Perché la lasagna si chiama lasagna?

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Capire perché la lasagna si chiama lasagna richiede l'analisi del termine greco laganon del IV secolo a.C. Questa parola descriveva una pasta sottile di farina e acqua tagliata in nastri. In epoca romana, il termine latino laganum mantenne il significato di sfoglia. La tradizione prosegue oggi nel Sud Italia con il nome lagana.
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Perché la lasagna si chiama lasagna? L'origine greca

Scoprire l'etimologia di questo piatto iconico permette di apprezzare l'evoluzione culinaria dalle civiltà antiche alla tavola moderna. Comprendere perché la lasagna si chiama lasagna evita confusioni storiche e valorizza le radici culturali della pasta sfoglia. Analizzare le trasformazioni linguistiche offre una visione chiara sull'identità della gastronomia italiana nel tempo.

Il nome “lasagna”: un viaggio tra greco, latino e il 1028

Perché la lasagna si chiama così, se nel piatto non c’è traccia di “lasagne” nel senso letterale? La risposta è sorprendente: il nome non deriva dagli ingredienti, ma dal contenitore. Con ogni probabilità, la parola “lasagna” affonda le radici nel latino “lasanum”, che indicava un recipiente da cucina, simile a una teglia. La prima apparizione parola lasagna risale al 1028, a Bologna, dove in un documento si parla di “lasagne” come pietanza. Da allora, il nome ha attraversato secoli e regioni, trasformandosi nel simbolo della pasta al forno più amata al mondo.

Origine greca e latina: un doppio filo storico

A dire il vero, la storia della parola è più intricata di quanto sembri. Molti appassionati confondono due radici distinte: quella greca “laganon” e quella latina “lasanum”. In realtà, entrambe hanno contribuito all’evoluzione del termine, ma con ruoli diversi. Il greco “laganon” era una sfoglia di pasta tirata sottile, tagliata a strisce – un antenato della pasta stessa. Il latino “lasanum”, invece, indicava un recipiente di terracotta usato per cuocere vivande. La differenza tra laganon e lasagna e la successiva fusione tra la pasta e la pentola diede vita, secoli dopo, alla lasagna come la intendiamo oggi.

Laganon: la sfoglia nell’antica Grecia

Il termine “laganon” compare già nel IV secolo a.C. in testi greci che descrivono una pasta di farina e acqua, stesa sottile e tagliata in nastri. Non era un piatto da forno, ma piuttosto una base per pietanze o un contorno. La tradizione greca della pasta sfoglia passò poi ai Romani, che la adattarono ai loro gusti. In latino, “laganum” mantenne inizialmente lo stesso significato di sfoglia. Ancora oggi, in alcune regioni del Sud Italia, si usa il termine “lagana” per indicare un tipo di pasta simile a una sfoglia rettangolare.

Lasanum: il recipiente che dà il nome al piatto

Il salto decisivo avvenne quando il nome del contenitore cominciò a essere usato per indicare ciò che vi si cucinava dentro. Il latino “lasanum” (dal greco “lasanon”) designava un vaso di terracotta con piedi, usato per cuocere a fuoco lento. Nel Medioevo, la parola “lasana” o “lasagna” passò a indicare sia la teglia sia il piatto che vi si preparava. È un fenomeno comune in molte lingue: si pensi all’italiano “tortellini” (da “torta”) o all’inglese “casserole”, che indica sia il recipiente che la pietanza. Così, la lasagna divenne il piatto cucinato “nella lasagna”.

La prima testimonianza scritta: il 1028 a Bologna

Quando ho iniziato a studiare la storia della pasta, mi sono chiesto anch’io come fosse possibile risalire con certezza all’origine nome lasagna. La risposta si trova nei “Memoriali Bolognesi”, un registro notarile del 1028 conservato nell’Archivio di Stato di Bologna. In quei documenti, si parla di “lasagne” come di un cibo già noto e forse preparato in occasione di feste o contratti. Non si tratta di una ricetta, ma di un termine usato in modo inequivocabile per indicare un piatto. Questo fa di Bologna il luogo in cui la parola “lasagna” fa la sua prima comparsa ufficiale nella storia.

Per molto tempo si è creduto che il primo riferimento fosse del 1282, ma le ricerche archivistiche più recenti hanno anticipato la data al 1028. In pratica, la lasagna è già consolidata come pietanza ben prima che la pasta all’uovo diventasse popolare in tutta Italia. Il documento bolognese racconta di un lascito testamentario in cui viene citata una “scutella de lasagnis” – una scodella di lasagne. Da quel momento, il nome si diffuse in tutta la penisola, con varianti dialettali come “lasagna” (singolare) o “lasagne” (plurale) a seconda delle regioni.

Dall’utensile al piatto: come cambia il significato

Nei secoli successivi, il termine subì un’evoluzione semantica affascinante. Nel basso Medioevo, “lasagna” indicava sia la teglia di terracotta sia il piatto composto da strati di pasta, ragù e formaggio. Questa doppia valenza è ancora viva oggi: in alcune zone dell’Emilia, si dice ancora “fare la lasagna” per intendere “cuocere in teglia”. In altre regioni, come in Campania, “lasagna” è diventato sinonimo di un piatto unico festivo, arricchito con ricotta, polpettine e uova sode. Il passaggio dall’utensile alla pietanza è avvenuto in modo naturale, perché il contenitore era così caratteristico da dare il nome a ciò che conteneva.

Un esempio lampante di questa evoluzione si trova nei ricettari del Rinascimento. Nel “De honesta voluptate” di Platina (XV secolo), si descrivono “lasagne” preparate con pasta all’uovo, formaggio e spezie, cotte proprio in un significato termine lasanum. A quel punto, la parola era ormai definitivamente associata al piatto, e il contenitore aveva preso un nome diverso (“teglia”, “casseruola”). La lasagna aveva completato la sua metamorfosi: da sfoglia greca e recipiente latino a simbolo della cucina italiana.

Lasagna oggi: tradizione e varianti

Oggi la lasagna è un piatto dalla personalità multipla. A Bologna la ricetta tradizionale prevede pasta all’uovo verde (agli spinaci), ragù di carne, besciamella e Parmigiano-Reggiano. Nel Meridione, invece, si trovano versioni con ricotta, mozzarella, salame e uova sode, cotte in teglia e spesso servite durante le feste. La diffusione globale ha generato varianti creative (con verdure, pesce, senza glutine), ma il nome è rimasto quello, a testimonianza di una storia della lasagna lunga quasi mille anni.

Proprio per questo, quando si dice “lasagna” non si nomina un ingrediente, ma un intero percorso culturale: la pasta dei Greci, la pentola dei Romani, il documento medievale di Bologna, l’arte della cucina italiana. È uno dei pochi casi in cui il nome racconta più della ricetta.

Due ipotesi a confronto: dal greco laganon al latino lasanum

Quale radice ha davvero dato il nome alla lasagna? Ecco le due principali teorie a confronto.

Origine greca: laganon

• Non spiega il legame diretto con la teglia da forno, elemento centrale della lasagna moderna.

• Passa ai Romani come 'laganum', poi si specializza nel Medioevo come 'lagana' (sfoglia) in alcune regioni italiane.

• Sfoglia di pasta tirata sottile, tagliata a strisce; non era un piatto da forno ma un elemento di base.

Origine latina: lasanum (confermata dai documenti)

• Spiega l'associazione con la teglia, il metodo di cottura e la persistenza del nome nel tempo, supportata da fonti archivistiche.

• Nel Medioevo 'lasana' e 'lasagna' passano a indicare il piatto cotto nel recipiente. Prime attestazioni scritte (1028) confermano questo uso.

• Recipiente di terracotta (pentola) usato per cuocere a fuoco lento; termine di origine greca ma latinizzato.

Entrambe le radici hanno contribuito alla storia della lasagna: il greco 'laganon' spiega la natura della pasta, mentre il latino 'lasanum' spiega l'origine del nome come piatto da forno. Le fonti medievali, a partire dal 1028, confermano che il termine prevalente era legato al contenitore. Perciò, sebbene entrambe le tradizioni siano importanti, l'etimologia più accreditata è quella che parte da 'lasanum'.
Se vuoi approfondire la terminologia corretta, scopri Come si dice le lasagne o la lasagna?

La riscoperta della lasagna del 1028 a Bologna

Carlo, storico dell'alimentazione e chef per passione, vive a Bologna. Nel 2022, durante una ricerca sui Memoriali Bolognesi, si imbatte nel documento del 1028 che cita una 'scutella de lasagnis'. Decide di provare a ricostruire quella che poteva essere la lasagna originale, ma si scontra subito con un problema: la ricetta non esiste, solo il nome.

Primo tentativo: usa pasta fresca all'uovo, ragù di carne e besciamella, come la lasagna classica di oggi. Il risultato è gustoso, ma Carlo sente di essere fuori strada: nel 1028 non esistevano né il pomodoro né la besciamella. È frustrato, sente di tradire lo spirito storico.

Dopo giorni di studio, capisce che il documento del 1028 si riferiva a un piatto di pasta secca (simile alle lagane greche) cotta in un tegame di terracotta con spezie, formaggio stagionato e forse brodo. Decide di preparare così: impasta solo farina e acqua, stende sfoglie sottili, le taglia a rettangoli e le cuoce a strati in un recipiente di coccio con pecorino, noce moscata e un soffritto di erbe.

Il risultato sorprende i suoi amici: sapore autentico, lontano dalla lasagna moderna ma ricco di storia. Carlo documenta il tutto in un blog di cucina storica e riceve richieste da ristoranti che vogliono proporre una 'lasagna dell'anno Mille'. La sua scommessa: riportare in vita non una ricetta, ma un nome e la sua storia.

Letture Consigliate

La lasagna deriva dal greco 'laganon' o dal latino 'lasanum'?

Entrambe le radici hanno influenzato la storia, ma il nome del piatto deriva con ogni probabilità dal latino 'lasanum' (teglia). La parola greca 'laganon' indicava invece la sfoglia di pasta. Nel Medioevo i due elementi si sono fusi, ma il nome è rimasto legato al contenitore.

Quando è stata scritta la prima ricetta della lasagna?

Non esiste una prima ricetta scritta in assoluto. La prima testimonianza del termine è del 1028 a Bologna, ma le ricette dettagliate compaiono nei ricettari del XV secolo, come nel 'De honesta voluptate' di Platina, dove si descrivono lasagne con formaggio e spezie.

Perché si dice 'lasagna' al singolare e 'lasagne' al plurale?

In italiano, 'lasagna' al singolare indica una sfoglia di pasta o, per estensione, il piatto nel suo insieme; 'lasagne' al plurale si riferisce a più sfoglie o al piatto stesso, secondo l'uso regionale. In molte zone si usa il plurale per indicare la pietanza (es. 'le lasagne').

Chi ha inventato il nome 'lasagna'?

Non c'è un singolo inventore. Il nome è nato dall'evoluzione linguistica: dal latino 'lasanum' (teglia) si è passati a 'lasagna' nel linguaggio popolare medievale, e i primi documenti ufficiali (come quello del 1028) ne attestano l'uso già consolidato.

Messaggio Principale

Il nome viene dal contenitore, non dagli ingredienti

Lasagna deriva dal latino 'lasanum' (teglia di terracotta). È uno dei rari casi in cui il nome del piatto racconta il metodo di cottura, non i componenti.

La prima attestazione scritta è del 1028 a Bologna

Un documento notarile bolognese cita una 'scutella de lasagnis', rendendo Bologna la città con la più antica testimonianza del termine.

Il greco 'laganon' ha influenzato la pasta, non il nome

La tradizione greca della sfoglia di pasta è importante per capire la ricetta, ma non è l'origine diretta del nome del piatto.

L'evoluzione del significato è un fenomeno linguistico comune

Passare dal nome del contenitore al nome del piatto (metonimia) avviene in molte culture, come per 'casseruola' o 'tortellini'.