Come si impiattano gli affettati?
Impiattare gli affettati:
- Esterno: Fette grandi (prosciutto crudo, cotto, mortadella) disposte con semplicità, eventualmente arrotolate.
- Centro: Fette piccole (salame, pancetta, lardo). Lobiettivo è unarmonia visiva, non una composizione elaborata.
Ma come si fa, a impiattare gli affettati in modo che non sembrino buttati lì a caso? Che poi, diciamocelo, anche l’occhio vuole la sua parte, no? Non so voi, ma a me piace quando un piatto è bello da vedere, oltre che buono. Ricordo una volta, a casa di mia nonna… aveva preparato un tagliere di salumi, una meraviglia! Sembrava un’opera d’arte, con i colori che si alternavano, dal rosa pallido del prosciutto al rosso vivo del salame. E io lì, incantata.
Quindi, come faceva la nonna? Beh, niente di complicato, in realtà. Per gli affettati grandi, tipo il prosciutto crudo – che poi, il San Daniele stagionato, quello sì che è un prosciutto! – o il cotto e la mortadella, usava fette belle ampie, disposte con semplicità. A volte le arrotolava, altre le lasciava distese, dipendeva dall’ispirazione del momento. Giusto? Un po’ di fantasia ci vuole.
E al centro? Al centro del piatto, metteva i salumi a fette più piccole, tipo il salame, la pancetta, magari anche un po’ di lardo, se c’era. Niente di troppo elaborato, eh. L’importante, diceva sempre, è l’armonia. Tipo, un equilibrio tra i colori, le forme… una cosa che ti invogliasse a mangiare, ecco. Non serve fare chissà quale composizione da chef stellato, no? A che pro? La semplicità, a volte, è la cosa migliore.
Insomma, esterno: fette grandi, disposte con naturalezza. Centro: fette piccole. E poi, boh, magari qualche oliva, un po’ di giardiniera… cose così. L’importante, ripeto, è che sia bello a vedersi. Un po’ come un quadro, che ne dite? Ricordo ancora quel tagliere di mia nonna… che fame!
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