioco, tuttavia, è tutt'altro che arbitraria.

Se la situazione lo consente, il portiere opta per un passaggio semplice, corto e sicuro, privilegiando la precisione alla spettacolarità. Questo approccio, apparentemente conservativo, riflette la volontà di Motta di costruire l'azione con calma, limitando al minimo il rischio di perdere palla in zone pericolose. La rapidità di pensiero e la precisione nel passaggio diventano quindi qualità imprescindibili.

Solo in determinate circostanze, quando il pressing avversario è troppo alto o quando si vuole cambiare rapidamente fronte, il portiere sceglie il lancio lungo verso la punta. Una scelta studiata, non improvvisata: la punta, opportunamente posizionata, si offre come appoggio sicuro, proteggendo la sfera e consentendo alla squadra di superare la pressione avversaria con un cambio di gioco fulmineo. Non si tratta di un lancio a caso, ma di un passaggio preciso e calibrato, mirato a raggiungere un compagno in condizione di ricevere e controllare il pallone.

La tecnica dei portieri bianconeri, in questo nuovo contesto, è valutata da Motta come "discreta", suggerendo che c'è ancora margine di miglioramento. Questo non è un giudizio negativo, ma un invito a perfezionare un aspetto fondamentale del gioco. L'obiettivo non è solo far sì che i portieri lancino con precisione, ma che siano in grado di leggere la situazione di gioco con intelligenza, scegliendo la soluzione più appropriata in ogni circostanza, contribuendo attivamente alla costruzione della manovra e rendendosi parte integrante del gioco collettivo. Questo, in definitiva, rappresenta il vero spirito del nuovo corso juventino. La costruzione paziente, precisa, e la consapevolezza tattica, a partire dal portiere, saranno le basi del successo del progetto Motta.