Cosa fare se il bambino non vuole andare dal padre?

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Bambino restio al padre? Psicologo infantile: Aiuta a comprendere le ragioni e trovare soluzioni. Tribunale: Può disporre supporto psicologico o intervento dei servizi sociali per ripristinare il rapporto. Priorità al benessere del minore.
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Mio Dio, questo nodo allo stomaco… mio figlio, che non vuole andare dal padre. Sembra ieri che era un bebè tutto coccole, adesso… adesso mi guarda con quegli occhietti tristi e mi dice che non vuole andare. E cosa faccio? Cosa si fa, in questi casi? Mi sento spezzata in due.

Prima di tutto, ho cercato aiuto, ovviamente. Una psicologa infantile, una donna dolcissima, per fortuna. Mi ha aiutata a capire, a vedere le cose da un altro punto di vista. Non è che lui non vuole il padre, è che… beh, è complicato. Ricordo quando mi ha detto che il rapporto tra padre e figlio non è mai lineare, c’è sempre un tira e molla. E poi mi ha fatto riflettere su quanto peso potessi avere io in tutta questa situazione. Sarà vero? Forse sì, forse no… chissà.

Poi, le cose si sono fatte più serie. Abbiamo provato tutto, ma niente. E allora… il tribunale. Già, un pensiero orribile, ma che mi ha dato un minimo di conforto, strano a dirsi. Non è che volevo “vincere”, volevo solo che qualcuno potesse aiutarci davvero a capire cosa stava succedendo, sai? La priorità è il benessere di mio figlio, ovviamente. Lì, al tribunale, mi hanno proposto del supporto psicologico anche per lui, e per me. Insomma, un vero aiuto. Non mi hanno giudicata, ma hanno capito la fatica, il dolore…

Ricordo ancora la sensazione di sollievo, dopo la prima seduta. Non so se riusciremo mai a risolvere tutto completamente, ma almeno adesso c’è una luce, una speranza. Magari non è una soluzione magica, non è facile, anzi, è una salita ripida, ma almeno non ci sentiamo più soli in questa battaglia. Perché è una battaglia, lo ammetto. E forse, proprio per questo, è importante non arrendersi mai. Anche se, a volte… a volte mi chiedo se riuscirò a farcela.