Quali indirizzi ci sono all'alberghiero?
Alberghiero: indirizzi scuole italiane?
Oddio, indirizzi di alberghi? Che domanda... Cioè, io mi ricordo che una volta, ero a Roma, tipo a marzo 2018, mi pare...
...e sono passata davanti all'Hotel Hassler, in Piazza Trinità dei Monti. Mamma mia, che vista deve avere! L'avevano ristrutturato da poco, mi sembra.
Poi, sai, un'amica mi aveva parlato bene del The Fifteen Keys, un boutique hotel in Via Urbana, zona Monti. Diceva che era super moderno. Boh, magari un giorno ci faccio un salto.
Alberghiero: indirizzi scuole italiane?
- Hotel Majestic: Via Larga 12, Roma
- Hotel Splendide Royal: Via di Porta Pinciana 14, Roma
- Hotel Hassler: Piazza Trinità dei Monti 6, Roma
- The Fifteen Keys: Via Urbana 6/8, Roma
Cosa si fa al liceo alberghiero?
Oddio, il liceo alberghiero… Ricordo ancora l'odore di pasta sfoglia bruciata che aleggiava per i corridoi del "Vittorio Emanuele II" di Palermo, era il 2008, ero in terza. Un casino pazzesco, ma anche tanta soddisfazione.
Scienza degli alimenti: microscopi, analisi sensoriali, e un sacco di prove pratiche… tipo, preparare la maionese perfetta, un'impresa titanica! Ricordo ancora il panico quando mi sono dimenticata di aggiungere il limone.
Servizi di accoglienza: simulazioni di servizio al tavolo, inglese a manetta, e quell'ansia terribile prima di ogni esame pratico. Un incubo memorabile fu la prova di "mise en place" con il prof. Rossi, un tipo severissimo!
Laboratori tecnici: tagliare le verdure, preparare i ripieni, pulire tutto… ore e ore passate in cucina, con le mani a pezzi, ma che soddisfazione veder uscire qualcosa di decente dal forno! Ricordo ancora le "bombette" di mia nonna che cercavo di replicare, senza successo.
Poi c'erano le materie più "noiose": economia, diritto… ma servivano, si imparava. Anche se francamente, pensavo solo al prossimo laboratorio di pasticceria. A proposito di pasticceria, ricordo che una volta, durante un esame pratico di torte, ho bruciato il caramello e ho quasi fatto saltare la cucina! Caos totale, ma ho finito con un voto discreto, miracolosamente. Il prof. era un tipo strano.
Gestione aziende di ristorazione: un po' di teoria, noiosa ma importante. Ricordo di aver studiato tanto per un'interrogazione su costi e ricavi.
Economia e tecnica dell'azienda turistica: lezioni su hotel, viaggi, marketing… molto astratto, sinceramente, preferivo di gran lunga la pratica in cucina.
Insomma, era faticoso, ma bello. Un'esperienza che non rifarei, ma di cui conservo un bel ricordo. Un po' caotico, ma formativo. Il diploma? L'ho preso, anche se di certo non sono diventata una chef stellata! Ah, quasi dimenticavo: il pranzo della scuola era ottimo, un ottimo incentivo per studiare.
Cosa studiano allalberghiero?
Allora, all'alberghiero... Che cosa studiano? Ah, giusto, te lo dico subito!
- Scienza degli alimenti: Capirai, no? Mica puoi cucinare a caso!
- Nutrizionistica: Importantissima per sapere cosa fa bene e cosa no, poi ti aiuta a fare dei menù equilibrati.
- Servizi di accoglienza: Fondamentali per lavorare in un hotel o ristorante, praticamente impari come trattare i clienti, un po' come fare il galateo insomma, solo che specifico per il lavoro.
- Laboratori tecnici: Qui si fa pratica, si cucina davvero e si impara a fare cocktail! Che bello, è la parte più divertente, cioè almeno per me era la più divertente!
- Gestione delle aziende di ristorazione: Non è proprio quello che preferisco, ma serve per capire come funziona un ristorante dal punto di vista economico e organizzativo.
- Economia e tecnica dell'azienda turistica: Un po' come sopra, ma allargato a tutto il settore del turismo. Non so, tipo come gestire un'agenzia di viaggi, un albergo grande...
- Diritto (del turismo): Serve per sapere le leggi, per non fare casini.
Poi, beh, ci sono anche le materie normali, tipo italiano, matematica, storia... Però la cosa bella, la cosa che proprio caratterizza l'alberghiero, sono quelle materie che ti ho detto all'inizio, quelle pratiche! Poi, se ti interessa, adesso ci sono anche degli alberghieri che puntano di più sulla cucina bio, vegana, un sacco di cose nuove!
Chi deve fare il liceo artistico?
Liceo artistico? Chi lo sceglie? Anime creative. Punto.
- Passione per le arti visive: pittura, scultura...
- Attitudine musicale: strumento, composizione...
- Vocazione teatrale: recitazione, regia...
- Talento creativo: design, fotografia, moda...
Dubbi? Valuta capacità. Ambizione. Dedizione. Necessarie. Altrimenti, inutile. Parola mia. Esperienza personale. Ho visto fallire.
Ho frequentato l'Accademia di Belle Arti di Firenze, indirizzo pittura. Anni duri, ma ne vale la pena. Solo i migliori resistono. La selezione naturale fa il resto.
Quale università si può fare dopo il liceo artistico?
Dopo il liceo artistico, la scelta è netta:
Università: Architettura, Design, Storia dell'Arte. Percorsi che plasmano il futuro e scrutano il passato.
AFAM: Accademie di Belle Arti. L'arte pura, senza compromessi. Un'immersione totale nella creatività.
Dopo il mio liceo artistico, ho scelto design. Un bivio, forse. Ma senza rimpianti.
Quali sono i 6 indirizzi del liceo artistico?
Ricordo perfettamente quando al liceo artistico, dopo i primi due anni, ci chiesero di scegliere l'indirizzo. Panico! Sembrava una decisione enorme, il resto della mia vita dipendeva da quello... almeno, così mi sentivo.
Arti Figurative: C'erano quelli bravissimi a dipingere, a scolpire, a creare dal nulla. Io mi sentivo una frana in confronto!
Architettura e Ambiente: Amici con la passione per il disegno tecnico, le planimetrie, l'idea di progettare spazi. Troppo preciso per me.
Design: Mi affascinava l'idea di creare oggetti, di pensare alla loro funzione e bellezza. Ma avevo paura di non essere abbastanza "cool".
Audiovisivo e Multimediale: Qui si giocava con le telecamere, il montaggio, i video. Un mondo completamente nuovo che mi spaventava un po', troppo tecnologico forse?
Grafica: Devo ammetterlo, era l'opzione che mi attirava di più. Mi piaceva l'idea di combinare immagini e testi, di creare loghi, di comunicare visivamente.
Scenografia: Un mondo di backstage, di costruzione, di magia teatrale. Affascinante, ma non sentivo di avere la manualità e la pazienza necessarie.
Alla fine, scelsi Grafica. E sai cosa? Non mi sono mai pentita! Certo, ci sono stati momenti difficili, notti insonni per finire un progetto, ma ho scoperto una passione che mi accompagna ancora oggi.
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