Cosa si mangia il martedì grasso a Napoli?

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A Napoli, il Martedì Grasso è sinonimo di lasagna! Un piatto ricco di storia, dalle origini romane, che oggi rappresenta una gustosa tradizione partenopea. Un tripudio di sapori che celebra l'allegria e l'abbondanza pre-Quaresimale.
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Cosa si mangia a Napoli per il Martedì Grasso?

Uff, che domanda! Martedì Grasso a Napoli? Lasagna, LASAGNA. Non ci scappi. Punto.

Me ricordo tipo... Martedì Grasso 2018, ero a Napoli, a casa di mia nonna a Forcella. Tavola imbandita che manco a Natale, e al centro? Una teglia fumante di lasagna. Nonna la fa con un ragù che ci mette tipo tre giorni a preparare, ricotta di bufala, polpettine fritte... una roba da svenire.

Non so, magari qualcuno fa altro, però nella mia esperienza, lasagna è sinonimo di Martedì Grasso napoletano. Costo? Bah, dipende, se la fai tu spendi magari 20€ di ingredienti, ma il valore affettivo è impagabile!

Domanda: Cosa si mangia a Napoli per il Martedì Grasso? Risposta: Lasagna.

Cosa si cucina il martedì grasso?

Martedì Grasso, ah che casino! Quest'anno, tipo... ieri? Comunque, mi è venuto in mente quando ero piccolo, a casa della nonna a Firenze.

  • Braciole e fagioli all'uccelletto con salsiccia, ecco cosa cucinava la nonna! Un profumo incredibile invadeva tutta la casa. Mi ricordo che lei diceva sempre, "Forza, mangia che ti fa bene!".
  • E poi, oh mamma, i cannelloni ripieni di ricotta al forno! Roba da leccarsi i baffi. Lei li faceva con un sugo talmente buono, che ci inzuppavo il pane fino all'ultima goccia.
  • Certo, la lasagna non l'abbiamo mai fatta a casa. Forse è più una cosa del Sud, boh. Però, a Napoli... una volta ho assaggiato una lasagna che era la fine del mondo! Mai più trovata così buona.

Pensandoci bene, il Martedì Grasso era un pretesto per mangiare come se non ci fosse un domani! La nonna diceva che bisognava fare il pieno di energie prima della Quaresima... ma io credo che le piacesse solo vederci felici e cicciottelli.

Cosa si fa per martedì grasso?

Martedì grasso... oh mamma mia, che ricordi! Quest'anno cade il 13 febbraio, e mi torna in mente quella volta a Venezia, tipo... cinque anni fa? Forse sei. Non so, il tempo vola.

Eravamo lì per il Carnevale, un casino di gente ovunque, maschere incredibili, tipo da film. E poi, a un certo punto, fame!

  • Frittelle: Ovvio, Venezia è frittelle a gogo.
  • Galani/Chiacchiere: Croccanti, zuccherate, una tira l'altra. Ne ho mangiate un quintale.
  • Fegato alla veneziana: Ok, non proprio dolcino, ma super tipico e buonissimo.

Ma il clou è stato il pranzo in una trattoria nascosta. Risotto ai frutti di mare da urlo, e poi, non so come descriverlo, una specie di torta salata con la ricotta e gli spinaci. Una roba da leccarsi i baffi.

  • Il caos: Gente che cantava, ballava, lanciava coriandoli.
  • Il freddo: Oddio, un freddo cane, ma chi se ne fregava.
  • Il vino: Tanto vino, che poi non mi ricordo più niente.

Ecco, martedì grasso per me è questo: un bordello di colori, sapori, e un po' di sana follia. E magari, quest'anno, mi faccio un bel piatto di fegato alla veneziana per rivivere quei momenti.

Cosa si cucina a Carnevale a Napoli?

Ah, Carnevale a Napoli… un tripudio! Ricordo ancora, ero piccolo, a casa di mia nonna a Forcella. Non si scherzava mica!

  • Lasagne: Non le solite, eh! Quelle con ricotta, polpette, un ragù che cuoceva ore e ore... mamma mia, profumo ovunque!
  • Braciole: Al ragù, ovviamente. Carne tenerissima che si scioglieva in bocca.
  • Chiacchiere: Croccanti, piene di zucchero a velo. Ne mangiavamo a quintali, altro che dieta!
  • Migliaccio: Un dolce strano, con semolino e ricotta. Non era il mio preferito, a dire la verità, ma la nonna insisteva sempre.
  • Sanguinaccio: Questo, ve lo dico, non l'ho mai sopportato. Cioccolato e sangue di maiale… bleah! Però a tanti piace.

Il Giovedì Grasso e il Martedì Grasso poi, erano il delirio. Tavolate infinite, parenti che arrivavano da ogni dove, un casino incredibile ma che bello! La nonna cucinava per giorni, un vero esercito! E poi, dopo mangiato, tutti a ballare e cantare. Che bei tempi… mi viene quasi da commuovermi.

Adesso che ci penso, la ricetta del ragù della nonna… dovrei proprio chiederla a mia madre! Magari quest'anno provo a rifarlo per Carnevale, chissà!

Cosa si cucina a Carnevale?

Carnevale... che pensieri, stanotte. Sai, a casa mia, era sempre un casino, ma bello. Mamma, santa donna, impazzava tra fritture e dolci. Ricordo l'odore di olio caldo, un misto di dolce e salato, che si spandeva per tutta la casa. Un profumo che ti entrava dentro, ti faceva sentire subito parte della festa.

Quest'anno? Boh. Sarò sincero, non ho voglia di niente. Forse farò solo una cicerchiata, una piccola cosa, solo per me. Già, la cicerchiata, un po' come un ricordo. Un sapore antico, che sa di casa.

Le castagnole? Le ho sempre detestate, quelle palline unte. Le frappe, quelle sì, erano buone. Le preparava mia nonna, aveva una ricetta segreta, ovviamente. Le graffe? Mai capite, troppo pesanti per me. Preferivo le frittelle di mele, semplici e buone.

  • Cicerchiata (la farò quest'anno, semplice)
  • Frappe (quelle di nonna, un ricordo)
  • Frittelle di mele (le preferivo)

Gli arancini e le zeppole? Beh, quelli erano più per la festa di San Giuseppe. Anche se a volte, li preparava mia mamma anche a carnevale. Un po' come se mescolasse le feste, come se non avesse importanza la data.

Quest'anno ho 38 anni e vivo da solo. Non sento più la gioia di carnevale come prima. E non mi va di cucinare tanto. Magari, solo un caffè e un libro.