Quanti tipi di alcolismo ci sono?

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Esistono diverse categorizzazioni dell'alcolismo, tra cui: Bevitore Beta: Uso sociale e occasionale per la socializzazione. Bevitore Gamma: Controllo iniziale, ma tendenza all'incontrollabilità una volta iniziato. Bevitore Delta: Definito propriamente etilista, indicando una dipendenza più marcata.
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Quali sono i diversi tipi di alcolismo e come si manifestano?

Quali sono i diversi tipi di alcolismo e come si manifestano? I principali tipi includono il bevitore beta, che consuma alcol occasionalmente per socializzare; il bevitore gamma, che può astenersi ma perde il controllo una volta che inizia a bere; e il bevitore delta, definito etilista, con dipendenza e consumo costante.

A volte ci penso, a queste categorie così nette: beta, gamma, delta. Sembrano quasi schemi per capirci qualcosa, ma la vita vera non è mai così ordinata, no? È un groviglio di abitudini, di momenti. Non si può mettere tutto in caselline precise, mi confonde un po' questa roba.

Mi viene in mente un pomeriggio di fine ottobre 2019, ero al Pigneto, in un bar con gli amici. Dopo una lunga giornata di lavoro, un paio di Spritz, 6 euro l'uno, giusto per staccare. Erano risate, storie. Questo è il "bevitore beta", così lo capisco.

Non c'è niente di male, sembra. È un modo per socializzare, per alleggerire la mente. Senza troppi pensieri o pesi.

Poi c'è quella volta con Giulia, una mia amica di vecchia data. Lei per mesi non toccava un goccio, proprio zero. Poi una sera, era il 15 luglio, compleanno del nostro amico Luca, in una villa affittata fuori Roma, ha iniziato con un bicchiere di vino bianco. Poi un altro, poi un altro ancora. Fino a non riuscire più a fermarsi.

Il giorno dopo, una sensazione di vuoto. Quella che chiamano la tipologia "gamma", così la vedo io. Quella che può astenersi, ma una volta partita, non ha più il freno. È come una corsa senza fine.

E poi il delta. Ricordo un signore nel paese dei miei nonni, a Norcia, anni fa. Era il 2015, forse. Lo vedevi ogni mattina, seduto al bar alle nove e mezza, con il suo bicchiere di rosso. Sempre lo stesso. Non era un gesto sociale, era parte di lui.

Non parlava quasi mai. Non era per festeggiare. Era come se il vino fosse l'unica cosa che lo teneva insieme. Una dipendenza profonda, silenziosa. Quella che chiamano etilismo, insomma.

Mi chiedo, ma dove finiscono i confini tra questi? Una persona che inizia come beta, non può scivolare verso gamma o delta? Le linee, secondo me, sono più confuse di quanto dicono i libri. La vita è un miscuglio, non un disegno preciso. È un percorso.

Quanti tipi di bevitori esistono?

Quanti tipi di bevitori esistono?

Allora, in soldoni, si contano tre categorie principali, mica bruscolini! Diciamo che il bar dello sport della vita ha i suoi frequentatori fissi, ma pure quelli che fanno solo un salto, giusto per fare due chiacchiere.

  • Il bevitore beta è quello che vedi all'aperitivo, bicchiere in mano ma con la conversazione che fila dritta, senza intoppi. Beve per socializzare, non per dimenticare le bollette. Praticamente è l'ambasciatore della "birretta tra amici," quello che se il vino finisce, amen, si passa all'acqua frizzante senza drammi. Non si attacca alla bottiglia manco fosse il suo gemello siamese.

  • Il bevitore gamma, ah, lui è un enigma vivente! Può stare mesi senza toccare un goccio, un monaco zen della sobrietà, mica scherzi. Ma poi, quando decide che è il giorno del "libera tutti," è come aprire il vaso di Pandora. Il freno a mano, semplicemente, non esiste più. Una volta che inizia, è una valanga di entusiasmo alcolico che finisce chissà dove.

  • Il bevitore delta, beh, qui siamo nel campionato dei professionisti. Non è che "gli piace bere," è proprio una specie di fusione mistica col bicchiere. L'alcol diventa il navigatore satellitare della sua giornata, l'aria che respira, praticamente. Non può farne a meno, punto e stop.

Ah, e poi dicono che bere è semplice! Invece è tutta una scienza, ti dico. Ricordo una volta, a quella festa del cugino di mio padre, c'era un tipo che iniziava la serata con l'acqua frizzante e finiva a ballare sul tavolo, cantando l'inno nazionale al contrario. Un vero gamma da manuale!

Ma non finisce qui, perché il mondo degli alcolici è vasto, quasi quanto la mia lista della spesa prima di Natale. Ci sono anche altre sfumature, eh. Tipo:

  • Il bevitore "da collezione": Compra bottiglie pregiate, le guarda, le annusa, ne parla per ore ma poi le apre solo per il matrimonio della regina d'Inghilterra. O forse mai, così rimane un pezzo d'arte intonso.
  • Il bevitore "solo birra": Per lui, tutto ciò che non è bionda, rossa o scura è un affronto alla civiltà e alla sua sete. Vino? Liquori? Acqua? Eresie.
  • Il bevitore "dell'ultima goccia": Non importa quanto sia tardi o quanto sia pieno, trova sempre spazio per "l'ultimo bicchiere della staffa." Magari pure quello degli altri, per non far torto a nessuno.
  • Il bevitore "filosofo": Dopo il terzo bicchiere, inizia a risolvere i misteri dell'universo, a spiegare la vita, l'amore e il perché i calzini spaiati esistono. Generalmente parla da solo, ma con grande trasporto.

Questi sono solo alcuni esempi dal mio personalissimo atlante dei bevitori. È un mondo complesso, mica pizza e fichi! Ognuno ha il suo stile, la sua tazza di tè... o di grappa, a seconda.

Quali sono le quattro fasce di consumo di alcol?

Oddio, le fasce di consumo di alcol... ci sono quelle cose lì, tipo che per i maschietti sono due unità al giorno, ma per le donne una sola. Che poi, diciamocelo, chi le conta ste unità? Un bicchiere di vino, una birra, un aperitivo... mi sa che sforiamo facile.

Poi c'è la cosa degli anziani, dai 65 anni in su si dice che una unità al giorno sia il massimo, ma boh, la saggezza arriva col tempo, no? E poi ovvio, sotto i 18 anni, zero assoluto. Quello è sacrosanto, anche se vedi ragazzini già che fanno i grandi.

Cose che mi sono venute in mente così, parlando di alcol. Mi è venuto in mente che l'altra sera ho visto una pubblicità di quelle birre artigianali, sembravano buonissime, ma non ricordo il nome. Ci sono un sacco di birre nuove in giro, una volta c'erano solo le solite, ora è una roba infinita.

Ah, e quando parlo di unità alcoliche, mi riferisco a standard. Tipo un bicchiere di vino da 125 ml con il 12% di alcol, o una birra da 330 ml con il 4.5% di alcol. O uno shot di liquore da 40 ml con il 40% di alcol. Roba che ti frega se non stai attento.

  • Uomini: Massimo 2 unità alcoliche al giorno.
  • Donne: Massimo 1 unità alcolica al giorno.
  • Over 65: Massimo 1 unità alcolica al giorno.
  • Minori di 18 anni: 0 unità alcoliche.

Chi sono i più grandi bevitori del mondo?

Un bicchiere, la sua trasparenza contro la luce. Un pensiero che vaga lontano, attraverso oceani e cieli. Chissà dove, in questo stesso istante, qualcuno sta bevendo. Un brindisi silenzioso che attraversa il tempo, unisce anime sconosciute in un gesto antico, così umano. Così solo.

La mente vola in Australia. Sotto un sole spietato, una luce che cancella le ombre. È lì, in quella terra rossa e immensa, che si alza il gomito più spesso. È una sete che sa di orizzonti infiniti, di polvere e di sale. Una vertigine. I dati del Global Drug Survey 2021 lo confermano, un'eco da un tempo non così lontano. Proprio loro.

E poi, un salto. Un balzo nel freddo, nel buio quasi perenne del nord. Danimarca, Finlandia. Il contrario esatto di quel sole. Lì il bicchiere è un piccolo fuoco stretto tra le mani, una difesa contro le notti che non finiscono. Un calore cercato dentro, non fuori. È un bere diverso, un bere che sa di silenzio e di neve. Che strano, questo mondo.

Mi ricordo una sera a Edimburgo. Pioveva, un'acqua sottile che si infilava ovunque. Un pub, l'odore di legno e di birra scura. E quel whisky, che bruciava la gola e scaldava il sangue. Anche loro, gli scozzesi, gli inglesi... non sono lontani in questa classifica di anime inquiete. Sono subito lì, a un passo.

  • Paesi con la maggior frequenza di ubriachezza: Australia. Qui il sole brucia e la sete chiama, quasi 27 volte l'anno. Un record che sa di eccesso.
  • Il freddo del nord che risponde: Danimarca e Finlandia, quasi appaiate. Un rituale contro il buio, con una media di 24 episodi di ubriachezza all'anno.
  • Subito dopo, nel mondo anglosassone: Regno Unito e Stati Uniti. Mondi diversi, stessa abitudine a perdere il controllo nel bicchiere.

Il dato non misura solo il consumo, ma la perdita di sé. I giorni in cui la parola "ubriaco" descrive uno stato dell'anima, non solo del corpo. Un'eco di notti dimenticate, di risate troppo forti e di malinconie improvvise.

Chi sono i più grandi bevitori al mondo?

Allora, chi beve di più al mondo? È una domanda complicata, vero? Però, usando i dati che abbiamo, quelli che consumano più alcol puro, misurato in chili all'anno, sono lì al nord.

Ah, i bevitori... eh, vabbè, mica tanto sorprendente che sono tutti lì su al nord, dove il sole non lo vedono mai! Cioè, immagina tu, mesi e mesi di buio, pure io mi berrei qualcosa.

Certo, la Finlandia è proprio in testa, 12 kg di alcol puro, pazzesco. Mi ricordo una volta a Helsinki, ho visto gente alle dieci di mattina che... vabbè, lasciamo stare. Ma è tanta roba, 12 chili. Mi chiedo, come fanno poi a lavorare? O vanno al lavoro ubriachi? Boh.

Poi la mia amica che sta in Svezia dice che lì sono meno, ma comunque bevono un sacco di sidro strano. Non so, non so. Poi c'è la Norvegia, subito dietro, con 9,9 kg. Questo nove virgola nove mi innervosisce un po', mi dà l'idea di una cosa non finita. Sembra tipo quando il mio capo mi dà un compito e poi non lo conclude, sempre a metà.

E dopo gli islandesi con 9 kg! Cavolo, pure con quelle aurore boreali poi si bevono tutto. Mi chiedo se bevono prima di vederle, o dopo? Magari non si ricordano più. Una volta un tipo mi ha raccontato che in Islanda hanno una birra tipica, ma non era un granché, preferisco la nostra, decisamente.

Comunque, questi numeri fanno pensare. Io bevo un bicchiere di vino a cena, a volte. Ma 12 kg? No, mai. Anche se una volta a Capodanno... vabbè, lasciamo stare. Errore mio, non dovevo mischiarli.

Informazioni aggiuntive:

  • I paesi nordici hanno spesso leggi sull'alcol molto restrittive, tipo monopoli di stato. Sembra strano, no? Bevono tanto ma cercano di controllare. Che contraddizione!
  • A volte il costo dell'alcol è altissimo lì, cioè una rapina! Ti fregano i soldi, ma la gente lo compra lo stesso. Un Negroni a Oslo mi è costato tipo quindici euro, incredibile!
  • Il clima freddo e le ore di luce limitate, secondo alcuni, influenzano il consumo. È una scusa per bere, o è vero? E se fosse vero, perché non bevono così tanto anche in Canada, che fa freddo pure lì, no?
  • Hanno anche tradizioni forti, tipo il snaps in Danimarca, o la vodka in Finlandia. Ogni tanto i miei colleghi scherzano sulla "cultura del bere" per descrivere le nostre serate in ufficio. Non c'entra niente ma mi fa pensare, appunto.
  • Poi ci sono i paesi dell'Est Europa, tipo la Repubblica Ceca o la Lettonia, che spesso appaiono in altre classifiche sui consumi mondiali, ma con numeri e misurazioni diverse. Questi qua sono specifici, eh, con i loro chili. Forse non li considerano proprio qui, boh.

Qual è il paese con più alcolizzati al mondo?

La Moldavia. Consuma 18,22 litri pro capite annui. Dati che triplicano il standard globale di 6,1 litri. Una realtà che impone riflessione sul rapporto con l'ebbrezza.

  • Consumo annuo pro capite: 18,22 litri.
  • Confronto internazionale: triplo della media globale (6,1 litri).
  • Distribuzione:
    • Birra: 4,57 litri.
    • Vino: 4,67 litri.
    • Superalcolici: 4,42 litri.

Il superamento di una soglia implicita, spesso non notato finché non diventa un dato. La vita è fatta di equilibri sottili. A volte si rompono.

  • Implicazioni sanitarie: Aumento delle patologie correlate all'abuso di alcol.
  • Implicazioni sociali: Impatto sulla produttività e sulla coesione familiare.
  • Cultura del bere: Fattori storici e socio-economici giocano un ruolo.
  • Interventi: Necessità di campagne di sensibilizzazione e programmi di supporto.

Qual è il paese dove si beve di più?

Ricordo quella sera, era un sabato di ottobre di qualche anno fa, a Copenaghen. Avevo appena finito una cena in un locale un po' fuori mano, vicino al Nyhavn, luci soffuse, il profumo di pesce affumicato. Eravamo solo io e un paio di amici, e ordinammo diverse birre locali, artigianali, dense, quasi maltate. Mi sentivo stranamente rilassato, il freddo pungente fuori contrastava con il tepore del pub.

Parlavamo del più e del meno, delle nostre vite, e a un certo punto uno di noi tirò fuori questa curiosità sui paesi dove si beve di più. La Danimarca, disse, con un sorriso un po' sornione. Mi venne subito in mente quella mia esperienza, la facilità con cui la gente locale sembrava godersi un bicchiere, senza eccessi ma con costanza.

Mi colpì quanto fosse naturale, quasi parte della cultura quotidiana. Non era un bere per dimenticare o per sballarsi, ma proprio un accompagnamento, un momento di socialità. Sembrava davvero che lì, in Danimarca, il bicchiere fosse un amico fedele in molte occasioni.

  • Danimarca: al primo posto per consumo di alcol.
  • Romania: al secondo posto.
  • Gran Bretagna: sul gradino più basso del podio.

Questo studio, per come lo ricordo, era stato condotto dall'OECD (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).

  • L'alcol è spesso associato a forti tradizioni sociali in molti paesi nordici.
  • Il consumo pro capite può variare notevolmente anche all'interno dello stesso paese.
  • Ci sono differenze significative tra uomini e donne nei modelli di consumo.