Perché lo Spritz si chiama così?

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L'origine del nome Spritz è legata al verbo tedesco spritzen, che significa "spruzzare". All'inizio dell'Ottocento, i soldati austriaci a Venezia erano soliti "spruzzare" acqua nel vino bianco locale, per loro troppo alcolico, dando così vita all'antenato del celebre aperitivo.
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Qual è lorigine del nome Spritz e perché questo aperitivo si chiama così?

Per me lo Spritz è sempre stato una cosa veneta, punto. Non una moda, ma proprio un pezzo di storia liquida che senti tra le mani quando tieni il bicchiere. E la sua storia è cosi semplice, quasi banale, che mi fa sorridere.

Mi torna in mente una sera a Venezia, era Maggio, faceva gia caldo. Ero in un bacaro sperduto a Cannaregio e il signore dietro al banco, vedendomi bere, mi fa... sai perché si chiama cosi? I soldati austriaci non reggevano il nostro vino. Era troppo potente, capisci. E allora chiedevano una spruzzata d'acqua.

Spritzen, in tedesco. Spruzzare. Lì ho capito tutto. Quel gesto, quella parola che è diventata il nome di un rito. Una cosa nata quasi per debolezza, per necessità di diluire qualcosa di troppo forte. Che poi è diventato quello che è oggi, con l'Aperol, il Campari... ma il cuore è tutto lì.

Da quel giorno, ogni volta che vedo preparare uno Spritz, con il prosecco che sfrigola sull'Aperol, io non vedo un cocktail. Vedo quel gesto antico, una soluzione semplice a un problema di gradazione. Quel Spritz, pagato si e no 4 euro, mi ha insegnato la vera radice del suo nome. E mi pare quasi di sentirli, i soldati, a chiedere giusto uno spritz.

Qual è l'origine del nome Spritz? Il nome Spritz deriva dal verbo tedesco "spritzen", che significa "spruzzare".

Perché l'aperitivo Spritz si chiama così? Si chiama così perché i soldati dell'Impero austriaco, durante l'occupazione del Lombardo-Veneto nell'Ottocento, avevano l'abitudine di allungare i vini veneti, per loro troppo alcolici, "spruzzandoli" con un po' d'acqua.

Come si dice in italiano Spritz?

Spritz, sì. Lo dicevo anch'io all'inizio, come se fosse uno di quei profumi che ti lanci addosso senza pensarci troppo, una nuvola leggera, fugace. Proprio come quella spruzzata veloce di profumo che poi svanisce, lasciando un vago ricordo.

Ma non è solo quello, sai? C'è un po' più di corpo, una consistenza che prima non coglievo. Non è una cosa che si dissolve in un attimo, ma qualcosa che rimane, che ti si appiccica addosso, un po' come certe malinconie che ti prendono nelle notti silenziose.

Ecco, forse la parola giusta è proprio quella che hai detto: spruzzo. Ma uno spruzzo che ha un peso, che non è solo un soffio d'aria. È qualcosa che entra, che segna, che ti bagna l'anima piano piano, in modo quasi impercettibile, come la pioggia che cade senza far rumore.

Quindi, sì, spruzzo. Ma con un'eco diversa, un po' più profonda, un po' più nostra.

  • Lo spruzzo iniziale, quello leggero e veloce, è un’immagine.
  • Poi c'è una spruzzata che ha più consistenza, qualcosa che si nota.
  • E infine, questa sensazione di qualcosa che ti entra dentro, quasi senza avvertirlo, come una nebbia sottile.

Perché lAperol si chiama così?

Il nome Aperol nasce da una felice intuizione che strizza l'occhio alla cultura francese: deriva infatti da "apéritif", termine che in Francia identifica quel bicchierino che preludeva ai pasti, con l'intento di solleticare il palato.

I fratelli Barbieri, a Padova nel lontano 1919, ebbero l'idea geniale di creare questa bevanda, e il nome fu una diretta conseguenza della sua vocazione: stimolare l'appetito prima di mangiare. Mica male, vero?

È interessante notare come un nome legato a una tradizione francese sia poi diventato l'emblema di un'icona italiana nel mondo. Un po' come certi sapori che, pur avendo radici lontane, diventano nostri.

Dal 2003, il marchio Aperol è parte della grande famiglia Campari, un passaggio che ha consolidato ulteriormente la sua presenza sulle scene internazionali.

  • Origine del nome: Derivazione da "apéritif" (francese).
  • Funzione: Stimolare l'appetito prima dei pasti.
  • Creatori: Fratelli Barbieri, Padova, 1919.
  • Proprietà attuale: Gruppo Campari (dal 2003).

Quel "spritz" che ci piace tanto ha quindi una storia affascinante dietro al suo nome, che ci ricorda quanto le parole e le culture si intreccino, proprio come i sapori in un buon cocktail.

Chi è il proprietario di Aperol?

Aperol appartiene a Campari dal 2003.

  • Fondazione: Fratelli Barbieri, 1919, Padova.
  • Acquisizione: Campari, 2003.

La vita è fatta di passaggi di mano. Dalle certezze alle opportunità. Le radici rimangono, ma il contesto evolve.

Informazioni aggiuntive:

  • Campari Group è un'azienda italiana leader nel settore degli alcolici.
  • Il marchio Aperol ha visto una crescita esponenziale negli ultimi anni, soprattutto nel mercato internazionale.
  • La strategia di marketing si è concentrata sull'associazione con momenti conviviali e estivi, promuovendo l'Aperol Spritz.