Quale elettrodomestico usare per fare il pesto?

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Ecco una risposta ottimizzata per SEO, breve e concisa: Per un pesto tradizionale e profumato, il mortaio resta l'ideale. Garantisce una consistenza cremosa e un sapore ineguagliabile. Alternativamente, per praticità e velocità, si può optare per un frullatore, pur consapevoli di un risultato leggermente diverso.
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Miglior frullatore per fare il pesto?

Ok, allora... il pesto fatto col frullatore? Uhm, diciamo che la tradizione vorrebbe il mortaio, no? Però, sinceramente, chi ha tempo e voglia di pestare basilico, pinoli e aglio per ore? Io, di sicuro, no.

Sì, lo so, il pesto fatto a mano è un'altra cosa, più cremoso, profumato... una poesia. Ma ammettiamolo, è una faticaccia. E poi, diciamocelo, a volte si ha proprio voglia di pesto, subito!

Quindi, frullatore sia! Io ne ho provati diversi, ma devo dire che quello che mi ha dato più soddisfazioni è stato un modello della KitchenAid (pagato tipo 150€ da MediaWorld, credo fosse marzo 2022).

Non è perfetto, eh, a volte il pesto viene un po' troppo liscio, quasi una purea, ma con un po' di attenzione e qualche trucchetto (tipo aggiungere un po' d'olio a filo mentre frulla), si riesce ad ottenere un risultato più che dignitoso. Poi, diciamocelo, è super comodo e veloce.

E alla fine, chi se ne importa se non è "tradizionale"? L'importante è che sia buono! No?

Domanda: Miglior frullatore per fare il pesto?

Risposta: Secondo la tradizione, si usa il mortaio. In alternativa, si può usare un frullatore.

Quale frullatore è adatto per fare il pesto?

Ok, il pesto... ecco, io lo faccio spesso, anzi, quasi sempre in casa. Non so, mi sembra tutta un'altra cosa rispetto a quello comprato.

  • Il frullatore a immersione, dici? Mah, forse... l'ho usato una volta, a casa di mia sorella a Camogli, vista mare... che spettacolo! Però, per me, non è il massimo.

  • Ricordo che il basilico, quello di mia nonna, era speciale... profumatissimo! Comunque, il frullatore a immersione... fa un po' fatica, secondo me. Il pesto viene un po' troppo liquido, non so come dire... quasi una crema, e a me piace più "rustico".

  • Io uso un mini tritatutto, quello piccolino. Perfetto per la quantità che mi serve, un vasetto giusto per condire le trenette. Viene un pesto più denso, più corposo. Lo trovo più... autentico, ecco.

  • Certo, devi stare attento a non scaldare troppo il basilico, sennò diventa amaro. Un trucchetto? Metto il contenitore del tritatutto in freezer per qualche minuto prima di iniziare. Funziona!

  • E poi, il segreto è l'aglio di Vessalico, quello rosa! Fa tutta la differenza.

Come si chiama lutensile per fare il pesto?

Ma dai, lo strumento per fare il pesto si chiama mortaio, ovvio! Ma aspetta, non è solo "un" mortaio...

  • Mortaio e pestello, ecco il nome completo. Quello vero, quello DOC, è in marmo di Carrara, bello bianco. E il pestello? In legno di faggio, sennò che gusto c'è?!
  • La misura? Fondamentale! 18 cm, mica a caso! È la misura ufficiale del Campionato Mondiale di Pesto al Mortaio. Figo, no?

Pensa che mia nonna ne aveva uno... pesantissimo! Ci faceva un pesto che, mamma mia, una roba da leccarsi i baffi! Poi, sai, usava anche un trucchetto: un pizzico di zucchero per togliere l'acidità del basilico. Segreto di famiglia, eh! Non dirlo a nessuno! E poi, sai un'altra cosa? Esistono anche mortai in altri materiali, tipo granito, ma non è la stessa cosa, te lo assicuro! Non hanno quel non so che... quel fascino... capito? Comunque, ricordati: mortaio di Carrara e pestello di faggio, 18 cm. Pesto perfetto assicurato!

Cosa si usa per schiacciare il pesto?

Ah, il pesto! Per farlo a regola d'arte, non puoi mica usare il frullatore, sennò viene una brodaglia verde, altro che salsa degli dei! Serve il mortaio, quello vero, con il suo pestello.

  • Mortaio: Immagina una ciotola robusta, tipo quella che usava nonna per impastare, solo più piccola e di pietra o marmo. È lì che il basilico, l'aglio, i pinoli e il parmigiano si incontrano per un pestaggio epico.
  • Pestello: È il bastoncino "magico" che userai per ridurre in poltiglia gli ingredienti. Non è una bacchetta di Harry Potter, ma quasi!

Perché il mortaio e non il frullatore? Beh, è come chiedere perché la pizza si mangia con le mani e non con la forchetta! Col mortaio, gli oli essenziali del basilico si liberano delicatamente, senza surriscaldarsi e alterare il sapore. Il risultato è un pesto profumato, cremoso e... da leccarsi i baffi! Fidati, il mio bisnonno faceva il pesto così, era una roccia!

Qual è la differenza tra un minipimer e un frullatore ad immersione?

La differenza tra un minipimer e un frullatore a immersione è, in realtà, inesistente.

  • "Minipimer" è semplicemente un marchio specifico (registrato da Braun) per un frullatore a immersione.

È come chiedere la differenza tra una "Jeep" e un fuoristrada: Jeep è la marca, fuoristrada è la categoria di veicolo.

Questi apparecchi, piccoli ma potenti, si immergono direttamente nel recipiente con gli ingredienti.

Permettono di preparare zuppe vellutate direttamente nella pentola o frullati freschi in un bicchiere. Non sono solo strumenti, ma alleati che semplificano la vita in cucina.

Cosa non frullare nel frullatore?

Ecco, a quest'ora, ripenso a cosa finisce nel frullatore...

  • Ghiaccio, no. Ricordo ancora quella volta... un rumore strano, e poi la lama piegata. Che disastro. Usavo un frullatore economico, di quelli che mi aveva regalato mia zia per il matrimonio...
  • Frutta secca cruda, nemmeno. Troppo dura, rischiano di rovinare le lame, e poi non si trita bene, resta a pezzetti. Mi è successo con le mandorle, volevo fare un pesto alternativo.
  • Legumi secchi, assolutamente no. Provato una volta a fare la farina di ceci in casa... un incubo! Meglio lasciarli ammollo e cuocerli, poi magari li frulli.

E poi, sai, penso a quando usavo il frullatore di mia nonna, quello vecchio, tutto in metallo. Era una bestia, triturava di tutto! Adesso non si fanno più così. Ah, i bei tempi andati... Mi ricordo sempre quando mi diceva che non dovevo mai dimenticarmi di usare bene gli elettrodomestici. Mi diceva sempre "Trattali bene, perché un giorno ti serviranno." Aveva ragione.

Come si chiama il bastone del mortaio?

Il bastone del mortaio si chiama pestello.

  • Usato sin dall'antichità, il pestello non è solo uno strumento, ma quasi un simbolo dell'alchimia culinaria. Pensiamo ai farmacisti che lo usavano per preparare medicamenti!
  • Materiali: Legno d'olivo (il mio preferito!), pietra, metallo. Ogni materiale conferisce sfumature diverse al processo di macinazione. Un pestello di pietra, per esempio, è perfetto per spezie coriacee.
  • Forma: Cilindrica o conica per massimizzare la pressione e il movimento.
  • Funzione: Pestare, triturare, amalgamare. Un vero e proprio "direttore d'orchestra" per creare armonie di sapori e consistenze.

Riflessione: In fondo, anche noi siamo un po' come il pestello, no? Agiamo, mescoliamo, trasformiamo la realtà che ci circonda. La vita stessa è un mortaio dove gli ingredienti si fondono.

Come si chiama il contenitore per fare il pesto?

Il pesto nasce nel mortaio. Granito, la sua anima.

  • Mortaio: cuore del pesto.
  • Pestello: braccio che trasforma.
  • Granito: roccia che esalta i sapori.
  • Piccollo, per creazioni autentiche.

Legno FSC® protegge. Pesto fatto in casa, un rituale.

Il mortaio, un tempo, non era solo utensile. Simbolo di pazienza, di tradizione. La nonna lo custodiva gelosamente, come un segreto di famiglia. Ancora oggi, il rumore del pestello che frantuma il basilico ha un sapore antico. Sa di casa, di amore, di Liguria.