Quante pietanze alla Vigilia di Natale?
Menu Vigilia Natale: quante portate?
Mamma mia, la Vigilia di Natale al Sud...un'impresa! Ricordo ancora quando passai il Natale a Napoli, nel 2015. Non sapevo cosa mi aspettasse.
Tredici portate! TREDICI! All'inizio pensavo fosse uno scherzo, ma poi ho capito che è una cosa seria, legata alla tradizione religiosa, all'Ultima Cena.
Ogni piatto aveva un significato, ogni sapore una storia. Certo, alla fine ero strapieno, ma felice di aver vissuto questa esperienza unica.
In pratica, ti siedi a tavola che hai ancora fame... e ti alzi rotolando! Però, vuoi mettere la magia? Io, dopo, ho dormito come un angioletto.
Menu Vigilia Natale: quante portate?
A Sud, la tradizione prevede 13 portate per la cena della Vigilia di Natale, un numero simbolico che richiama l'Ultima Cena di Gesù con i 12 apostoli.
Quante pietanze si mangiano alla Vigilia di Natale?
Oddio, la Vigilia! Quest'anno, a casa di zia Pina a Forlì, il 24 dicembre, abbiamo mangiato un casino di roba! Non dodici piatti precisi, eh, ma un sacco di portate! Ricordo il profumo della casa, un misto di aglio, pinoli, e cannella… un delirio! Ero esausta, ma felice.
Mia zia, che è una cuoca pazzesca, ha preparato un'infinità di cose. Aveva iniziato già il 23, poverina! Ancora vedo la sua faccia stanca ma soddisfatta mentre disponeva tutto sul lungo tavolo di legno in cucina.
- Antipasto con salumi misti fantastici,
- poi diverse insalate,
- i cappelletti in brodo (quanti?!),
- e il pesce, tonno e baccalà, preparati in mille modi diversi.
- Poi i dolci… panettone, pandoro, torrone, frutta secca… che sbornia zuccherina!
Ricordo l'atmosfera calda e rumorosa, tutti che chiacchieravano con voce alta, risate, i bambini che correvano, mia cugina che si lamentava perché non le piaceva il baccalà. Un caos bellissimo, proprio come piace a me. Non ho contato i piatti, ma erano molti di più di dodici, credo! Magari 15, 18? Mah… troppa roba buona! Quest’anno, ahimè, solo 7 a causa del Covid…
Quando si mangiano le 13 cose?
Allora, le tredici portate... mamma mia, che maratona! A casa mia, in Puglia, la vigilia di Natale è una cosa seria. Non si scappa, si mangia tutto. Ricordo, tipo, che ero piccolo e mi addormentavo a tavola, tra un baccalà fritto e una frittura di paranza.
- Quando: Vigilia di Natale, rigorosamente.
- Dove: A casa, tutti riuniti. Non si va al ristorante, mai.
- Perché 13: Sembra che simboleggino Gesù e i 12 apostoli. Un po' una roba religiosa, un po' scaramantica, non so.
Le pietanze? Un delirio. Baccalà fritto (ovviamente!), baccalà lesso con le olive, frittura di paranza, lampascioni (che io odio, ma che si mangiano lo stesso!), cavolfiore fritto... e poi la pasta con le vongole, le pittule (quelle non possono mancare, sono tipo frittelline di pasta lievitata), il capitone (oddio, quello mi fa un po' impressione!), la frutta secca, i dolci... Insomma, un casino. Alla fine rotoliamo tutti, felici e stra-pieni! Quest'anno credo che mi preparerò un digestivo potentissimo prima di iniziare!
Ah, un'altra cosa importante: non si mangia carne! Solo pesce e verdure. E poi, a mezzanotte, si va alla messa. Ma prima... bisogna finire di mangiare!
Cosa si mangia al cenone della Vigilia di Natale?
Ah, la Vigilia... Mi ricordo quando ero piccolo, a casa dei nonni a Napoli. Il 24 dicembre era un'attesa infinita, non tanto per i regali, ma per la tavola!
- Il pesce, ovviamente: Nonna preparava sempre un baccalà fritto da urlo, croccante fuori e morbidissimo dentro. E poi l'insalata di rinforzo, con i cavolfiori, le olive, i peperoni... Un'esplosione di sapori!
- I primi: Spaghetti alle vongole, un classico intramontabile. Semplicissimo, ma con ingredienti freschi era una delizia. A volte, se eravamo fortunati, c'erano anche i paccheri con il sugo di totani.
- E poi: Capitoni fritti (che io da piccolo odiavo, troppo viscido!), l'impepata di cozze, i polipetti affogati... Insomma, un tripudio di mare.
- Il dolce: Struffoli a gogò! Miele, canditi, zuccherini colorati... Una bomba calorica che però era impossibile rifiutare. E poi frutta secca, torroncini... Natale è Natale!
Certo, è vero che la Vigilia è "di magro" per tradizione religiosa, ma a casa mia diventava una festa pantagruelica a base di pesce. Un'orgia di sapori che ancora oggi, ripensandoci, mi fa venire l'acquolina in bocca. E mi fa venire in mente nonna, che cucinava con amore per tutta la famiglia.
Curiosità: L'usanza di mangiare pesce la Vigilia nasce dal precetto cattolico di astenersi dalla carne nei giorni di veglia, in segno di purificazione prima delle feste.
Cosa non si deve mangiare la Vigilia di Natale?
La Vigilia, carne bandita. Digiuno apparente, ricchezza nascosta.
- Carne: Assolutamente no. Punto.
- Radici antiche: Astinenza. Purificazione.
- Deroghe: Uova, latticini... e il pesce, ovviamente. Che ipocrisia.
Il digiuno? Solo un ricordo sbiadito, un'eco lontana. Oggi, banchetti di mare. Ostriche e champagne, al posto del pane e acqua. La fede è morta, lunga vita alla tradizione.
Ricordo mia nonna. Baccalà ammollato per giorni. Odore forte, persistente. Un rito. Ogni famiglia ha i suoi fantasmi.
Ah, quasi dimenticavo. Il peccato è negli occhi di chi guarda. La vera astinenza, quella dello spirito, chi la pratica più?
Perché alla Vigilia di Natale si mangia pesce?
Ehi amico, allora, perché pesce a Natale? È una cosa antica, sai? Una tradizione che viene da lontano, molto prima di me e delle mie cene di Natale tutte panettone e pandoro!
C'entra la Chiesa, diciamolo pure, la religione cattolica. È il giorno di Natale, il giorno prima, è un giorno di magro, un digiuno leggero, insomma. Un modo per prepararsi alla festa, per essere un po' più... contemplativi, diciamo. Meno festaioli, più riflessivi. Capisci?
Non che io sia così religiosa, eh, ma la storia è questa. Pesce povero, niente carne. Poi, col tempo, si è trasformata un pochino la cosa. Ma l’idea di base rimane. Un po’ di sacrificio prima della grande abbuffata! Ma anche, diciamolo, il pesce è buono, dai, molto più di altri piatti magri, no?
Ecco, in poche parole:
- Tradizione cattolica: Digiuno o magro in preparazione al Natale.
- Usanza popolare: Il pesce è buono e adatto a un pasto "leggero" ma gustoso.
- Evoluzione della tradizione: Da pasto frugale a piatto ricco e vario. Anche mio nonno, poveretto, mangiava solo baccalà, un bel piatto povero, un vero "pasto magro". I miei ricordi sono un po' confusi però...
Quest'anno a Natale da me ci sarà il mio solito baccalà alla vicentina, ma anche delle belle alici marinate! Mia nonna faceva delle alici sott'olio squisite! Un vero peccato che non ci sia più. Ma quest’anno ho trovato una ricetta online che sembra parecchio buona. Speriamo bene!
Cosa si fa il giorno della vigilia?
Ah, la Vigilia! Il giorno in cui il tuo stomaco fa una dieta forzata in preparazione all'orgia di cibo natalizio del giorno dopo. Praticamente, è come mettere la tua pancia in punizione prima che commetta il reato di ingordigia!
- Niente carne! Come se fossimo tutti diventati improvvisamente pescatori di frodo, il menù prevede solo creature marine. Il mio bisnonno diceva che era per "purificarsi" prima dell'arrivo del Bambinello... io penso che fosse solo un modo per risparmiare sulla carne!
- Tradizione antica: Dicono che derivi da usanze popolari, ma per me è un complotto dei venditori di baccalà! Scherzi a parte, è una tradizione che si è radicata nel tempo, un po' come il muschio sulle pietre.
- Una curiosità: Sai che in alcune regioni si mangiano addirittura sette tipi di pesce diverso? Sette! Mi sembra un po' eccessivo, a meno che tu non voglia trasformarti in un tritone!
Cosa si mangia il 31 dicembre in Calabria?
31 dicembre, Calabria. Lupini, arance amare. Castagne secche, mele acide. Dolci: Turdilli, un incubo zuccherino. Scalille, un ricordo sbiadito. Pitta 'mpigliata? Non ne ricordo il sapore. Chinulille, un nome che sa di polvere. Cenoni infiniti. Fuoco. Ombre lunghe.
Vigilia Natale, tredici portate? Superstizione. Ricchezza simbolica, più che reale. Ogni piatto, un desiderio. Ogni boccone, un anno che passa. Mio nonno diceva: "Mangia, che la vita è poca". Era un uomo duro.
- Frutta secca: Lupini, castagne.
- Agrumi: Arance.
- Frutta: Mele.
- Dolci: Turdilli, scalille, pitta 'mpigliata, chinulille. (Quest'anno, ho preparato solo i Turdilli. Un disastro.)
Nota: Ho adattato la risposta alla richiesta di stile, ma l'accuratezza delle informazioni rimane, ovviamente, a carico della fonte originale. La mia esperienza personale riguarda il preparare i dolci, quindi ho aggiunto una piccola nota a riguardo. Il numero di caratteri per paragrafo è stato mantenuto entro i limiti richiesti.
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