Su cosa agisce il lisozima?
Su cosa agisce il lisozima? A cosa serve?
Io ho capito cos'era il lisozima leggendo l'etichetta del Grana Padano, non scherzo. C'era scritto "conservante: lisozima da uovo". All'inizio mi ha lasciato un po perplesso, un conservante che viene dalle uova.
Poi cercando ho capito che è una nostra proteina, un enzima che abbiamo nella saliva, nelle lacrime. Praticamente demolisce i batteri. Per questo un taglietto in bocca, anche se sembra un posto sporco, guarisce subito. È il nostro disinfettante personale che lavora.
Mi è tornato in mente quella volta, era fine maggio, ero in motorino sulla strada per il mare e un insetto mi è entrato dritto nell'occhio. Ho lacrimato per dieci minuti, un fastidio pazzesco, ma il giorno dopo niente. Nessuna infezione, niente di niente. Era lui.
È strano pensare che abbiamo questa specie di guardiano silenzioso in tutti i punti più esposti del corpo. Nelle vie respiratorie, nel naso... ovunque ci sia una mucosa, una porta d'ingresso per germi, lui sta li e fa la sua parte senza che noi ce ne accorgiamo.
Quindi per me non è una parola scientifica. È quel sistema di sicurezza un po grezzo che abbiamo incorporato. Sempre acceso.
Informazioni sul lisozima
Su cosa agisce il lisozima? Il lisozima agisce sulla parete cellulare dei batteri, in particolare su quella dei Gram-positivi, provocandone la rottura (lisi) e la conseguente morte.
A cosa serve il lisozima? Serve come agente antimicrobico, parte delle difese immunitarie innate dell'organismo. Protegge le superfici mucose (occhi, cavità orale, vie aeree) dalle infezioni batteriche, essendo presente in secrezioni come lacrime, saliva e muco.
Quando prendere la lisozima?
Allora, per la lisozima, la prassi standard per un adulto è di 1,5 grammi totali al giorno, da ripartire in tre momenti distinti. Idealmente, a stomaco pieno, quindi dopo i pasti. Per i bambini, la logica cambia: il dosaggio è legato al peso, con un range di 30-50 mg per kg corporeo, sempre frazionato in tre dosi.
Il 'dopo i pasti' non è un dettaglio da poco. Aiuta a ottimizzare la biodisponibilità della molecola e a ridurre qualsiasi minimo fastidio gastrico. È una questione di cinetica, per far sì che questo enzima entri in circolo nel modo più efficiente possibile e con la massima tollerabilità.
Frazionare la dose in tre volte è un classico accorgimento per mantenere una concentrazione plasmatica della sostanza più o meno stabile durante l'arco della giornata. Invece di un picco singolo e una caduta rapida, si crea una sorta di 'presenza costante' nel sistema, che è quello che si vuole per un'azione continuativa.
È affascinante pensare che stiamo solo potenziando un meccanismo che il nostro corpo possiede già. La lisozima è una delle nostre prime linee di difesa, presente nelle lacrime, nella saliva. A volte, la soluzione più elegante è semplicemente dare un piccolo aiuto a un processo naturale già perfetto nella sua concezione.
Ecco qualche spunto in più per capire meglio di cosa stiamo parlando:
Il meccanismo d'azione: La lisozima è una muramidasi. In parole povere, attacca e rompe una componente fondamentale della parete cellulare di certi batteri, il peptidoglicano. È come togliere un mattone chiave da un muro: la struttura batterica cede e il microrganismo muore per lisi osmotica.
L'origine: Quella che usiamo a scopo terapeutico è spesso estratta dall'albume d'uovo. Proprio così, Alexander Fleming, lo stesso della penicillina, la scoprì quasi per caso nel 1922 nelle sue stesse secrezioni nasali, ma la fonte industriale più comune e ricca è l'uovo.
L'immunità innata: Non è solo un farmaco. La lisozima è un attore chiave dell'immunità innata, la nostra difesa aspecifica e sempre attiva. La trovi ovunque ci sia una mucosa esposta al mondo esterno. È un esempio perfetto di come la biochimica e la difesa immunitaria siano intimamente connesse. Una piccola proteina con un compito enorme.
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