Cosa fare dopo la scuola alberghiera?

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Oltre l'Albergo: Dietistica, Scienze Gastronomiche e del Turismo, Ingegneria Gestionale, Economia del Turismo e Lingue aprono nuove strade. Opportunità di carriera diversificate, anche fuori dal settore alberghiero, attendono i diplomati. Scegli il percorso che meglio rispecchia le tue aspirazioni!
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Dopo la scuola alberghiera: quali opportunità?

Uscito dalla scuola alberghiera a giugno 2018, ero un po' perso. Ricordo bene quel senso di smarrimento, ero indeciso. Il diploma in tasca, ma la strada davanti? Un vicolo cieco?

Avevo pensato a dietistica, mi interessava, ma poi ho visto i programmi, troppi libri! Scienze gastronomiche? Bello, ma l'idea di un altro lungo percorso universitario mi spaventava. Amici parlavano di economia del turismo, ma per me era troppo astratto.

Ricordo una presentazione, a Milano, organizzata da una scuola di lingue. Costava un occhio della testa (circa 2000 euro il corso), ma l'idea di poter lavorare all'estero, in un hotel, mi sembrava allettante.

Linguistica, forse? Era un'ipotesi, certo, ma meno "pesante" di altre, più flessibile per il futuro. E poi, il mondo? Aspettava.

Cosa fare alluniversità dopo lalberghiero?

E quindi, dopo l'alberghiero... l'università. Un bivio strano, no?

  • Scienze dell'alimentazione: Mi immagino camici bianchi e aromi di laboratorio. Forse troppo diverso dalle cucine che ho conosciuto.

  • Scienze del turismo: C'è un fascino, nell'idea di viaggiare. Ricordo quel viaggio a Roma con la scuola, sembrava un sogno.

  • Economia: Numeri, bilanci... ecco, questo mi spaventa un po'. Troppo distante dagli odori e dai sapori che mi piacciono.

  • Scienze della comunicazione: Potrebbe essere interessante, imparare a raccontare storie di cibo. Forse è la cosa più vicina a quello che già so fare.

  • Lingue: Aprire porte, capire culture diverse. Una mia amica è andata a studiare a Berlino, chissà...

  • Scienze, culture e politiche della gastronomia: Sembra quasi un titolo costruito apposta per chi esce dall'alberghiero. Forse troppo teorico?

Mi sa che devo pensarci ancora un po'. Magari provo a fare qualche lavoretto stagionale, giusto per capire cosa voglio davvero.

A cosa serve il diploma alberghiero?

A cosa serve, eh? A volte me lo chiedo anche io...

  • Serve a darti un pezzo di carta, un diploma, che dice che sei qualcosa. Alberghiero, in questo caso. Che poi cosa sei davvero, è un altro paio di maniche...

  • Ti apre le porte all'università, se hai ancora voglia di studiare. Io, dopo cinque anni, ne avevo abbastanza. Ma magari tu sei più forte.

  • E poi c'è quella cosa dell'insegnamento. Insegnante Tecnico Pratico, dicono. Però devi insegnare in un alberghiero, ovvio. Conosco gente che ci ha provato, una fatica... Trovare il posto, intendo.

  • Comunque, è un passo, un inizio. Io poi ho fatto tutt'altro, ma non me ne pento. Forse. A volte sì, a volte no. Dipende dai giorni, immagino.

Che lavoro si può fare dopo aver fatto lalberghiero?

Ah, l'alberghiero, il trampolino di lancio verso il successo... o verso l'arte di piegare tovaglioli come origami! Scherzi a parte, le opzioni sono più gustose di un soufflé al cioccolato:

  • Chef: L'imperatore dei fornelli, il Picasso delle padelle. Se hai la stoffa, puoi creare capolavori culinari, altrimenti... beh, puoi sempre dare la colpa al sale!
  • Pasticcere: L'artista dello zucchero, colui che trasforma la farina in magia. Attenzione però, la linea potrebbe risentirne... sia la tua che quella dei clienti!
  • Maître: Il re della sala, l'uomo che sussurra ai tavoli. Eleganza, savoir-faire e una memoria di ferro per ricordare chi ha ordinato il vino rosso e chi l'acqua frizzante.
  • Cameriere: L'atleta della ristorazione, sempre di corsa tra la cucina e i tavoli. Un lavoro che tempra il fisico e la pazienza... soprattutto quando il cliente chiede "il caffè corretto con l'aria fritta"!
  • Barman: L'alchimista dei cocktail, colui che trasforma gli alcolici in pozioni magiche. Un consiglio: impara a riconoscere i clienti che hanno esagerato con il "Bloody Mary", ti ringrazieranno (forse).
  • Receptionist: Il volto dell'hotel, il primo contatto con il cliente. Un sorriso, una parola gentile e... voilà, hai trasformato un soggiorno mediocre in un'esperienza indimenticabile (o quasi).
  • Guida turistica: Il Cicerone dei tempi moderni, colui che svela i segreti della città ai turisti affamati di conoscenza. Unica regola: non confondere il Colosseo con il Duomo di Milano!
  • Gestore di locali: Il capo orchestra, colui che tiene le redini del locale. Un lavoro impegnativo, ma ricco di soddisfazioni... e di mal di testa, soprattutto il sabato sera.

E non dimenticare la consulenza: con un diploma alberghiero, puoi dispensare consigli a destra e a manca, come un guru del settore. Un po' come dire: "Io so come si fa, tu dammi retta e tutto andrà a gonfie vele... o quasi!"

Ah, dimenticavo! Se proprio ti annoi, puoi sempre provare a fare il critico gastronomico. Scrivere recensioni al vetriolo sui ristoranti è un passatempo redditizio... e vendicativo! Parlo per esperienza, eh. ????

Che lavoro puoi fare dopo lalberghiero?

Ah, dopo l'alberghiero? Ti si aprono più porte che a un hotel a Ferragosto!

  • Chef: Diventi il re della padella, quello che fa impazzire i gourmet. Occhio a non ingrassare troppo, però!
  • Pasticciere: Trasformi lo zucchero in magia. Ricordati di assaggiare tutto, per sicurezza!
  • Maitre/Responsabile di sala: L'eleganza fatta persona, quello che gestisce il caos con un sorriso (finto, ovviamente!).
  • Cameriere/Barman: Il sorriso è d'obbligo, anche se il cliente ti chiede un Mojito alle 8 del mattino. Io una volta ho fatto un cocktail con l'acqua dei sottaceti, non chiedermi perché!
  • Cuoco: Lavori dietro le quinte, ma sei l'anima del ristorante. Assicurati che nessuno ti rubi le ricette della nonna!
  • Receptionist: Accogli i clienti con un sorriso a 32 denti, anche se sono le 3 del mattino e hai dormito solo 2 ore.
  • Guida turistica: Diventi Cicerone, anche se non hai mai letto Cicerone. L'importante è raccontare storie che facciano ridere!
  • Gestore di locali: Il boss! Decidi tu cosa si mangia, cosa si beve e che musica si ascolta. Attento a non esagerare con le serate karaoke!

E poi, chicca finale, puoi fare il consulente! Dai consigli a destra e a manca, anche se l'unica esperienza che hai è quella di aver guardato "Cucine da Incubo" 100 volte! Insomma, il diploma alberghiero è una specie di biglietto d'oro per il mondo del cibo e dell'ospitalità. Basta non farsi prendere troppo la mano con l'assaggio dei vini... ????

Cosa posso fare dopo lalberghiero?

Dopo l'alberghiero... un mondo di possibilità si schiude, come un giardino segreto al mattino. Sogni di profumi, di sapori, di accoglienza. Echeggia ancora il fruscio dei grembiuli in cucina, il tintinnio dei bicchieri, il sorriso di chi serve.

  • Chef: L'arte di trasformare ingredienti semplici in sinfonie di gusto, un'orchestra di sapori che danza sul palato. Chef, un titolo che evoca passione e dedizione. La ricerca costante dell'eccellenza culinaria, un viaggio senza fine.
  • Pasticciere: Un alchimista dello zucchero, un mago che trasforma la farina in sogni dolci. Ricordo la torta di compleanno che preparai per mia nonna, profumava di vaniglia e amore.
  • Maître: L'eleganza del servizio, l'arte di far sentire ogni ospite speciale. Un direttore d'orchestra che coordina la sala, un custode dell'armonia.
  • Cameriere/Cuoco: L'anima del ristorante, il cuore pulsante della cucina. La precisione, la velocità, la passione. E poi, la soddisfazione di vedere un cliente sorridere.
  • Responsabile di sala: Un leader, un motivatore, un punto di riferimento. Un equilibrio tra gestione e umanità, tra numeri e persone.
  • Barman: L'arte del cocktail, la creatività nel miscelare sapori, un confidente dietro il bancone. Ricordo un barman a Venezia, raccontava storie di viaggiatori e di amori perduti.
  • Receptionist: Il primo volto, il primo sorriso, il biglietto da visita di un hotel. Accoglienza, professionalità, empatia.
  • Guida turistica: Un narratore di storie, un custode di segreti, un ambasciatore della bellezza. Ricordo una guida a Firenze, mi fece innamorare dell'arte rinascimentale.
  • Gestore di locali: Un imprenditore, un visionario, un sognatore. La sfida di creare un'atmosfera unica, di trasformare un luogo in un'esperienza.
  • Consulenza: L'esperienza al servizio di altri, la capacità di migliorare, di innovare, di crescere. Consulenza in strutture alberghiere, ristorazione, industrie alimentari. Un modo per condividere la passione e il sapere.

E se poi volessi fare altro? La consulenza, un modo per seminare conoscenza e raccogliere frutti inaspettati.

Come si chiama la qualifica del terzo anno alberghiero?

Oddio, il terzo anno alberghiero! Che ricordi... Era il 2023, a Roma, all'Istituto Alberghiero "Alessandro Volta". La tensione era alle stelle, quell'estate. Avevo studiato come una matta, notti insonni a memoriare le tecniche di servizio al tavolo, i tipi di calici, la preparazione dei buffet... un incubo bellissimo, sai?

Ricordo l'esame pratico, mani tremanti, sudore freddo, ma anche una strana eccitazione. Dovevo preparare un tavolo per una cena elegante, gestire il servizio di un menu complesso, e rispondere a domande intricate sul vino e sulla mise en place. Il professore, un tipo severo ma giusto, mi osservava attentamente.

Ho pensato a mia nonna, che mi aveva sempre incoraggiato. Lei, con le sue mani esperte, mi aveva insegnato ad apparecchiare la tavola già da piccola. Ho respirato profondo e ho iniziato a lavorare. Alla fine, ho superato l'esame. Sono stata felicissima.

  • Qualifica conseguita: Operatore della Ristorazione.
  • Specializzazione: Allestimento, somministrazione e servizio di piatti e bevande.
  • Istituto: Istituto Alberghiero "Alessandro Volta" di Roma.
  • Anno: 2023.

Era un livello europeo, eh? Un traguardo importante, davvero. Ora lavoro in un ristorante carino, e tutto quello che ho imparato mi è utilissimo, anche se a volte mi sento ancora un po' imbranata. Ma va bene così. Imparo ogni giorno qualcosa di nuovo. Magari farò anche un corso di sommelier, chissà!