A cosa corrisponde il più che perfetto latino in italiano?

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Il piuccheperfetto latino corrisponde al trapassato prossimo italiano. Esprime unazione passata anteriore ad unaltra azione, anchessa passata. Esempio: fecerat (latino) = aveva fatto (italiano) mentre fecit (latino) = fece (italiano).

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Ok, proviamo a renderlo un po’ più… umano, diciamo.

“Mamma mia, il piuccheperfetto latino! Quante volte mi sono scervellata su ‘sta cosa al liceo! Ma a cosa corrisponde, esattamente, nella nostra bella lingua italiana? Beh, la risposta è semplice, almeno teoricamente: corrisponde al trapassato prossimo.

Ok, ok, lo so, anche solo sentirlo nominare fa venire l’orticaria. Ma proviamo a visualizzarlo. Immaginate una scena: state raccontando una storia, una cosa successa, e a un certo punto vi serve spiegare che prima era successa un’altra cosa ancora. Ecco, il trapassato prossimo entra in gioco lì!

È un’azione che è successa prima di un’altra azione, entrambe nel passato, chiaro no? Tipo… diciamo che avevo già finito di studiare (trapassato prossimo), quando è squillato il telefono (passato remoto, o anche prossimo, dipende dal contesto).

Esempio pratico, prendendo proprio il latino: se in un testo leggo fecerat, la traduzione più precisa sarebbe aveva fatto. Non fece, attenzione! Quello sarebbe il perfetto semplice, tipo fecit. Ricordo ancora la prof, la signora Elena, che ci martellava su questa differenza…

Mi viene in mente una volta, durante un compito in classe. Avevo scritto “aveva costruito” al posto di “costruì” (o forse era il contrario, non ricordo bene). Un disastro! Sembrava una sciocchezza, ma cambiava completamente il senso della frase.

Insomma, il trapassato prossimo è un po’ come un flash back nella narrazione, no? Ci permette di fare un salto indietro nel tempo prima del tempo che stiamo già raccontando. Un po’ complicato? Forse sì. Ma con un po’ di pratica, si impara a domarlo, ve lo assicuro!”