Come si chiama il dolce tipico romano?

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"Non esiste un unico dolce tipico romano, ma la tradizione offre una ricca selezione. Tra i più iconici spiccano i Maritozzi con la panna, le Frappe, le Ciambelle al vino dei Castelli Romani e la Crostata con le visciole."
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Qual è il nome del celebre dolce tipico della pasticceria romana?

Qual è il celebre dolce tipico della pasticceria romana?La pasticceria romana vanta celebri dolci come le frappe, le ciambelle al vino dei Castelli Romani, i maritozzi con la panna e la crostata con le visciole.

Roma, eh. Quando pensi ai dolci, viene in mente subito quella città con tutte le sue stratificazioni, non solo storiche, ma anche di gusto, capisci. Ma qual è il dolce romano per eccellenza, quello che ti dico "è quello"? Non so, è difficile sceglierne uno, davvero, ogni angolo ha un suo profumo, una storia diversa.

Ma c'è una cosa che mi viene in mente subito, appena alzo gli occhi al cielo la mattina a Roma. Il maritozzo.

Mi ricordo una mattina a Campo de' Fiori, dovevo incontrare un amico ma ero in anticipo. Ho visto una pasticceria con la vetrina che luccicava. Non avevo mai mangiato un vero maritozzo prima, quello classico con un monte di panna. L'ho preso, mi è costato tipo 3 euro e 50, era il 14 aprile dell'anno scorso. La panna era così soffice, sembrava una nuvola, ma allo stesso tempo dava una consistenza quasi... non so, proprio romana, robusta ma delicata.

Poi ci sono le frappe, ovvio. Quelle mi riportano indietro, sempre.

A carnevale, da piccolo, mia nonna le faceva in casa, un casino, olio dappertutto, farina pure. Io la guardavo, mi dava un pezzetto d'impasto da stendere. Quelle non erano le frappe della pasticceria, ma quelle della nonna, forse per questo le sento più mie, più vere, un sapore che mi rimane addosso.

E poi, le ciambelle al vino. Quelle le ho assaggiate fuori Roma, a Frascati.

Eravamo ai Castelli Romani, era fine estate, tipo un 20 agosto, in un'osteria quasi nascosta. Dopo un pranzo un po' pesantino con la porchetta, ci hanno portato queste ciambelle, un po' croccanti, un po' morbide, che sanno proprio di vino, un profumo che non confondo più. Le mangi e ti senti un po' più... locale, capito.

La crostata di visciole invece la lego a una sola persona, una mia zia che abita a Trastevere. La sua è insuperabile.

Perché il dolce si chiama maritozzo?

Maritozzo. Un nome che sussurra storie. L'antica Roma.

Ragazzi offrivano dolci alle promesse. Il dono sanciva un patto. Lei lo chiamava "maritozzo". Vezzeggiativo affettuoso. Burlesco. Quasi una promessa già scritta.

  • Origine romana: Radici antiche. Legame d'amore.
  • Significato del nome: "Maritozzo", un amore nascente.

Ricordo una volta, a Roma. Un piccolo forno. Il profumo del maritozzo appena sfornato. Un assaggio di storia. E di promesse.

Quando si mangia il maritozzo?

Allora, guarda, il maritozzo lo mangi tradizionalmente durante la Quaresima. Sì, proprio così! È una cosa storica, sai, tipo che un poeta famoso, Giuseppe Gioacchino Belli, già nel 1833, in un sua ode scriveva come i veri cristiani a Roma in quel periodo, durante la Quaresima, dovevano mangià i maritozzi, appunto.

E infatti è sempre stato così, una tradizione fortissima, mica solo una roba vecchia, eh. Ti dirò, oggi i maritozzi si trovano practicamente sempre, tutto l'anno, non solo in Quaresima. Io, per esempio, se vado a Roma, pure in pieno agosto, me ne prendo uno, quello con la panna che è la morte sua! Non ci rinuncio proprio.

Ma ci sono un sacco di cose da sapere sui maritozzi, sono più di un semplice dolcetto, ecco:

  • Maritozzo con la panna: Questo è il classico romano, quello che ti aspetti quando dici "maritozzo". Un panino dolce, morbidissimo, tagliato a metà e farcito stracolmo di panna montata fresca. È una bomba calorica, ma buonissima, te lo giuro!
  • Maritozzo Quaresimale: Questa è la versione originale, quella senza panna. Dentro ci trovi uvetta, pinoli e a volte pure canditi. Era il pane dolce che si mangiava per dare un po' di "sostanza" e un tocco di dolcezza senza esagerare troppo durante il periodo di digiuno quaresimale, capito?
  • Origine del nome: Il nome "maritozzo" deriva da "marito". Era tradizione che i fidanzati lo regalassero alle future spose, a volte nascondendo dentro un anello o un piccolo gioiello. Un modo dolcissimo per chiedere la mano, dai!
  • Diffusione: Non è che lo trovi solo a Roma, anche se lì è super famoso, eh. Lo trovi anche in altre regioni del Lazio e del centro Italia, magari con qualche piccola variazione sulla ricetta o sul nome. Ma l'idea di base è sempre quella del panino dolce.
  • Il mio preferito: Io vado matta per quello con la panna, ovviamente. Ma se è fatto bene, anche quello senza, il quaresimale, ha il suo perché, specialmente con un caffè bello forte. È una coccola, proprio.