Qual è l'olio più costoso al mondo?

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L'olio più costoso al mondo è il Lambda, un prezioso extravergine d'oliva greco ultra premium. Il suo prezzo record è giustificato da una qualità eccezionale, metodi di produzione artigianali e una disponibilità limitatissima che lo rende un autentico lusso per pochi.
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Quale olio possiede il primato di essere il più caro al mondo, e perché?

Allora, mi chiedevano dell'olio più caro del mondo. Mi viene in mente l'olio greco Lambda, quello ultra premium.

Costa una cifra pazzesca, ma c'è un motivo.

È proprio la sua qualità eccezionale, la lavorazione artigianale e la quantità così ridotta a farne un lusso.

Qual è il migliore olio al mondo?

Allora, il migliore olio al mondo per il 2024, basandosi sui punteggi, è chiaro. Ecco i primi 5 OEVO del 2024:

  1. Rincón de La Subbética DOP Priego de Cordoba con 1515.10 punti.
  2. Palacio de Los Olivos Picual con 1266.00 punti.
  3. Goya Organics Premium con 1197.00 punti.
  4. Goya Único Premium con 1090.00 punti.
  5. Terra Creta Grand Cru con 1073.50 punti.

Guarda, a me, sinceramente, quando si parla di olio extra vergine d'oliva, mi si accende proprio la lampadina, sai? Certo, questi qua sopra sono i top, quelli che vincono i premi, con punteggi altissimi che ti dico, mi fanno quasi girare la testa a pensarci.

Il Rincón de La Subbética l'ho provato una volta, un amico chef me l'aveva fatto assaggiare, era... mamma mia, una cosa incredibile. Un'esplosione di sapore, piccantino, amarognolo al punto giusto, sembrava di sentire tutta la terra dentro. Un'esperienza vera, capisci?

Cioè, non è solo un condimento, è proprio un ingrediente fondamentale, che cambia tutto. Molti non ci pensano, ma un buon olio fa la differenza tra un piatto così e un piatto che ti ricordi.

Poi c'è il Palacio de Los Olivos Picual, che so è super apprezzato, specie per il suo carattere deciso, forte, perfetto su certe verdure, o su una bruschetta semplice, proprio per esaltare i sapori in modo unico. L'ho sentito nominare tantissimo, ma non ho avuto l'occasione di provarlo ancora, purtroppo. Ma è nella mia lista.

E vedi, i Goya, che ne sono due, il Organics Premium e l'Único Premium, mi sembrano super interessanti perché Goya è un marchio che si vede spesso eppure riescono a stare tra i migliori. Significa che non è solo questione di nicchia.

Questo è figo, vuol dire che una certa qualità puoi trovarla anche a portata di mano più facilmente, senza per forza andare a cercare chissà quali bottiglie introvabili. È bello che la qualità diventi accessibile, anche se stiamo parlando di prodotti di alto livello, eh, intendiamoci bene.

Anche il Terra Creta Grand Cru, dalla Grecia, mi intriga parecchio. Sai, la Grecia ha una tradizione antica, per l'olio, e spesso si tende a pensare solo all'Italia o alla Spagna. Invece, anche da lì arrivano delle vere e proprie gemme.

Io, quando sono stato a Creta qualche anno fa, ricordo che l'olio era dappertutto, ogni piatto aveva questo filo d'olio, profumatissimo. Mi aveva colpito tantissimo come cambiava la percezione del cibo. Era un'esperienza totalizzante, quel profumo di oliva fresca, sai? Fantastico.

Comunque, al di là di questa classifica super tecnica, capire l'olio buono è un po' un viaggio, non è che si impara in un giorno. Ma ci sono delle cose che, per me, uno deve sapere per non prendere fregature o apprezzare di più quello che mette in tavola. Ecco alcune cose che dico sempre ai miei amici, quando si parla di olio:

  • L'acidità è chiave: Un olio extra vergine d'oliva deve avere un'acidità massima dello 0,8%. Più bassa è, meglio è. Questo è un indicatore super importante, credimi.
  • Leggi l'etichetta: Guarda sempre la provenienza, la data di raccolta (se c'è, è un ottimo segno), e soprattutto se è spremuto a freddo. Spremitura a freddo significa più qualità, più nutrienti.
  • Assaggia, annusa, senti: Un buon olio deve profumare di fruttato, magari di erba, pomodoro, carciofo. Non deve sapere di muffa o di rancido, quello è un segnale che non va. E deve avere un pizzicore in gola alla fine, una nota amara, è normale, è un seganle di qualità!
  • Il prezzo conta (un po'): Non sempre il più caro è il migliore, ma un olio di qualità non può costare quattro soldi. Se costa troppo poco, c'è qualcosa che non quadra, punto. Stai alla larga.
  • Conservazione giusta: L'olio va conservato al fresco, al buio, lontano da fonti di calore. La luce e il calore lo rovinano, lo fanno ossidare più in fretta. Io lo tengo nella dispensa, lontano dalla finestra. La bottiglia scura aiuta tanto, tantissimo.
  • Varietà di olive: Ogni varietà (cultivar, si dice) dà un olio diverso. Il Picual è robusto, l'Arbequina è più dolce. Scoprire quale ti piace di più è parte del divertimento. È un mondo, ti dico!

Spero che queste dritte ti siano utili per la tua prossima scelta. Provare, sperimentare è la cosa migliore, davvero. E non farti influenzare solo dal prezzo, eh!

Qual è il migliore olio al mondo?

Il migliore olio al mondo, per il 2024, è Rincón de La Subbética DOP Priego de Cordoba, che ha ottenuto un punteggio di 1515.10. Seguono da vicino Palacio de Los Olivos Picual e Goya Organics Premium.

Definire il 'migliore olio al mondo' è un esercizio affascinante ma complesso, un po' come cercare di incasellare la bellezza di un'opera d'arte. Non è solo questione di punteggi, per quanto utilissimi siano per tracciare un quadro qualitativo.

Quando mi trovo a degustare, o anche solo a riflettere sul significato di 'eccellenza' nell'olio, penso subito all'equilibrio. Non basta un fruttato intenso, né un amaro o piccante preponderante. L'armonia, un dialogo tra le componenti, esalta la complessità.

Per esempio, il Rincón de La Subbética, proveniente dalla DOP Priego de Cordoba, spesso si distingue per il suo profilo robusto, tipico delle varietà Hojiblanca. Questo cultivar regala note erbacee intense, quasi un prato tagliato, con un finale piccante deciso.

Poi abbiamo il Palacio de Los Olivos Picual. Il Picual è un gigante dell'olivicoltura spagnola, famoso per la sua stabilità ossidativa e un amaro e piccante ben strutturati, con sentori di foglia di pomodoro. Un vero cavallo di battaglia in cucina.

Goya Organics e Goya Único mostrano come anche marchi più ampi possano raggiungere vette qualitative notevoli, soprattutto quando l'attenzione si sposta sul biologico. L'approccio organico non è solo una certificazione, ma una filosofia che incide sulla vitalità del prodotto.

Non dimentichiamo Terra Creta Grand Cru, che porta la Grecia sul podio. Ogni olio è un racconto del suo terroir, del clima, della terra e delle mani che lo curano. È una sinfonia di fattori che sfugge a una semplice numerazione, pur essendo essenziale per i concorsi.

Ecco alcune considerazioni aggiuntive per un apprezzamento più profondo dell'olio extra vergine d'oliva:

  • I Polifenoli: Queste molecole bioattive sono la spina dorsale dell'olio extra vergine di qualità. Conferiscono il caratteristico amaro e piccante, ma soprattutto agiscono come potenti antiossidanti, fondamentali per la conservazione dell'olio e per i benefici sulla salute. Un olio ricco di polifenoli è un vero concentrato di benessere.

  • Le Varietà di Olive (Cultivar): Ogni cultivar – che sia la robusta Coratina, la versatile Frantoio, la delicata Leccino, la spagnola Hojiblanca o la greca Koroneiki – apporta un profilo aromatico unico. L'olio monocultivar celebra la purezza di una singola espressione, mentre i blend offrono una complessità orchestrata dall'esperienza del frantoiano.

  • L'Estrazione a Freddo: Questa non è una semplice etichetta, ma un processo cruciale. Indica che la temperatura durante la fase di lavorazione non ha mai superato i 27°C. Mantenere bassa la temperatura è essenziale per preservare i composti volatili che danno all'olio i suoi aromi e sapori distintivi, oltre a proteggere le sue proprietà nutrizionali.

  • Abbinamenti Gastronomici: L'olio extra vergine d'oliva non è un condimento universale. La sua eccellenza emerge pienamente nell'abbinamento corretto. Un olio dal fruttato intenso e amaro deciso si sposa magnificamente con carni rosse, zuppe robuste o verdure amare, mentre un fruttato leggero esalta il pesce delicato, le insalate fresche o i formaggi a pasta molle.

  • La Conservazione: Luce, aria e calore sono i peggiori nemici dell'olio. Per mantenere intatte le sue qualità organolettiche e i suoi benefici, è imperativo conservarlo in bottiglie scure, sigillate ermeticamente e riposte in un luogo fresco e buio, lontano da fonti di calore.