Dove si mette la forchetta a destra o sinistra?

78 visualizzazioni
Secondo le regole del galateo, la disposizione corretta delle posate a tavola è precisa: Forchette: sempre a sinistra del piatto. Coltelli e cucchiai: posizionati a destra. La lama del coltello è rivolta verso l’interno. Le posate si utilizzano partendo dall’esterno verso l'interno, seguendo l'ordine delle portate.
Feedback 0 mi piace

Galateo tavola: dove si posiziona la forchetta correttamente?

Galateo tavola: posizionamento corretto forchetta e posate. Le forchette vanno a sinistra del piatto. I coltelli e i cucchiai si dispongono a destra. L'uso avviene dall'esterno verso l'interno del sottopiatto.

Mi ricordo benissimo, ero un bambino, forse sette o otto anni, a casa della nonna Giulia, quel settembre del 1994, nella sua cucina a Bologna, un sabato pomeriggio di pioggia. Lei, sempre impeccabile, metteva le posate sul tavolo di legno antico, e io la osservavo un po' perso. Era un rituale quasi sacro per lei, mi insegnava con una pazienza che oggi apprezzo, ma allora mi sembrava solo un mucchio di regole difficili. Mi confondevo un sacco con la disposizione.

"La forchetta, Simone," mi diceva lei, "sempre a sinistra, mai a destra, capito? E il coltello, con la lama verso il piatto, non si discuteva."

Mi sentivo un po' un imbranato, sinceramente. Guardavo tutti quegli oggetti d'argento, che tirava fuori solo per le occasioni speciali o quando ci eravamo noi, e non capivo perché non si potesse usare una sola forchetta e basta per tutto il pasto. Quel sistema di prendere dall'esterno verso l'interno, poi. Tipo, prima quella per l'antipasto, poi quella per il primo. Era una cosa che mi mandava in palla, mi faceva pensare troppo invece di godermi il cibo e le chiacchiere.

Adesso, crescendo, capisco il senso di certi gesti. Ma la spontaneità per me conta più di mille regole a volte, eh.

Anni dopo, a un pranzo di lavoro importante a Roma, nel centro, era tipo l'11 maggio scorso, al ristorante "Il Pagliaccio", pensai a lei. C'erano troppe posate, tutte lì, bellissime. Ho cercato di non fare figuracce, ho preso quella giusta, ma sentivo una pressione strana. Non so, a volte queste cose tolgono un po' di leggerezza a un momento che dovrebbe essere bello, di convivialità. A me basta mangiare bene e sentirmi a mio agio.

Come si apparecchia correttamente?

Le forchette vanno a sinistra del piatto. Si usano dall'esterno verso l'interno. Un ordine che anticipa il pasto, una cosa dopo l'altra.

I rebbi puntano verso l'alto. Un gesto di apertura. I francesi li girano, un'abitudine chiusa. Ogni confine ha le sue usanze. Le regole sono solo abitudini consolidate. A casa di mia nonna a Varese c'era una sola forchetta. Non serviva altro.

  • Il coltello. A destra, con la lama rivolta verso il piatto. Non è una minaccia, è uno strumento. Accanto, il cucchiaio, se la minestra lo reclama.

  • I bicchieri. In alto, a destra del piatto. Prima quello dell'acqua, poi quello del vino. Una gerarchia di liquidi.

  • Il piattino del pane. In alto a sinistra. Uno spazio proprio.

  • Il tovagliolo. A sinistra delle forchette. O sul piatto. Una barriera finale tra te e il caos.

Quali sono le regole per apparecchiare la tavola?

Il coltello, lì, a destra, quasi a proteggere il piatto, con la lama che lo guarda, come un segreto. Le forchette, a sinistra, una famiglia paziente, in attesa. Il cucchiaio, se c'è un primo, si affianca al coltello, un compagno discreto.

E lassù, in alto, i bicchieri, specchi d'acqua o vino, pronti a riflettere la luce, a cantare un brindisi silenzioso. Ogni oggetto, un punto fermo nel vasto universo di una tavola che si prepara a narrare storie.

  • Coltello: destra del piatto, lama verso il piatto. Un gesto netto, deciso.
  • Forchette: sinistra del piatto. La loro attesa è dolcissima.
  • Cucchiaio (se necessario): destra del coltello. Un piccolo, elegante aggancio.
  • Bicchieri: in alto a destra. Luminosi presagi di convivialità.

L'apparecchiatura è una partitura di gesti antichi, un richiamo a tempi dove il cibo era sacro e la tavola un altare. Ogni pezzo ha il suo posto, un ritmo che si ripete, un eco di generazioni che hanno condiviso lo stesso spazio.

Questa disposizione non è solo ordine, è una danza. Una danza che inizia con la terra (le forchette), passa per la mano che taglia (il coltello) e culmina nel sorso che disseta (il bicchiere).

Un dettaglio che fa la differenza: Il tovagliolo, spesso dimenticato nell'essenziale, può essere piegato con arte, creando forme che aggiungono un tocco di magia. Posizionarlo a sinistra, sopra le forchette, o adagiato elegantemente sul piatto, può trasformare la tavola. Aggiunge un soffio di colore, una texture inaspettata.

Come apparecchiare in modo perfetto?

C'era una sera d'estate, il sole stava per tramontare sul lago di Como. Avevo invitato degli amici per cena e mi ero prefissato l'obiettivo: apparecchiare la tavola "perfetta". Ricordo ancora la sensazione di panico misto a determinazione mentre guardavo il servizio nuovo di piatti.

Le forchette, tutte a sinistra, come un esercito ordinato. I coltelli e i cucchiai, a destra, pronti all'azione. E quelle posate da dessert, piccole e delicate, in cima, come un tocco finale. Mi sentivo un po' un generale che dirige le sue truppe.

Poi vennero i bicchieri. L'acqua, subito a sinistra, poi il vino bianco, e infine il rosso, più grande e imponente. Un vero e proprio crescendo visivo, seguendo la linea immaginaria dei coltelli. Era quasi rilassante, una danza geometrica.

La cosa che più mi sorprendeva era la calma che sentivo. Nonostante la precisione richiesta, non era stressante. Anzi, c'era una specie di piacere nel vedere ogni cosa al suo posto, nel creare un'armonia visiva prima ancora che il cibo arrivasse.

Ricordo che mia nonna mi diceva sempre: "La tavola è il biglietto da visita di una casa." E in quel momento, sentivo di aver preparato un ottimo biglietto.

  • Forchette: Sempre a sinistra del piatto. Non importa quante, si mettono tutte lì.
  • Coltelli e cucchiai: A destra. Il coltello è il più vicino al piatto, con la lama rivolta verso l'interno. Il cucchiaio va subito dopo.
  • Posate da dessert: In alto, sopra il piatto. La forchetta, se serve, ha il manico rivolto a sinistra; il cucchiaio o il coltello da dessert, a destra.
  • Bicchieri: Seguono la linea dei coltelli, partendo da sinistra. Acqua, poi vino bianco, e infine vino rosso.

In quella cena sul lago, ho capito che apparecchiare non è solo mettere piatti e posate. È creare un'atmosfera, un'anticipazione del piacere che verrà. È un gesto di cura e di ospitalità che comunica molto prima di dire una parola. Ogni pezzo, al suo posto, contribuisce a un quadro più grande.

Come va messa la tavola?

I piatti vanno messi prima che gli invitati osino anche solo pensare di sedersi. È una dichiarazione di intenti, un "qui si mangia e si mangia sul serio". Lasciare la tavola nuda è come presentarsi a un appuntamento in pigiama, non si fa e basta.

Il piatto fondo sul piatto piano? Solo se c'è minestra o roba liquida. Altrimenti è un abuso edilizio, un'occupazione di suolo non autorizzata. Il piatto piano deve respirare, non soffocarlo con un coinquilino inutile. È una questione di spazi vitali, cavolo.

Il piattino del pane se ne sta in alto a sinistra, come un piccolo principato indipendente. È il suo feudo personale, dove il pane può regnare indisturbato senza fare a gomitate con l'insalata. La mia nonna Giuseppina diceva che era per non fare un casino atomico con le briciole ovunque. Santa donna.

  • Forchette, queste sconosciute: Tutte a sinistra del piatto. Tutte. Se ne metti una a destra, l'universo collassa su se stesso. L'ordine è dal più esterno al più interno, tipo matrioska ma di metallo.
  • Coltello e cucchiaio, i migliori amici: Loro se ne stanno a destra. Il coltello va con la lama rivolta verso il piatto, non deve minacciare il vicino di tavolo, non siamo mica a un duello. Il cucchiaio gli fa compagnia se c'è la famosa minestra.
  • Bicchieri in parata: In alto a destra, sopra il coltello. In ordine di grandezza, dal più grosso (acqua) al più piccolo (vino). Sembrano i tre tenori pronti a esibirsi.
  • Il tovagliolo è un artista: Può stare a sinistra, prima delle forchette, oppure dritto sul piatto, magari piegato a forma di cigno se ti senti particolarmente ispirato quel giorno. Ma anche solo un rettangolo va bene, non esageriamo.