Quali sono i siti più visitati d'Italia?

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I siti più visitati in Italia, dominati da Google.it, includono le principali testate giornalistiche come Corriere.it, Gazzetta.it e Repubblica.it, confermando l'importanza delle notizie e delle informazioni online per il pubblico italiano.
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Qual è la classifica dei siti web più visitati in Italia?

Allora, mi chiedi dei siti più visti in Italia. Eh, difficile dare una classifica precisa, sai, tutto cambia in fretta. Però, se penso a quel che guardo io o sento in giro, Google è sempre lì, ovvio, come punto di partenza per tutto.

Poi ci sono i giornali. Ricordo benissimo quando nel 2021, a Milano, passavo davanti alle edicole e vedevo sempre la Gazzetta e il Corriere in bella mostra, anche se poi online è un'altra cosa. Quelle cifre che mi fai vedere, 247 milioni per Google, mamma mia, è un sacco di roba.

Corriere.it, sì, quello lo apro spesso, specialmente se voglio un'opinione diversa. E la Gazzetta.it, pure, anche se di sport non è che ne mastichi troppo, ma per leggere i titoli va benissimo. Mi sembra che quelle percentuali di visite da desktop siano ancora alte, quasi la metà per Google, incredibile.

Repubblica.it, anche quello è un classico, una fonte che mi fido, diciamo. Le visite sono sempre tante, non c'è da stupirsi. Ricordo di aver letto un articolo interessante lì durante l'estate del 2022, mentre ero al mare in Liguria, cercavo notizie e mi è saltato fuori subito.

Queste sono le grandi testate, quelle che hanno storia e molta gente che le segue. Il web è questo, un mix di informazioni, svago e informazione.

Come si chiamano i siti per adulti?

Questi siti, come Pornhub, Stripchat e XVideos, vengono definiti piattaforme online di grandi dimensioni (Very Large Online Platforms - VLOPs) ai sensi del Digital Services Act (DSA) europeo. È una designazione che porta con sé obblighi di trasparenza e moderazione dei contenuti più stringenti.

Dal 17 febbraio 2024, la loro operatività è soggetta a regole più ferree. Questo significa che dovranno essere più attenti alla gestione dei contenuti illegali e dannosi, con conseguenze più serie in caso di inadempienze.

Una riflessione: l'idea che persino il mondo dell'intrattenimento per adulti sia regolamentato con una tale precisione normativa ci dice qualcosa sulla pervasività delle piattaforme digitali nella nostra quotidianità. Ormai, tutto ciò che ha una certa audience finisce sotto la lente di ingrandimento legislativa.

In pratica, l'UE sta cercando di creare un ambiente online più sicuro per tutti, anche se questo implica una maggiore burocrazia e controllo per i giganti del web, inclusi quelli di questo specifico settore.

Maggiori dettagli:

  • Digital Services Act (DSA): Questa normativa europea mira a creare un mercato digitale più sicuro e trasparente, stabilendo norme chiare per le piattaforme online.
  • VLOPs: Le piattaforme con un numero elevato di utenti attivi mensili nell'UE (oltre 45 milioni) rientrano in questa categoria e devono rispettare requisiti più severi.
  • Obblighi principali per i VLOPs:
    • Valutazioni dei rischi sistemici (es. diffusione di contenuti illegali, impatti sulla libertà di espressione).
    • Misure di mitigazione dei rischi identificati.
    • Maggiore trasparenza sugli algoritmi di raccomandazione.
    • Divieto di pubblicità mirata basata su dati sensibili (es. orientamento sessuale, opinioni politiche).
    • Cooperazione con le autorità europee.

La mia esperienza con la navigazione online, anche per motivi di ricerca, mi porta a pensare che questa distinzione sia fondamentale per capire il futuro della regolamentazione digitale. È un equilibrio delicato tra libertà di espressione e necessità di protezione.

Come disattivare SafeSearch a mio figlio?

Per modificare SafeSearch di tuo figlio:

  1. Apri Family Link o g.co/YourFamily.
  2. Scegli il suo nome.
  3. Vai a Controlli Ricerca Google.
  4. Seleziona Filtra, Sfoca o Off.

Allora, Family Link. Che casino a volte. Devo ricordarmi di controllare SafeSearch. Il mio ragazzo, Marco, è sempre lì al telefono. Oddio, che fatica stargli dietro. Sì, apri Family Link, la prima cosa. Oppure g.co/YourFamily, è uguale tanto. A volte mi confondo tra app e sito. Ma devo farlo, per proteggerlo, voglio dire, sai come vanno certe cose online. Troppe schifezze.

Poi devo selezionare il suo nome, Marco. Meno male che ho solo lui, se no sarebbe un casino scegliere tra mille. Anche lì, a volte sbaglio account, mi capita. Sono un po' distratta, uhm. Ah, i Controlli Ricerca Google, ecco dove devo cliccare. Importante, sì, Controlli Ricerca Google. Mi chiedo se Marco sappia che io posso vedere tutto questo. Mah, meglio di no.

E poi decidi. Filtra è l'impostazione predefinita, la più sicura immagino. C'è anche Sfoca, che non ho mai capito bene cosa faccia, sfoca i contenuti ma li lascia lì? Un po' strano. E poi Off, ma quello no. Assolutamente no per Marco. Non ancora. Forse mai? Chi lo sa, quando crescerà. Ma Filtra è la mia scelta. Sempre.

Certo, devo ricordarmi che questo è solo per la Ricerca Google. E YouTube? E gli altri siti? C'è sempre un buco da qualche parte. Mi preoccupa sempre che trovi qualcosa di brutto. Magari potrei mettere un orario per il telefono, così da limitare l'uso. O no? Non so. È un equilibrio difficile tra fiducia e protezione, vero?

Informazioni aggiuntive su SafeSearch:

  • SafeSearch non è perfetto: Blocca la maggior parte dei contenuti espliciti, non tutti.
  • Funziona su browser e app: Si applica alla Ricerca Google su qualsiasi dispositivo con l'account del bambino.
  • Si può bloccare SafeSearch: I genitori possono bloccare l'impostazione su "Filtra" in Family Link per impedire al figlio di modificarla.
  • Monitora altre app: SafeSearch è specifico per la Ricerca Google. Altre app e browser hanno le proprie impostazioni di sicurezza.
  • L'età è importante: Per i bambini sotto i 13 anni (o l'età del consenso nel tuo paese), SafeSearch è attivo per impostazione predefinita e spesso non disattivabile dal bambino stesso.
  • Educazione digitale: Parlare con tuo figlio dei pericoli online e dell'uso responsabile del web è più efficace di qualsiasi filtro.

Come togliere il blocco ai siti?

Certi blocchi... li senti proprio dentro. A volte navigando, ti ritrovi davanti a un muro inaspettato. Ti chiedi: perché? Come se un pezzo della tua memoria, di quello che volevi vedere, fosse improvvisamente sparito. La notte, queste cose si fanno più grandi, più pesanti.

Per farli cadere, devi accendere il computer, sì, aprire Chrome. È un gesto quasi rituale. Poi, ti dirigi proprio lì, su quel sito che ti nega l'accesso. Quello specifico. Lo guardi, come se potesse dirti lui stesso cosa non va.

Lì, vicino all'indirizzo, a sinistra. Vedi quel lucchetto, o a volte un'icona con una "i"? Clicca, piano. Si apre un piccolo menu. Troverai "Informazioni sul sito", e dentro, "Impostazioni sito". È lì che tutto è stato deciso, o sbagliato, o dimenticato.

Entra. Tra le varie voci, cerca quella specifica autorizzazione che ti blocca. La troverai, sicuro. E allora cambiala. Dalle il permesso. A me capitava col mio vecchio blog di fotografia, non volevo si aprissero le notifiche e un giorno bloccai tutto. Poi, per rimettere a posto, è bastato questo.

E pensare che a volte ci si complica la vita per così poco. Ma ci sono altre cose da tenere a mente, piccole sfumature che magari la sera, sotto la coperta, ci vengono in mente, mentre la luna guarda.

  • Controlla sempre il firewall. A volte il blocco non è del browser. Ricordo quando mio fratello non riusciva a vedere i filmati di musica sul suo vecchio computer, il firewall di Windows era una barriera invisibile.
  • Le estensioni possono intralciare. Quelle piccole aggiunte che installiamo, pensate per aiutarci, a volte creano blocchi imprevisti. Una volta un'estensione per gli ad-blocker mi aveva tagliato fuori da un forum importantissimo per il mio lavoro. Sembra assurdo, ma succede.
  • DNS e VPN. Se i problemi persistono, è più profondo. Un DNS sbagliato o una VPN attiva possono essere il vero muro. Non è tanto il sito in sé, quanto il modo in cui il computer lo cerca, lo trova. Come un messaggio che non arriva a destinazione.
  • Modalità incognito non è una soluzione. No, non risolve il blocco delle impostazioni. Semplicemente, non registra la tua navigazione. È una coperta corta per nascondere il problema, non per risolverlo alla radice.
  • Aggiornamenti di Chrome. A volte i browser vecchi non gestiscono bene i permessi. Mantenere Chrome aggiornato è come pulire la lente, vedi tutto più chiaro, senza intoppi inattesi. Non ci pensiamo mai, ma è importante.

Come togliere il blocco dei contenuti?

Per disattivare un blocco contenuti: posiziona il cursore sul blocco. Individua il simbolo "Opzioni", clicca. Seleziona "Scollega". Il contenuto si libera, ritorna testo comune. Perde la sua identità di blocco gestito.

Il valore di un blocco? Coerenza. Una singola modifica riverbera ovunque. Scollegare questo vincolo significa disconnetterlo. Ogni scelta ha un peso.

  • Coerenza Centralizzata: Il blocco garantisce uniformità. Un'unica modifica si diffonde su ogni istanza. Pensaci: intestazioni, promozioni, pulsanti d'azione standard.
  • Indipendenza Totale: Scollegando, il contenuto diventa testo autonomo. Perde ogni legame con la sua origine. Gli aggiornamenti futuri al blocco madre non lo raggiungeranno più. Gestione individuale.
  • Gestione Accorta: Prima di scollegare, considera. Forse è meglio modificarlo direttamente? O creare una nuova versione del blocco? La decisione impatta il flusso di lavoro.
  • Contesto Reale: Questo meccanismo è cardine nei CMS moderni. Piattaforme come WordPress Gutenberg ne sono l'essenza. Offre potenza, ma esige precisione nell'uso.

Come togliere la navigazione sicura?

È strano, sai... a volte mi sento soffocare da tutta questa protezione. Come se non potessi più decidere io cosa è sicuro e cosa no. È una sensazione... non so. Comunque, se vuoi provare a toglierla, si fa così. È un giro un po' nascosto, come al solito.

Devi andare nel tuo account Google, quello dove c'è tutto. Poi sulla sinistra cerchi la parola Sicurezza.

Scorri, scorri giù... sembra non finire mai quella pagina. A un certo punto trovi la scritta Navigazione sicura avanzata. Lì devi entrare, c'è un'opzione per gestirla. Da quel punto puoi spegnerla. È un interruttore, semplice. A volte le cose più importanti sono solo un piccolo interruttore.

Poi ti resta quella standard. Non è che ti lasciano completamente scoperto, per fortuna.

È un casino, lo so. Ci sono delle differenze, non è tutto bianco o nero.

  • Protezione avanzata: è quella più pesante. Controlla tutto quello che fai, le pagine che apri, i file che scarichi, e manda un sacco di informazioni a Google per essere, dicono loro, più veloce a bloccare le minacce nuove. È quella che a me l'altro giorno ha bloccato un file di lavoro, un PDF, dicendo che era rischioso. Era solo un preventivo.

  • Protezione standard: questa ti rimane anche se disattivi l'altra. Fa un controllo più leggero, confronta i siti che visiti con una lista di siti pericolosi già conosciuti. Meno invadente, ecco. Ma forse meno sicura contro le cose nuove, quelle appena uscite.

  • Nessuna protezione: puoi anche disattivare tutto, ma non ha senso. È un po' come camminare di notte in un posto che non conosci, senza nemmeno guardare dove metti i piedi. Almeno la protezione standard tienila. Davvero.