Come scaldare alimenti senza microonde?
Come scaldare il cibo senza il microonde?
Oddio, il microonde è rotto di nuovo?! Panico! Ma poi mi sono ricordata della nonna. Lei non usava mai quella roba lì.
Bagnomaria, ecco la soluzione. Funziona alla grande, te lo giuro!
Metto un goccino d'acqua in un pentolino, giusto quel tanto che basta. Poi lo metto sul fuoco, piano piano, che non devo mica far evaporare tutto subito.
Sopra ci appoggio il piatto, magari con gli gnocchi del giorno prima (erano buonissimi, li ho presi al mercato di Porta Palazzo, giovedì scorso, 3.50€ al kg). Un coperchio o un altro piatto sopra e aspetto.
Piano piano si scalda tutto, senza seccare. Credimi, è tutta un'altra storia rispetto al microonde, il sapore rimane intatto. Provare per credere!
Come scaldare il cibo senza microonde?
- Bagnomaria: Pentolino con acqua sul fuoco basso, piatto sopra il pentolino coperto.
Come scaldare al posto del microonde?
Ok, allora... il microonde l'ho sempre guardato un po' storto. Sarà che mi ricorda troppo l'ospedale, non so.
Una volta a casa della nonna, a Carpi, che aveva 'sta cucina enorme, tutta piastrelle bianche, mi disse "Il microonde? Ma va là! Scalda tutto male!". E mi fece vedere:
- Bagnomaria: Pentolino con l'acqua che sobbolle piano piano, un piattino sopra con gli avanzi del pranzo - di solito tortellini in brodo, che lei faceva da urlo - e una stagnola a coprire.
Ci metteva un po' di più, certo, ma che profumo! E il sapore... completamente diverso. Era come se i tortellini si svegliassero di nuovo!
- Poi, se proprio avevo fretta, usavo la padella. Un filo d'olio, il cibo dentro e un po' di pazienza. Il segreto era non bruciare tutto sul fondo.
A volte, quando mi sentivo particolarmente nostalgica, accendevo il forno, quello vero, e lo usavo a bassissima temperatura. Ci mettevo un'eternità, lo ammetto, ma era quasi un rituale.
Ecco, forse è questo il punto: non era solo scaldare il cibo, ma prendermi un attimo per me stessa. E la nonna, con i suoi tortellini riscaldati lentamente, me l'aveva insegnato bene.
Quando usare il forno statico o ventilato?
Ah, la sacra arte della cottura! Forno statico o ventilato, ecco il dilemma amletico di ogni cuoco (o aspirante tale). È come scegliere tra un valzer lento e un rock'n'roll sfrenato: dipende dall'umore...e dall'impasto!
- Forno ventilato: Il turbo della cucina! Ideale per velocizzare la cottura di carni succulente, pesci che sanno di mare, verdure croccanti e perfino lasagne che urlano "mangiami!". Perfetto anche per biscotti dorati e uniformi. Insomma, se hai fretta, lui è il tuo asso nella manica. Ricorda, però, che asciuga di più, quindi occhio a non trasformare un arrosto in una suola di scarpa.
- Forno statico: Il nonno saggio della cucina. Lui va piano, ma arriva lontano. Perfetto per pan di Spagna che devono restare soffici come nuvole, torte che richiedono pazienza e lievitati (pane, pizza, focaccia) che hanno bisogno di tempo per crescere e cuocere in profondità. Un po' come la vita: a volte, la lentezza è la chiave del successo.
Un piccolo consiglio spassionato? Io, per il panettone, rigorosamente statico. Altrimenti, altro che dolce natalizio, mi ritrovo con un frisbee! E un'ultima cosa: ogni forno è un universo a sé, quindi sperimenta, osserva, e non aver paura di sbagliare. La cucina è un'arte, e l'arte è fatta di tentativi (e di qualche bruciatura!).
- Che vino abbinare alle tagliatelle ai funghi porcini?
- Quante ore di volo ci sono da Roma alle Maldive?
- Chi ha inventato le penne rigate?
- Dove è nata la pasta asciutta?
- Dove nasce il ragù bianco?
- Quante volte a settimana si può mangiare il sugo?
- Quali sono i migliori sughi pronti?
- Qual è il taglio di carne più tenero?
- Quanti formati di pasta ci sono?
- Quale pasta trattiene meglio il sugo?
Feedback sulla risposta:
Grazie per il tuo feedback! Il tuo contributo è molto importante per aiutarci a migliorare le risposte in futuro.