Come si chiama il carattere cancelletto?

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In Unicode, il simbolo # è identificato con diversi nomi, tra cui pound sign, hash, crosshatch e lenigmatico octothorpe. Questi termini alternativi riflettono la varietà di usi e interpretazioni del carattere in contesti differenti.
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Il cancelletto (#): un simbolo, mille nomi e una storia da raccontare

Chiamatelo cancelletto, hashtag, diesis o sharp. Questo piccolo simbolo, così onnipresente nella comunicazione moderna, ha una storia affascinante e una varietà di nomi che riflettono la sua evoluzione attraverso i secoli e le diverse culture. Mentre in Italia lo conosciamo principalmente come "cancelletto", il suo vero nome internazionale, secondo lo standard Unicode, è in realtà ben più complesso e sfaccettato.

Il termine più diffuso a livello globale è probabilmente "hash", reso celebre dall'avvento dei social media. L'hashtag, infatti, è diventato un elemento fondamentale per categorizzare e ricercare contenuti online, trasformando il semplice "#" in un potente strumento di aggregazione e diffusione di informazioni.

Meno noto, ma altrettanto importante, è il termine "pound sign", utilizzato soprattutto nei paesi anglosassoni. Questo nome deriva dall'abbreviazione "lb" per "libra", l'unità di peso, che in passato veniva scritta a mano con un simbolo simile al cancelletto. L'associazione con il peso spiega anche l'utilizzo del "#" sui tasti dei telefoni, dove indica appunto la sterlina.

Un'altra denominazione, meno frequente ma altrettanto interessante, è "crosshatch". Questo termine, che letteralmente significa "tratteggio incrociato", descrive l'aspetto grafico del simbolo, formato da due linee orizzontali intersecate da due linee verticali. Questa definizione visiva ne sottolinea l'origine come semplice elemento grafico, prima ancora che assumesse significati specifici.

Infine, c'è l'enigmatico "octothorpe". Un termine quasi leggendario, la cui etimologia è ancora oggetto di dibattito. Alcune teorie lo attribuiscono all'ingegnere Don MacPherson dei Bell Labs, che lo avrebbe coniato durante lo sviluppo dei tasti del telefono, combinando "octo" (otto) con un suffisso di origine incerta, forse legato al nome dell'atleta olimpico Jim Thorpe. Altri, invece, suggeriscono un'origine più antica, legata al termine "thorpe", che in inglese antico indicava un villaggio.

Qualunque sia la sua vera origine, l'octothorpe rimane un termine curioso e affascinante, testimonianza della ricchezza lessicale che si cela dietro a un simbolo apparentemente semplice come il cancelletto.

Dalla musica, dove indica il diesis, all'informatica, dove rappresenta commenti nel codice o introduce gli hashtag, il "#" ha saputo adattarsi e reinventarsi, dimostrando una versatilità sorprendente. Un piccolo simbolo, dunque, con una grande storia da raccontare, che continua ad evolversi con il linguaggio e la tecnologia.