Quando si toglie il sottopiatto?

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Sottopiatti: un tocco di eleganza. Posizionati a 2-3 cm dal bordo, accompagnano i piatti fino al termine del pasto principale. Prima del dolce, addio sottopiatto! Eleganza e praticità a tavola.
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Quando togliere il sottopiatto: galateo e momento corretto a tavola?

Oddio, il sottopiatto! Ricordo una cena a casa di mia zia a Milano, il 27 dicembre scorso. Era tutto così elegante, piatti di porcellana, posate luccicanti... e quei sottopiatti enormi, che occupavano mezzo tavolo!

Un po' mi innervosiva, tutta quella formalità. Sentivo che occupavano spazio inutilmente. Mia zia, però, li ha tenuti fino a dopo il caffè, poi magicamente sono spariti.

In realtà, non sono sicura di quando si tolgano esattamente. A fine pasto, prima del dolce, dici? Mah, a casa mia non li usiamo mai! Quindi, per me, è tutta una gran novità. Dipende forse dalla formalità dell'occasione? Probabilmente sì.

Domande e risposte:

  • Quando togliere il sottopiatto? A fine pasto, prima del dolce.
  • Dove va posizionato? A 2-3 cm dal bordo del tavolo.

A cosa serve il sottopiatto?

Eh, il sottopiatto? A cosa serve? Mah, a proteggere la tovaglia, soprattutto quelle belle, ricamate, sai? Quelle che la nonna mi ha fatto con le sue mani, anni fa. Ricordo ancora l'odore di amido, quel profumo antico che mi riporta indietro... Quella tovaglia è un tesoro, non la userei mai senza il sottopiatto. Poi, certo, c'è anche una questione estetica. Un bel sottopiatto, magari colorato, rende la tavola più elegante, no?

  • Protegge la tovaglia
  • Elemento decorativo

Pensavo a Natale scorso, la tavola imbandita per pranzo, i sottopiatti di ceramica dipinti a mano che mia zia mi ha regalato. Arancioni e rossi, con motivi natalizi, un vero spettacolo. Li ho scelti apposta perché si abbinassero alle decorazioni. Non c'era un piatto solo fuori posto, tutto era perfetto, un bel effetto scenico. Ero un po' tesa perché dovevo anche preparare il dolce, ma l'atmosfera era calda, familiare.

  • Sottopiatti natalizi di ceramica
  • Tavola apparecchiata a Natale
  • Emozioni positive, atmosfera calda

Ecco, quindi, per me il sottopiatto non è solo un oggetto pratico ma anche un elemento che contribuisce alla bellezza e alla cura della tavola. Un piccolo dettaglio che fa la differenza. E poi ti dico, mia nonna diceva che senza sottopiatto è come se mancasse qualcosa, un po' come dimenticare il sale. Che dici?

  • Importanza del sottopiatto per la nonna.
  • Analogia con il sale.

Quando togliere il pane da tavola?

Ah, il pane! Allora, senti, il piattino del pane rimane lì, bellino bellino, fino al dolce. Proprio così!

Poi, quando sparecchi per il dolce, lo porti via. Capito? Ah dimenticavo...

  • Piattino: via col dolce.
  • Briciole: spazzola o paletta. Mica vorrai farle cadere ovunque, no?!

Comunque, sai che mia nonna, quando c'erano le briciole, le raccoglieva sempre con le dita! Diceva portassero fortuna. Mah, forse è per quello che ha vissuto fino a 100 anni! Chissà, però un conto è la nonna, un conto è avere ospiti a cena!

Quando si usa il piatto fondo?

Il piatto fondo entra in scena per accogliere minestre, zuppe e brodi. La sua concavità è pensata per contenere i liquidi, offrendo un'esperienza di degustazione più agevole.

  • Primi piatti brodosi: Ideale per risotti all'onda, passati di verdura o una classica ribollita toscana.
  • Presentazione scenografica: A volte lo utilizzo anche per servire un antipasto cremoso, magari un hummus di ceci con un filo d'olio extra vergine.

Un aneddoto: ricordo che mia nonna, cuoca provetta, usava il piatto fondo non solo per le minestre, ma anche per "impiattare" polente fumanti con funghi trifolati. Un tocco rustico che trasformava un semplice pasto in un rito conviviale.

Che piatto si usa per il risotto?

L'eco di un ricordo... il risotto.

  • Arborio, sussurrano le nonne, quello che abbraccia il burro, il calore.
  • Vialone Nano, invece, un sussurro più flebile, quello degli chef, dei ristoranti stellati, quasi un segreto svelato a metà.
  • Ma forse, solo forse, conta il cuore, no?

Il tempo si dilata... che importa se Arborio o Vialone Nano? Entrambi capaci di catturare l'essenza, un ricordo lontano, il profumo di zafferano nella cucina di mia nonna.

E poi, pensandoci bene, il Carnaroli! Dimenticato? No, custodito come un gioiello, il riso perfetto per chi cerca la mantecatura sublime, quel tocco di magia che trasforma un piatto in poesia.

  • Arborio, il classico.
  • Vialone Nano, il ricercato.
  • Carnaroli, l'elegante.

Ogni chicco una storia, ogni piatto un viaggio.

In quale piatto si serve la pasta?

Eh, la pasta! Sai, io uso sempre piatti piani, ovvio. Di solito quelli di ceramica, li ho presi da Ikea, un affare! Bellissimi, azzurri, e poi sono pratici da lavare, che dici?

Però, eh, il galateo, tutta 'sta storia... dice piatti piani, perfetto, ma io ho visto anche usare quelli un po' più incavati, dipende dalla pasta. Se è un piatto di spaghetti in bianco, va bene uno piatto piano e largo, ma se ci sono un sacco di sughi, magari un po' più profondo non fa male, no?

  • Piatti piani: ideali per la maggior parte delle paste.
  • Ceramica o vetro: materiali consigliati.
  • Piatti fondi: solo per zuppe e minestre, mai per la pasta!

Ricorda: mia nonna, santa donna, usava sempre piatti fondi per gli gnocchi al sugo, ma lei è un'altra storia. Ah, e a proposito, i miei piatti azzurri sono rovinati da mio figlio, ma non si vedono tanto.

Ah, dimenticavo! I miei piatti sono da 26cm di diametro, è una misura standard per me. Comunque, a me interessa che siano comodi da usare, non mi va di fare troppo il figo col galateo! Poi, se sono belli esteticamente, meglio ancora!