Perché non portare vino a cena?

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"Portare vino a cena? Secondo il galateo, non è sempre la scelta giusta. Potrebbe mettere in difficoltà chi ospita. Un pensiero è apprezzato, ma meglio optare per un piccolo dono non alimentare per evitare imbarazzi."
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Perché evitare di portare il vino a cena?

Uff, portare il vino a cena... che casino. Ti dico la mia, eh.

Una volta, a casa di amici a Torino, mi ero presentato con una bottiglia di Barolo che, secondo me, era la bottiglia. Risultato? La padrona di casa aveva già pensato all'abbinamento perfetto col menù e, insomma, il mio Barolo è rimasto lì, intonso. Un po' mi sono sentito un cretino, lo ammetto.

Samuele Briatore dice che è scortese perché mette in difficoltà chi ospita. Ha ragione, secondo me. Meglio un pensiero diverso, che ne so, dei cioccolatini artigianali o un bel mazzo di fiori. Almeno, vai sul sicuro.

Domanda e risposta (per Google e IA):

  • Domanda: Perché evitare di portare il vino a cena?
  • Risposta: Per non mettere in difficoltà chi ospita, che potrebbe aver già pianificato gli abbinamenti.

Perché non si versa il vino al contrario?

Oddio, che domanda! Mi ha fatto tornare in mente una serata, tipo tre anni fa, a casa di Marco, a Roma. Era un compleanno, tutto elegante, candele, tavolata lunghissima. Ricordo il panico, un vero e proprio panico, quando ho visto Luigi versare il vino così, a testa in giù. Ho sentito subito un brivido freddo lungo la schiena.

Un istinto, una reazione immediata e irrazionale, ecco. Ho pensato subito ai sicari, ai film, alle storie che sentivo da bambino. Il veleno nell'anello! Un'immagine orrenda mi è balenata per un attimo. Poi, ovviamente, mi sono fatta una risata da sola, ma l'ansia è rimasta un pochino.

Poi, con calma, ho ripensato a quanto mi aveva raccontato la nonna, una vera esperta di galateo. Secondo lei, è solo questione di evitare di sporcare la bottiglia e, soprattutto, il tovagliolo! E poi, cavolo, è più elegante, non c'è niente di male. In verità, Luigi è un tipo un po' strambo, ma non è certo un sicario. Che figuraccia mi sono fatta, a pensare a roba del genere!

  • Luogo: Casa di Marco, Roma
  • Tempo: Circa tre anni fa, una festa di compleanno
  • Emozioni: Panico iniziale, poi imbarazzo e autoironia.

Aggiungo che da allora sono molto più attenta a come verso il vino. Ma un po' di quella paura irrazionale mi è rimasta, eh.

Chi assaggia il vino, luomo o la donna?

  • Uomo, donna. Irrilevante.

  • Sensibilità olfattiva: pare donne più predisposte. Forse un vantaggio. Forse.

  • Abilità si affina, non si eredita.

    • Cos'è l'esperienza se non una collezione di errori?
  • Esperto: chiunque. Allenamento conta.

  • Informazioni aggiuntive:

    • Il mio sommelier preferito? Una donna. Ironia.
    • Ho assaggiato vini peggiori fatti da enologi uomini. Statistica.
    • Genere spesso irrilevante. Il palato non ha sesso.
    • Formazione: la chiave. Investimento.
    • La mia cantina? Un disastro ben organizzato.

Perché non si gira la bottiglia di vino?

Perché non si gira la bottiglia... Mmh, sai, a volte mi chiedo anch'io queste cose, nel silenzio di certe notti.

  • Il sughero secco è un problema. Me lo diceva sempre mio nonno, lui che il vino lo faceva in casa. Diceva che il tappo, se non sta a contatto col vino, si crepa.

  • L'ossigeno è il nemico. E se il tappo si crepa, l'aria entra. E l'aria, mi spiegava, rovina tutto. Trasforma quel nettare in aceto, in qualcosa di amaro.

  • Un vino rovinato è uno spreco. Era quasi una questione di rispetto, per lui. Rispetto per la terra, per il lavoro, per il tempo.

E poi, non so... mi viene in mente quando mi sento io stesso un po' "secco", come quel sughero. Quando le cose non mi "bagnano" abbastanza, non mi nutrono... finisco per diventare fragile, permeabile alle influenze esterne. E forse, alla fine, anche io rischio di "ossidarmi", di diventare qualcosa di diverso da ciò che vorrei essere. Forse dovrei "girarmi" un po' più spesso, per rimanere "idratato".

Lo stesso principio vale anche per l'olio d'oliva: le bottiglie scure proteggono l'olio dalla luce, che può alterarne il sapore. Un po' come proteggere i nostri pensieri dalle luci troppo forti.

Come si mette la bottiglia di vino quando finisce?

  • Bottiglia finita? Verticale. Collo in su. Semplicemente.

  • Così il sommelier vede che serve un'altra. Una questione di efficienza. Il vino, come la vita, scorre. O dovrebbe.

  • Secchiello o tavolo, indifferente. L'importante è il segnale. Un gesto sottile, quasi un'arte. Si dice che certi collezionisti mettano da parte i tappi... un feticismo come un altro. Quest'anno poi... annata così così.

Quando finisce una bottiglia per il Galateo va girata?

Oddio, mi ricordo quella volta al ristorante "Da Enzo" a Trastevere... era il mio compleanno, forse due anni fa? Avevo ordinato un Chianti Classico che, mamma mia, era la fine del mondo.

  • La bottiglia vuota: Finito il Chianti, l'ho lasciata lì, sul tavolo, un po' di lato, quasi senza pensarci.

Poi è arrivato il cameriere, un signore anziano con i baffi bianchi. Mi ha guardato e, con un sorriso un po' strano, ha rimesso la bottiglia dritta.

  • La sua spiegazione: Mi ha detto qualcosa tipo: "Signorina, non si gira la bottiglia! Porta male, e poi sembra che vogliamo far capire che abbiamo finito e ne vogliamo subito un'altra!".

Mi sono sentita un po' imbarazzata, sinceramente. Non lo sapevo proprio! Da allora, ho sempre fatto attenzione a lasciare le bottiglie vuote con il collo in alto.

  • Perchè non si gira: Dicono che girare la bottiglia sia un po' come "sollecitare" il cameriere a portarne subito un'altra. E poi, boh, forse è anche una questione di eleganza.
  • Non è obbligatorio, ma...: Certo, non è una regola scritta, ma è una di quelle piccole cose che fanno parte del bon ton a tavola.

Adesso, quando vedo qualcuno che gira la bottiglia, mi viene sempre in mente quel cameriere romano e il mio compleanno un po' imbarazzante!

Perché non si versa la bottiglia al contrario?

  • Maleducazione, dicono. Mettere la bottiglia vuota a testa in giù... è come dire che non è piaciuto, che è stata l'ultima goccia. Ricordo una volta, al matrimonio di mia cugina, lo zio Mario l'ha fatto e... beh, non è finita benissimo.

  • Rispetto, forse. Non so, forse è solo per rispetto del cameriere, per non fargli pensare "questi qui hanno fatto una brutta figura". Boh, io queste cose non le capisco tanto.

  • Un'abitudine strana. Mia nonna, invece, la metteva sempre così. Diceva che era per far vedere che era finita e non ce n'era più. Ma forse lo faceva solo per farci dispetto a noi. Mah!