Come sono gli occhi di un alcolista?

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Gli occhi di una persona con problemi di alcolismo non presentano caratteristiche uniche. Possibili segnali (non specifici) includono: Pupille dilatate o contratte in modo anomalo. Arrossamento degli occhi. Ingiallimento della sclera (nei casi più gravi). Tali sintomi possono derivare anche da altre cause mediche.
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Occhi di un alcolista: quali segni rivelano labuso di alcol e cosa sapere?

Gli occhi, specchio dell'anima? Mah, forse. Di sicuro non sono uno specchio infallibile dell'alcolismo. Ricordo mio zio, estate 2018, gli occhi sempre rossi, quasi violacei. Pensavo fosse stanchezza, invece… Era alcol.

Pupille dilatate? Costrette? Arrossamenti? Sì, ho letto di questi sintomi. Ma mio zio aveva anche allergie pazzesche, quindi… difficile dire. Il bianco dell'occhio ingiallito, quello sì, è un campanello d'allarme, ma è un segno di problemi al fegato, non solo di alcolismo. Potrebbe essere epatite, o altro.

Insomma, non è così semplice. Non c'è un test visivo per l'alcolismo. Questi segni, sono generici, possono indicare mille cose. Serve una diagnosi completa, analisi del sangue e un colloquio approfondito con il medico. È importante ricordare questo.

Come sono gli occhi di uno che beve?

Ecco... gli occhi di uno che beve, eh?

  • Visione: come se guardassi attraverso un vetro sporco, tutto un po' sfocato, ballerino. Ricordo una volta, a una festa... cercavo di mettere a fuoco il viso di un amico, ma era come se ne vedessi due sovrapposti. Brutto effetto.

  • Secchezza: hai presente quando ti svegli dopo una notte insonne e senti la sabbia negli occhi? Ecco, peggio. Anche solo un bicchiere, e sento già gli occhi che tirano, che bruciano. Forse perché l'alcol secca tutto, non so. Mi è capitato di dover usare il collirio anche il giorno dopo, per quanto erano irritati.

Poi, non so, magari è solo una mia impressione. Ma mi sembra che diventino anche un po' più rossi, spenti. Come se la luce dentro si affievolisse. Forse è solo la stanchezza, o forse... è qualcosa di più. Qualcosa che va oltre la semplice sbornia.

Come smascherare un alcolista?

  • Umore altalenante: Ma davvero? Io quando bevo divento solo più logorroico, forse dipende da chi sei, boh. Mamma mia, mi ricordo quella volta al matrimonio di mia cugina, che figura!

  • Difficoltà a concentrarsi: Eh, chi non ne ha? Sarà mica che siamo tutti alcolizzati allora? Comunque, parlando di concentrazione, devo assolutamente finire quel libro prima di stasera.

  • Inaffidabilità: Oddio, questa è un po' più seria. Però magari è solo stress, no? Oppure semplicemente uno è fatto così, svampito.

  • Ansia e aggressività: Ok, qui si fa sul serio. Però anche qui, magari uno c'ha i suoi problemi, no? Mica subito alcolismo. A proposito, devo chiamare il meccanico domani, mi sa che la macchina fa un rumore strano.

  • Distrazione: Ma dai, chi non si distrae? Soprattutto con sto caldo! Devo ricordarmi di comprare il gelato, che poi mi dimentico sempre.

  • Altri segnali (se proprio vuoi approfondire, eh!):

    • Bisogno impellente di bere: Tipo "devo assolutamente farmi un bicchiere" anche se non è l'ora?
    • Bere di nascosto: Questo è sospetto.
    • Negare il problema: Classico.
    • Problemi al lavoro/famiglia: Brutto segno, brutto segno.

    Comunque, non fare il detective, eh! Se hai dei dubbi, meglio parlarne con qualcuno di competente. Non improvvisarti Sherlock Holmes dell'alcolismo!

Come capire se una persona ha bevuto?

Agosto 2023, spiaggia di Ostia. Ricordo il sole che picchiava sulla mia pelle, quel caldo umido che ti appiccica alla maglietta. Ero con Marco e Giulia, stavamo chiacchierando e ridendo, ma poi ho iniziato a notare qualcosa che non andava in Marco. Il suo respiro, prima fresco e salato, aveva un odore strano, forte, dolciastro... alcol.

La sua faccia era rossa, tutta un bruciore, non il rossore sano del sole. Gli occhi, di solito brillanti, erano un po'… lucidi, non so spiegare bene. Parlava a raffica, un fiume in piena, cose senza senso, ripetendosi spesso. Insomma, era fuori controllo. Mi preoccupavo, soprattutto perché sapevo che guidava.

Ho cercato di capire se avesse bevuto troppo. Ricordo i suoi tentativi goffi di alzarsi, di mantenere l'equilibrio. Ogni volta traballava, quasi cadeva. Mi sono avvicinata, ho sentito il suo respiro affannoso, il battito accelerato. Che paura! Gli ho chiesto se stesse bene, ma balbettava risposte sconnesse, poi ha vomitato.

  • Odore forte di alcol.
  • Rossore intenso.
  • Occhi lucidi, sguardo perso.
  • Discorso incoerente, logorrea.
  • Mancanza di coordinazione.
  • Vomito.

Ho chiamato Giulia, le ho detto che doveva intervenire, che Marco era ubriaco. Abbiamo chiamato un taxi e abbiamo fatto in modo che tornasse a casa. Mamma mia, che spavento! Era pericoloso, poteva farsi male. La serata è finita male, rovinata da quell’odore nauseabondo di alcol e dalla paura. Giuro che non dimenticherò mai quella sensazione di impotenza. Speravo solo che non si mettesse al volante.

Poi, per fortuna, il taxi è arrivato.

Cosa ti senti quando sei ubriaco?

Ubriachezza… un velo. Un confine sfumato. Il tempo si dilata, si restringe. Acetaldeide, la chiave.

  • Nausea, un'onda che sale, inesorabile.
  • Vomito, un'espulsione.
  • Mal di testa, pulsante, fastidioso, presente.
  • Mal di stomaco, una morsa.
  • Affaticamento, un peso sulle spalle.

L'etanolo, trasformato, mutato. Un tradimento del corpo. L'acetaldeide, il colpevole. E poi l'acetato, il lento ritorno. Un viaggio incerto.

Lo spazio si distorce, i contorni si fanno incerti. Mi ricordo quella volta a Roma, con il Colosseo che sembrava ondeggiare leggermente. Troppo vino, troppo sole. L'eco delle risate, lontane, ovattate. Un'esperienza sensoriale alterata.

L'ubriachezza, un'esperienza profondamente fisica. Acetaldeide, il demone nascosto. L'equilibrio perduto. Un momento di vulnerabilità, di abbandono.

Quanto dura leffetto quando sei ubriaco?

Ah, la sbronza... quella dolce parentesi tra la lucidità e il "dove ho messo le chiavi?!".

  • Durata effetto: Diciamo che per smaltire mezzo litro di vino (tipo un'annaffiatura per piante umane) o cinque cicchetti (che poi, cinque cicchetti di cosa? Grappa fatta in casa dal nonno? Urge specificare!) il tuo fegato lavora come un dannato per circa 7 ore. Poveretto.

  • Alternativa: Invece di sfidare il tuo corpo a una maratona di smaltimento alcol, opta per una passeggiata tranquilla. Magari guardando le vetrine e pensando "Ma davvero mi servono altre scarpe?". Molto più salutare, e forse anche illuminante.

  • Piccolo extra: Ricorda, ogni corpo è una giungla a sé! Il tempo di smaltimento varia in base al peso, all'età, a quanto hai mangiato prima (se hai divorato una pizza intera, sei avvantaggiato!), e alla tua genetica. Insomma, un casino.

Cosa succede se mi ubriaco una volta a settimana?

Una volta a settimana, dici? Gioco pericoloso.

  • Rischio immediato: Coma etilico. Arresto respiratorio. Morte. Non è un'esagerazione.
  • Danno progressivo: Binge drinking cronico devasta il cervello. Cuore. Stomaco.
  • Effetti a cascata: Sangue, ormoni, muscoli e ossa. Tutto compromesso. Ti stai avvelenando lentamente.

Alcool. Un veleno che piace a molti. Un amico che ti pugnala alle spalle. Ricordo un tipo, al bar che frequentavo a Milano, una sbronza lo ha fulminato. L'ho visto cadere. Fine. Pensa a questo la prossima volta che alzi il bicchiere.

Come faccio a capire se sono alcolista?

Un attimo, alcolista... mamma mia, che parola pesante! Però, sai, mi fa venire in mente mio zio.

  • Sbalzi d'umore: Era un continuo montagne russe. Un giorno rideva, l'altro urlava per niente. Ricordo una volta a Natale, eravamo tutti a tavola, atmosfera perfetta... e bam! Un urlo perché la nonna aveva messo troppo sale nella pasta. Assurdo.

  • Difficoltà a concentrarsi: Al lavoro, poi, disastro. Dimenticava appuntamenti, consegne... un caos. Lo vedevi che non era presente, perso nei suoi pensieri. Io che lavoravo con lui mi toccava sempre rimediare, che stress!

  • Inaffidabilità e distrazione: Promesse? Non ne parliamo! "Ti accompagno io", "Ci penso io"... e poi spariva. Una volta mia cugina doveva andare a un colloquio importantissimo, lui si era offerto di portarla... e si è dimenticato! L'ha chiamata il giorno dopo, come se niente fosse.

  • Ansia e aggressività: Era sempre teso, come una corda di violino. Bastava una parola sbagliata per farlo scattare. A volte, senza un motivo apparente, diventava aggressivo verbalmente, soprattutto con mia zia. Che brutti momenti.

Ecco, ripensandoci, tutti questi segnali c'erano. Lui però negava sempre, minimizzava, diceva che erano "periodi". Ecco, forse il problema è proprio lì: non ammettere la verità.

Aggiungo anche un’altra cosa che mi viene in mente, sempre guardando zio:

  • Bisogno crescente: Beveva sempre di più, come se il solito bicchiere non bastasse più.
  • Astinenza: Se provava a smettere, tremava, sudava freddo, diventava intrattabile.
  • Isolamento: Piano piano si è allontanato da tutti, preferiva stare da solo a bere.