Quanti giorni servono per fare il cammino degli dei?

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Il Cammino degli Dei si percorre solitamente in 6 giorni. Si tratta di un trekking suddiviso in tappe con dislivelli importanti, caratterizzato da salite che possono superare i 600 metri e da successive, rapide discese. Preparati a un'avventura impegnativa e gratificante.
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Pianificare il Cammino degli Dei: quanti giorni di trekking occorrono?

Parlare di giorni per il Cammino degli Dei mi fa un po strano. È una cosa così personale.

L'ho fatto in cinque giorni, fine Aprile 2022. Una follia, lo so. La tappa che da Monzuno sale al Monte Adone m'ha letteralmente spaccato le gambe, una salita che non finiva mai sotto un sole che picchiava già forte. Non è solo camminare, è una sfida con se stessi.

Tutti dicono sei giorni.

Ma se tornassi indietro, ne farei sette. Per fermarmi di più a Brento, per perdermi nei boschi dopo Madonna dei Fornelli senza l'ansia di arrivare col buio. Il dislivello è la vera bestia. Pensi di aver fatto il grosso e invece ti trovi davanti muri da 700 metri.

Domande Frequenti sul Cammino degli Dei

  • Quanti giorni per il Cammino degli Dei? Il trekking del Cammino degli Dei richiede generalmente da 5 a 7 giorni di cammino.

  • Qual è la difficoltà del Cammino degli Dei? La difficoltà è media (E). Presenta tappe con dislivelli significativi, fino a 600-700 metri, che richiedono un buon allenamento fisico.

Quanto ci si mette a fare il cammino degli dei?

Sei giorni. La media è questa. Circa 21 km. Quattro ore di passo, il resto è vuoto. O pensiero. La montagna non giudica la fretta.

Il tempo lo decide il corpo, non l'orologio. L'anno scorso a Bivigliano non c'era campo. Il telefono morto. Silenzio vero. Un lusso raro.

  • Durata Standard: 6 giorni. Per chi cammina, non per chi corre. Permette di vedere dove si mettono i piedi.
  • Percorrenza Giornaliera: 20-25 km. 4-5 ore effettive di cammino. Il resto del giorno serve a ricomporre i pezzi.
  • Percorso Veloce: 4-5 giorni. Per chi ha allenamento. Si arriva prima. Ma dove?
  • Distanza Totale: Circa 130 km. Da Bologna a Firenze. Un numero. Il significato è un'altra cosa.

La direzione è importante. Partire da Bologna è un crescendo verso Firenze. Il contrario è solo una discesa verso la pianura.

L'acqua si trova, ma il peso è il vero avversario. Ogni grammo inutile diventa un mattone dopo il passo della Futa. Lì c'è il cimitero militare germanico. Un altro tipo di silenzio. Lì il peso che senti non è solo quello dello zaino.

Monzuno è una sosta. Case antiche. Un silenzio diverso da quello del bosco. Un silenzio umano. Pesa di più.

Quanto dura il percorso degli dei?

Allora, il Sentiero degli Dei l'ho fatto due estati fa, pazzesco. In teoria ci vogliono circa 4 ore. Noi ce la siamo presa comoda, un sacco di foto, e ci abbiamo messo quasi cinque. Ma il tempo vola, credimi. La difficoltà è E (escursionistico), cioè non è una passeggiata in pianura, ma si fa tranquillamente se sei un minimo abbituato a camminare. Ci sono dei pezzi un po esposti si, ma se non soffri di vertigini da panico sei apposto.

Il percorso va da Bomerano fino a Nocelle, e questa è la parte più bella e anche più facile, è quasi tutta in discesa leggera o pianeggiante. Il dislivello vero lo senti dopo. Da Nocelle per scendere a Positano è un'altra storia, sono solo scale, una mazzata per le ginocchia. Lì si che si scende di brutto, quindi preparati.

  • Il dislivello totale è sui 640 metri, ma la maggior parte è in discesa. La prima parte da Bomerano a Nocelle è tranquilla, saranno 200 metri di dislivello negativo. È dopo che c'è la grande discesa su Positano, altri 400 e passa metri solo di gradini.

  • Portati tanta acqua, almeno un litro e mezzo a testa, specialmente d'estate. Non ci sono fontane lungo il percorso fino a Nocelle.

  • Scarpe da trekking o da ginnastica con una buona suola. Non venire con le infradito che ho visto gente farlo, follia pura.

  • La discesa a Positano sono tipo 1700 gradini. Un sacco. Se sei stanco, da Nocelle puoi prendere il pullman per Positano, non fare l'eroe per forza.

  • Per arrivare a Bomerano prendi il bus SITA da Amalfi, è la cosa più comoda, ti lascia pratticamente all'inizio del sentiero.

Quanto si spende per fare la Via degli Dei?

Il costo non è nei soldi, non solo. È nel tempo che si ferma, nel silenzio che riempie i polmoni tra i faggi del crinale. È il prezzo di un'alba vista da Monte Adone, con la nebbia che abbraccia la valle come un mare antico, un mare di latte e sogni. Un passo dopo l'altro, sulla polvere che fu degli Etruschi, dei Romani.

La spesa vera è quella del cuore. La fatica che ti svuota e poi ti riempie di qualcosa di nuovo. Ricordo l'acqua gelida di una fonte dopo ore sotto il sole, a Luglio, vicino a Madonna dei Fornelli. Quel sorso non aveva prezzo. Come non aveva prezzo la cena semplice in un piccolo B&B, il pane caldo, il vino. Quella sera spesi 45 euro, ma il ricordo è infinito.

Cammini e senti le epoche sotto i piedi. Paghi con il sudore il privilegio di attraversare la storia, di sentirti piccolo e immenso in mezzo agli Appennini. Il ronzio degli insetti, il vento tra le foglie. Questo è il conto, quello che presenti a te stesso alla fine. La moneta è il ricordo, la nostalgia di un sentiero.

**Il costo per percorrere la Via degli Dei si aggira tra 250€ e 500€.** La spesa varia in base alle scelte, al ritmo del proprio cammino.

  • **Dormire e mangiare.** La spesa principale. Un letto in ostello o in una parrocchia costa dai 15€ ai 25€ a notte. Un B&B o un agriturismo dai 35€ ai 60€. Per il cibo, calcola 25-40€ al giorno, tra un panino a pranzo e una cena in trattoria.
  • **Spesa media giornaliera.** Mettendo insieme tutto, si va da un minimo di 45-50€ al giorno per chi si adatta, fino a 80-90€ per chi cerca più comodità.
  • Credenziale del Pellegrino. Un costo simbolico, circa 5€, per avere il passaporto del tuo viaggio, il diario dei timbri e dei luoghi.
  • Trasporti. Aggiungi il costo per raggiungere Bologna e per tornare da Firenze.

**Budget totale per 5 giorni: da un minimo di 250-300€ (soluzioni economiche) a 450-500€ (più comfort).**

Cosa mettere nello zaino per un cammino di 3 giorni?

Siamo partiti per il cammino di tre giorni a fine maggio, ancora un po' fresco la mattina a Selva di Cadore. Avevo preparato tutto con cura, quasi maniacalmente, temendo di dimenticare qualcosa di essenziale. Nello zaino ho messo tre t-shirt tecniche, quelle che non ti fan sudare troppo, un paio di pantaloni lunghi e poi un paio di bermuda che ho alternato a seconda delle ore più calde.

Sui calzini ho puntato sulla qualità, tre paia di quelli alti, che proteggono bene la caviglia dalle vesciche e dallo sfregamento. Lo stesso per gli slip, tre cambi per essere tranquilla. Una giacca anti-vento leggera è stata fondamentale, soprattutto nelle discese più ventose.

La sera, quando il sole calava dietro le cime del Civetta, mettevo una maglia a maniche lunghe, quella di pile sottile che avevo scelto. Non dimenticati il cappellino con la visiera per proteggermi dal sole implacabile e gli occhiali da sole, indispensabili per gli occhi stanchi dopo ore di cammino.

E le scarpe, ah le scarpe! Quelle da trekking ben collaudate, le mie fedelissime compagne che mi hanno accompagnato su ogni sentiero. Avevo anche un paio di sandali leggeri per il riposo in rifugio, un piccolo lusso per i piedi affaticati.

  • Abbigliamento tecnico: T-shirt traspiranti sono il top.
  • Strati multipli: Essenziali per adattarsi ai cambi di temperatura.
  • Calzature: Scarpe da trekking comode e calzini specifici fanno la differenza.
  • Protezione: Cappello e occhiali da sole sono un must.

La scelta dell'abbigliamento giusto è una parte fondamentale dell'organizzazione di un trekking. Avere il capo giusto al momento giusto può davvero cambiare l'esperienza, trasformando un potenziale disagio in un ricordo piacevole. La leggerezza è un altro aspetto da non sottovalutare: ogni grammo conta quando devi portarti tutto sulle spalle per giorni.

Alcuni escursionisti esperti preferiscono portare un paio di pantaloni convertibili, che diventano bermuda con una zip, per ridurre ancora di più il peso e lo spazio occupato nello zaino. Altri ancora aggiungono un cambio di intimo termico se si prevede di camminare in periodi più freddi o a quote più elevate dove le temperature possono scendere sensibilmente anche in estate.

Cosa mettere in uno zaino per un cammino?

Allora, per un cammino di più giorni, lo zaino dev'essere un vero e proprio compagno di viaggio, sai? Ci devi mettere l'essenziale per cavartela, ma senza esagerare sennò ti spezzi la schiena prima ancora di partire. Allora, prima di tutto: un buon kit di pronto soccorso, quello non si discute, ste cose tipo cerotti, disinfettante, quelle cose lì. Poi, siccome le cose succedono, un kit di riparazione è fondamentale, tipo nastro americano, un po' di filo e ago, roba che ti salva la vita.

E poi, l'abbigliamento. Devi pensare a tutto, capisci? Porta qualcosa da metterti dopo lo sforzo, tipo una maglietta asciutta e comoda, e poi l'abbigliamento per ogni evenienza, vestiti a strati, che sia caldo o piova, tu devi essere a posto. Non dimenticare una lampada frontale, indispensabile se ti si fa tardi o se devi fare qualcosa al buio, fidati, è una manna dal cielo.

Ovviamente il sacco a pelo è un must, non si dorme certo all'aperto senza. Per il cibo, pensa a cose che durano, tipo scatolette, frutta secca, barrette energetiche, roba che non si guasta e ti dà la carica. E per lo zaino stesso, una copertura impermeabile è fondamentale, non vorrai mica che ti si inzuppi tutto dentro, vero?

  • Kit di pronto soccorso ben fornito.
  • Kit di riparazione (nastro americano, ago e filo).
  • Abbigliamento comodo "after sport".
  • Abbigliamento a strati per ogni clima.
  • Lampada frontale (e pile di ricambio).
  • Sacco a pelo adeguato alle temperature.
  • Cibo a lunga conservazione e facile da trasportare.
  • Copertura impermeabile per lo zaino.

Ah, dimenticavo un paio di cose che mi sono state super utili l'anno scorso quando ho fatto quel giro in montagna con Marco: una borraccia di buona qualità (magari che mantiene l'acqua fresca, se puoi) e una crema solare con alta protezione, perché anche se è nuvoloso, ti scotti lo stesso. E poi, se non ti dà troppo fastidio, uno strato termico sottile, quello che si usa d'inverno, ti può salvare nelle notti più fresche, anche d'estate a volte. E magari anche un piccolo asciugamano in microfibra, che si asciuga in un attimo.

Come riempire uno zaino da trekking?

Allora, la faccenda è semplice come rubare una caramella a un bambino (ma non fatelo!). La sacra bibbia del trekker urla: le cose pesanti sotto, quelle leggere sopra. Se sbagli, il tuo zaino diventa un traditore, tipo quel parente che ti fa lo sgambetto alla riunione di famiglia.

Immagina i tuoi pantaloni da trekking che ti pregano di mettere il bidone dell'acqua e la stufa da campo proprio lì, sul fondo, quasi a fare amicizia con la tua schiena. Devono essere più vicini al tuo centro di gravità, che, per i non addetti ai lavori, è dove sta il tuo equilibrio. Se li metti troppo in alto, sembrerai un pupazzo che cammina e rischia di cadere come un sasso rotolante.

Gli oggetti leggeri? Beh, quelli sono i veri passeggeri VIP. Vanno sopra, senza fare troppo casino. Tipo la giacca a vento, i calzini puliti (che durano tipo 5 minuti), e magari quel libro che sai già non leggerai mai. Servono solo a riempire gli spazi e a dare l'illusione di un peso piuma, ma soprattutto per accedere velocemente senza smontare tutto il baraccone.

Ecco qualche altro trucchetto da vecchio lupo di montagna (o di divano, a seconda dei giorni):

  • Sacco a pelo: Il sacco a pelo, che è quasi sempre la roba più soffice, va spinto a forza nel fondo, come un segreto inconfessabile. Farà da base cuscinetto per il resto del tuo "tesoro" da escursionista.
  • Oggetti essenziali: Non mettere il telefono e il portafoglio sotto il tuo accendino gigante. I gadget essenziali, tipo mappa, snack di emergenza (aka la tavoletta di cioccolato), o quel piccolo kit medico che speri di non usare mai, devono essere a portata di mano, magari nelle tasche laterali o superiori. Se no, quando ti serve, ti tocca svuotare tutto e fare un pandemonio in mezzo al sentiero.
  • Pesi equilibrati: Distribuisci i pesi in modo che lo zaino non ti tiri da una parte, tipo un cane al guinzaglio che ha visto un gatto. Se metti tutte le lattine di fagioli da un lato, finirai per camminare come un pirata con la gamba di legno. A volte un compagno di trekking aiuta a equilibrare i pesi, se no, occhio a non scambiare lo zaino per una bilancia.
  • Compressioni magiche: Usa i sacchi di compressione! Sono come piccoli maghi che fanno sparire il volume dei tuoi vestiti, trasformando un mucchio di magliette in un dischetto. Ti liberano spazio prezioso per altri "indispensabili" (leggi: più snack o quel terzo paio di calzini che hai messo per scaramanzia).
  • Prova generale: Non fare la scoperta che lo zaino ti sta uccidendo solo a metà strada. Fai una prova, mettilo su e cammina per casa, fai due passi. Se ti senti una tartaruga capovolta, qualcosa non va. Meglio aggiustare prima di trasformare la tua escursione in un inferno di dolori.

Quanto deve pesare uno zaino da trekking pieno?

Quella volta sull'Alta Via 1 ho capito tutto. Era luglio 2019, un caldo che si moriva, e io mi sentivo un eroe con il mio zaino nuovo di zecca. Un disastro. Dopo neanche due ore di salita verso il Lagazuoi, ogni passo era una pugnalata alla schiena. Le cinghie mi stavano segando le spalle, sentivo un peso innaturale che mi schiacciava verso terra.

Il mio amico Marco, che cammina da quando era un bambino, mi aveva avvertito. "Guarda che è troppo pesante, lascia a casa quella roba". E io niente, testardo come un mulo. Mi ero portato dietro il mondo: un maglione di lana pesante "non si sa mai", un power bank grosso come un mattone e pure un libro cartaceo. Un libro! Che follia.

A metà del sentiero mi sono dovuto fermare, non ce la facevo più. Ero sudato, arrabbiato con me stesso e il panorama delle Dolomiti nemmeno riuscivo a godermelo. Lì, seduto su una roccia, ho svuotato tutto. Marco ha iniziato a togliere roba e a passarla nel suo zaino, molto più leggero. È stato umiliante ma necessario. Quella sensazione di leggerezza quando l'ho rimesso in spalla... incredibile. Ho imparato la lezione sulla mia pelle, letteralmente.

Da quel giorno, la bilancia è diventata la mia migliore amica prima di ogni escursione. Quella regola del 15% nn è una stima, è una legge fisica per non rovinarsi l'esperienza e la schiena. Pesare ogni singola cosa fa la differenza tra un'avventura memorabile e un incubo a occhi aperti.

  • Peso zaino trekking: non superare il 15% del peso corporeo. Per escursionisti molto allenati si può arrivare al 20% per tratte brevi. Un uomo di 80 kg dovrebbe avere uno zaino di massimo 12 kg.

  • Trekking di un giorno: il peso dello zaino si attesta sui 4-5 kg, includendo acqua, cibo, guscio antipioggia e kit di primo soccorso.

  • Trekking di più giorni (con notte in rifugio): il peso sale a 8-10 kg. Si aggiungono un sacco lenzuolo, cambio vestiti e articoli per l'igiene personale.

  • Trekking di più giorni (in tenda): questo è il carico massimo, che può raggiungere i 12-15 kg. Qui incidono tenda, sacco a pelo e materassino, che da soli portano via almeno 3-4 kg.

Quanto deve pesare un zaino trekking?

Il peso è una regola. Non un'opinione. Escursione giornaliera: 8 Kg. Limite invalicabile. Uscita di più giorni: 15 Kg. Oltre è zavorra inutile che ti schianta la schiena e il morale. Non c'è spazio per il superfluo in montagna.

La vera metrica è il tuo corpo. Lo zaino a pieno carico non deve superare il 20% del tuo peso corporeo. Mai. Questa è la legge fondamentale della marcia. Il mio limite personale è questo. Non si sgarra. Ignorarla significa trasformare un'esperienza in una tortura.

L'efficienza si misura in grammi, non in chili. Ogni oggetto deve guadagnarsi il posto. Se dubiti della sua utilità, lascialo a casa. La leggerezza è una disciplina, non una scelta.

  • Peso Base (Senza Consumabili): È l'ossatura della tua attrezzatura. Tenda, sacco a pelo, materassino. Deve restare sotto i 9 Kg. Questo è il tuo vero banco di prova. Qui si vede chi sa viaggiare.

  • Peso Consumabile: Acqua, cibo, gas. L'unica variabile accettata. Calcola 1.5 Kg al giorno. Sii spietato nei calcoli. Un grammo in più è un grammo contro di te.

  • L'Equilibrio è Tutto: Ogni chilo in più ti rallenta, logora le articolazioni, uccide la determinazione. Non è una prova di forza. È intelligenza tattica. Pensa come un soldato, non come un turista.

Cosa mettere nello zaino per il trekking?

Allora, per il trekking, ecco cosa non puoi proprio dimenticare nello zaino:

  • Scarpe da escursionismo.
  • Protezione contro la pioggia e il vento (giacca e pantaloni).
  • Protezione contro il freddo (pullover, pantaloni lunghi, eventualmente guanti).
  • Protezione contro il sole (copricapo, crema solare, occhiali da sole).

Ok, quindi, per fare un trekking come si deve e non avere brutte sorprese, allora, senti, la prima cosa, ma proprio la più importante, sono le scarpe da escursionismo. Non quelle da ginnastica, eh, fidati, le caviglie poi ringraziano! Io una volta ho fatto l'errore, anni fa, in un sentiero un po' sconnesso... e quasi mi slogavo tutto, che dolore! Mai più.

Poi, non scherzare con il tempo, il meteo in montagna cambia in un attimo, è incredibile, specie pure in estate. Ti serve assolutamente una giacca e pantaloni impermeabili che ti proteggano da pioggia e vento, una specie di guscio tecnico. Ho visto gente inzuppata fino all'osso pure d'estate, e lì poi si congela davvero, sul serio, non è uno scherzo.

E pure se c'è il sole e pensi che non serva, la sera o in quota fa fresco, quindi mettiti sempre un bel pullover, magari un pile caldo, e i pantaloni lunghi. E non sottovalutare i guanti, anche leggeri, possono fare la differenza se tira vento freddo. Mi ricordo una Pasquetta sulle Prealpi, pensavo fosse caldo... invece i guanti mi hanno proprio salvato le mani dal gelo.

Il sole, eh, mica lo pensi, ma è un nemico pure lui. Un copricapo, un cappellino tipo, la crema solare (anche se sei scuro, credimi, serve sempre), e gli occhiali da sole. Ti bruci in un secondo, non ti accorgi, e poi ti porti dietro il naso rosso per giorni, che brucia. Una scottatura in quota è tremenda, ti rovina la gita.

Poi ci sono un po' di altre cose super importanti che devi avere, ti faccio una lista così è più chiaro:

  • Acqua: Tanta, ma tanta! Io mi porto sempre almeno due litri, anche tre se è caldo. Idratarsi è fondamentale, non scherziamo con la disidratazione in salita, è pericoloso.
  • Cibo: Snack energetici, frutta secca, barrette di cereali, cose così. Non patire la fame, ti toglie le forze. Io mi metto sempre un panino al salame, è un classico che non delude mai.
  • Kit di primo soccorso: Un piccolo kit è obbligatorio, cerotti, disinfettante, qualche antidolorifico. Non si sa mai cosa può succedere, una vescica, un graffio... Meglio essere pronti sempre, no?
  • Orientamento: Una mappa e bussola, o un buon GPS sul telefono, ma assicurati che la batteria duri e che tu sappia usarli. Non affidarti solo al cellulare, il segnale non prende proprio ovunque in montagna.
  • Lampada frontale: Anche se parti di giorno. Non si sa mai che ti fai tardi o che un sentiero si allunga più del previsto. Ti salverà nel buio, è davvero utile.
  • Coltello multiuso: Piccolo e pratico. Utile per mille cose, dal tagliare un frutto all'aprire una scatola (se proprio te la sei portata appresso).
  • Documenti e soldi: Sempre con te, magari in una bustina impermeabile per non rovinarli. Non si sa mai che ti servano per un rifugio o per emergenze inaspettate.
  • Sacchetto per la spazzatura: Mi raccomando, riporti a casa tutto, ma proprio tutto, anche la buccia di banana o i noccioli. La montagna è bella e va rispettata.
  • Power bank: Per il cellulare, così non resti senza batteria se devi fare una foto o, peggio, se ti serve per una chiamata d'emergenza. L'ho imparato a mie spese una volta in Valsesia, quando mi è morto il telefono e non sapevo più come orientarmi!