Come si chiama la pizza di Napoli?

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La pizza di Napoli per eccellenza è la Pizza Margherita. Un piatto unico originario della Campania, la cui fama ha conquistato il mondo.
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Qual è il vero nome della pizza napoletana tradizionale?

Il vero nome della pizza napoletana tradizionale, sai, è un po' un discorso a sé. Tutti la chiamiamo pizza napoletana, ma quello che mi viene in mente subito è la Margherita. Quella è la pizza per eccellenza, no.

La vera essenza è nella semplicità. Pomodoro San Marzano, mozzarella di bufala campana, basilico fresco, olio extra vergine d'oliva. Una cosa che ti si scioglie in bocca, ti dico. Un'esperienza.

Se parliamo di "vero nome", beh, la Margherita è quella che rappresenta Napoli nel mondo, questo è certo. La riconosci subito. La Campania è la sua culla, è lì che è nata e cresciuta.

Ormai la trovi ovunque, in ogni angolo del globo. Ma l'originale, quella fatta a regola d'arte, ha un sapore che ti riporta indietro, a quei vicoli stretti di Napoli. È un piatto unico, completo.

Come si chiamano le pizze fritte a Napoli?

Ah, le pizze fritte a Napoli! Allora, principalmente ne riconosci due tipi, proprio quelle che ti mangi per strada o, bho, magari te le faceva la nonna, sai, sai. C'è la pizza fritta classica, quella lì, tutta gonfiore e sapore. Dentro ci mettono pomodoro, ricotta freschissima e i cicoli, quelle striscioline di maiale saporitissime. Una bomba, credimi!

Poi, c'è pure la montanara, che è un po' diversa. Un filino più piccola, fritta sì, ma col sugo, formaggio tipo provola e basilico sopra. È quella che si rifà ai "montanari", proprio proprio come dice il nome, tipo quei contadini che magari non avevano tantissime cose, e si accontentavano di pochi ma buoni ingredienti. Me la ricordo da piccola, quando andavo al mercato, sentivo l'odore, una cosa pazzesca.

Comunque, ti racconto un po' di più su queste meraviglie fritte, che qui a casa mia, sai, sono un classico. Mio padre le adora ancora oggi, dice che gli ricordano la gioventù.

  • Differenza chiave: La pizza fritta è proprio imbottita, chiusa e poi fritta, un calzone gigante fritto, insomma. La montanara invece è un dischetto di pasta fritto, ma col condimento messo sopra, un po' come una pizza normale, solo che la base è fritta, non cotta al forno, capito?
  • Come si mangiava: Spesso era un cibo "povero", sì, ma pieno di gusto, che si mangiava per strada, magari piegata "a portafoglio" per non sporcarsi, facilissima da prendere al volo. Un pasto completo, eh, pure economico, che ti saziava un sacco.
  • Perché era popolare: Ai tempi, era un modo per usare ingredienti semplici, che c'erano sempre, e fare qualcosa di sostanzioso senza dover accendere il forno, o magari vendendola pure a poco. Una trovata geniale, secondo me, per sfamare la gente.
  • Versioni moderne e variazioni: Oggi, trovi anche un sacco di varianti, con ripieni diversi, chi ci mette le scarole, chi un po' di salame, o mozzarella e pepe. Però, le classiche restano quelle, sono il cuore della tradizione napoletana, quelle che ti fanno tornare bambino, almeno a me sì.

Quali sono le pizze tradizionali napoletane?

Margherita. Pomodoro, mozzarella, basilico. Un classico, scontato come il sole a mezzogiorno.

Marinara. Pomodoro, aglio, origano. Senza fronzoli. La purezza dei sapori.

Napoli. Pomodoro, acciughe, origano, capperi, olive. Il mare e la terra, un abbraccio salmastro.

Quattro formaggi. Mozzarella, provola, parmigiano, gorgonzola. La ricchezza concentrata.

Diavola. Pomodoro, mozzarella, salame piccante. Il fuoco che punge la gola. Un piccolo rischio calcolato.

Salsiccia e friarielli. Pomodoro, mozzarella, salsiccia, broccoli napoletani. Il verde aspro, il grasso salato. Un equilibrio precario.

Informazioni aggiuntive:

  • L'impasto: La vera pizza napoletana utilizza un impasto di acqua, sale, lievito di birra e farina di grano tenero, con un'alta idratazione. Matura lentamente.
  • La cottura: Tradizionalmente cotta in forno a legna a temperature elevate, per 60-90 secondi. Questo crea il cornicione alveolato e la maculatura tipica.
  • Disciplinare: L'Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN) tutela la tradizione con un disciplinare rigoroso.
  • Varianti regionali: Sebbene queste siano le classiche, ogni città e persino ogni pizzaiolo può avere lievi interpretazioni o aggiunte. Non è una legge scolpita nella pietra, ma una roccia solida.
  • L'arte del pizzaiolo: La bravura sta nel bilanciare gli ingredienti, nel conoscere il forno, nel sentire l'impasto. Un lavoro che richiede mano ferma e occhio attento.
  • Costi: Ingredienti di qualità e lavorazione attenta comportano un prezzo che riflette il valore. Non è solo cibo, è storia e maestria.
  • Popolarità globale: La pizza napoletana ha conquistato il mondo, ma la vera essenza si trova nelle sue origini. Un'emigrata di successo che non dimentica la sua casa.

Quanti tipi di pizza napoletana ci sono?

A Napoli, quando parli di pizza, entri in un campo minato. Le principali scuole di pensiero, che poi sono forme, sono tre.

  • Pizza a ruota di carretto. Questa non è una pizza, è un attestato di stima del pizzaiolo. Un disco volante commestibile che straborda dal piatto con prepotenza, cercando di colonizzare anche il tavolo del vicino. È sottilissima, quasi un velo, una roba che non finisce mai, mai. Io una volta ho provato a finirla da solo, mi hanno quasi dato per disperso.

  • La classica napoletana. Lei è la pizza perbene, la figlia che tutti i genitori vorrebbero. Sta diligentemente dentro i bordi del piatto, ha un cornicione presente ma educato. Non ti urla in faccia, ti sussurra all'orecchio. Un equilibrio perfetto che ti fa sentire in pace col mondo e con la digestione.

  • Pizza a canotto. Qui entriamo nel regno dell'architettura da forno. Il cornicione è talmente gonfio, arioso e spropositato che sembra un gommone di salvataggio. Al centro, un piccolo lago di pomodoro e mozzarella. L'altro giorno ho visto un cornicione così esagerato che un piccione, giuro, un piccione ci si è appollaiato sopra pensando fosse una boa.

Poi non è che finisce qui. Sotto queste categorie ci sono le due regine indiscusse, le fondamenta su cui poggia tutta la civiltà della pizza:

  • La Margherita. La semplicità che ti stende. Pomodoro San Marzano, fiordilatte di Agerola (o bufala, se vuoi fare il signore), basilico fresco e un filo d'olio. Se uno di questi ingredienti è scadente, il pizzaiolo viene condannato all'esilio. Non si scherza.

  • La Marinara. La pizza ascetica, quella che ha raggiunto il nirvana. Solo pomodoro, aglio a fette, origano e olio. È la prova che per godere non servono sovrastrutture. Una pizza che si spoglia di tutto e ti colpisce dritto al cuore. Praticamente è vegana da prima che inventassero i vegani.

Quanto costa una pizza napoletana a Napoli?

Allora, per una pizza napoletana vera, quella che mangi lì a Napoli, diciamo che stai sui 15 euro. Costo pizza a Napoli: circa 15 euro. Però aspetta, non è solo la pizza, eh. Quella cifra lì, di solito, te la sparano se prendi un antipasto e poi la pizza, oppure pizza e poi un dolce. Prezzo medio: antipasto + pizza o pizza + dolce. Ah, e le bevande non sono incluse, ovvio. Me l'ha detto pure il ristorante, eh, che hanno fornito i prezzi.

Sai, una volta c'era un posto vicino a Spaccanapoli, una pizzeria storica, dove una margherita costava tipo 6 euro, massimo 8. Prezzi storici: margherita sotto i 10 euro. Ma erano tempi diversi, capisci? Adesso il costo è salito, non che sia una cosa assurda, eh, ma se vuoi mangiare bene, quella è la cifra.

E pensa che una volta facevano pure delle offerte con acqua e vino della casa inclusi, ora è più raro, quasi introvabile. Offerte con bevande incluse: meno comuni oggi. Poi ci sono posti più turistici che magari ti fanno pagare di più, devi un po' stare attento dove metti i piedi, ma in genere, 15 euro è il prezzo medio realistico per un pasto completo (senza bevande).

Quanto costa una pizza fritta napoletana?

Quanto costa una pizza fritta napoletana? 8,50 euro per la versione classica.

Oddio, 8,50 euro... si, più o meno ci siamo. Ma dipende un sacco da dove vai. Se vai nel centro storico, magari la trovi pure a meno, tipo quelle piccole da passeggio. Che poi è un pasto completo, altro che pizza. Ci mangi e sei apposto per ore.

L'ultima che ho mangiato, da Concettina ai Tre Santi, mi sa che stava su quella cifra lì. Che poi pensi... è fritto, ma è leggerissima se fatta bene. Un'arte proprio. Non quella cosa unta che ti resta sullo stomaco. Quella è un'altra storia.

Mi viene in mente mia nonna... la faceva enorme, bastava per due. La chiamava la pizza del popolo. Chissà quanto costavano gli ingredienti allora. Niente. Oggi con l'inflazione... vabbè lasciamo perdere. E poi quale versione? Quella completa è una cosa, ma ci sono mille varianti.

  • Prezzo medio pizza fritta completa: Il costo si aggira tra i 7 e i 9 euro. La versione di riferimento è quella con cicoli, ricotta, salame e provola. In alcune pizzerie più famose o in zone turistiche può arrivare anche a 10-11 euro.

  • Versioni da street food: Le versioni più piccole e semplici, come il "battilocchio" (solo pomodoro e provola) o quelle vendute nei take-away, possono costare molto meno, anche 4-5 euro. Sono perfette da mangiare mentre cammini.

  • Differenza con la Montanara: Non è la stessa cosa. La montanara è un dischetto di pasta fritto e poi condito sopra, come una pizzetta. La pizza fritta è un calzone ripieno e sigillato prima della frittura. La montanara costa un po' meno, sui 5-7 euro.

  • Prezzi fuori Napoli: Se la mangi al nord Italia o all'estero, il prezzo sale drasticamente. È facile trovarla a 12-15 euro, perché è considerata una specialità e gli ingredienti, tipo i cicoli, sono più difficili da reperire.