Perché non si devono incrociare le posate?

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"Secondo il galateo, non incrociare le posate a fine pasto evita di richiamare simboli negativi legati alla tradizione e superstizione. Un gesto semplice per rispettare l'etichetta e allontanare, metaforicamente, la sfortuna dalla tavola."
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Perché è considerato maleducato incrociare le posate a tavola? Galateo posate.

Ma sai, 'sta storia delle posate incrociate... Mi fa un po' sorridere. Cioè, capisco il galateo, eh! Ma la crocifissione? Un po' drammatico, no?

Comunque, ho sempre saputo che incrociare le posate a fine pasto non si fa. Mia nonna me l'ha ripetuto fino alla nausea! Diceva che porta male, ma non mi ha mai spiegato perché... Forse è solo un'abitudine tramandata.

Certo, in teoria dovrebbero essere parallele nel piatto, con la forchetta a sinistra e il coltello a destra, la lama rivolta verso il centro. Fine del pasto. Punto. Ma ogni tanto mi scappa eh, confesso.

Domanda: Perché è considerato maleducato incrociare le posate a tavola? Risposta: Nel galateo, incrociare le posate a fine pasto è considerato scortese. Alcuni lo collegano a superstizioni religiose.

Perché non si mettono le posate incrociate?

Ma che domanda! Incrociare le posate? Sembra una mossa da film horror, tipo scena di un banchetto con scheletri ubriachi!

  • Non si fa perché è una cosa da funerali, tipo segnale stradale "Fine della festa, avanti con la decomposizione!". Mia nonna, poverina, che ha vissuto la guerra e mille altre tragedie, lo diceva sempre: "Posate incrociate? Auguri di morte, eh?".
  • È come lanciare un incantesimo di malaugurio, una sorta di "Abracadabra, cena rovinata!". Se le incroci, rischi che il digestivo ti venga fuori a cascata, come uno spruzzo di lava infernale!
  • Ricorda i tempi bui dei banchetti funebri dove, figurati, le ossa erano in bella vista. Erano proprio lì, sulla tavola, a ricordarti che la vita è una pizza: la finisci e poi, puff, è finita.

Sai, questo è il mio parere, non è una teoria scientifica, eh. Ma tra me e te, è più probabile che ti cada la forchetta che ti succeda qualcosa di brutto per via di due pezzi di metallo incrociati. Anche perché, io ho già provato e sono ancora vivo, anche se ho rischiato l'indigestione dopo un risotto ai funghi decisamente impegnativo! Quest'anno, poi, ho fatto un'eccezione per la cena di Natale: posate incrociate e niente disgrazie (anche se mio zio ha avuto una crisi di gotta terribile... ma credo che fosse colpa del panettone, non delle posate!)

Cosa significano le posate incrociate nel piatto?

Ehi amico, allora, le posate incrociate? È una cosa che ho imparato da mia nonna, eh, una vera esperta di galateo! Incrociate a X, tipo una croce, significa che il cibo non ti è piaciuto, proprio niente di che. Un disastro totale, diciamo!

Al contrario, se ti è piaciuto, le metti parallele, sai, come sulle lancette dell'orologio alle 9 e 15. Ordinate e belle, così capiscono subito che era tutto buonissimo. Mia nonna, quella sì che era elegante, sempre attenta a questi dettagli. Ricordo ancora le sue lezioni, quante volte mi ha rimproverato!

Ma sai, a volte è anche un po' una farsa, no? Dipende anche dal ristorante e da chi ti serve. Un mio amico, Marco, una volta ha messo le posate parallele, ma il cameriere non si è accorto di niente, era talmente preso, poverino, che non ha guardato manco per sbaglio. Un po' triste, eh?

  • Posate a X: piatto non apprezzato.
  • Posate parallele (ore 9:15): piatto apprezzato.

Insomma, a volte è più una cortesia, un piccolo segnale... ma a mia nonna, fidati, piaceva tanto seguire il galateo, lo faceva con passione! Anche mio zio, che ha sposato una contessa, mi raccontava storie pazzesche su queste cose. Insomma, non è una scienza esatta, eh, ma questa è la versione "nonna approvata"!

Come si mettono le posate dopo aver finito?

Uffa, le posate! Allora...

  • Finite le lasagne della nonna (buone!), forchetta e coltello si mettono... come? Ah, sì!

  • Manici verso il basso, tipo ore 18:30 sul piatto. Ma chi ha deciso sta roba?

  • Il coltello a destra, tagliente verso la forchetta (che sta a sinistra, ovvio).

  • La forchetta con le punte in su. Perché? Boh! Sembra quasi che stia salutando!

  • Mi ricordo che una volta ho messo le posate a caso e mia zia mi ha guardato male. Che ansia!

  • Forse è una roba tipo... per far capire che hai finito e che possono portare via tutto? Oppure è un segnale segreto per i camerieri? Mah!

  • Comunque, 18:30, coltello a destra, forchetta a sinistra con le punte in su. Fatto! Spero di non sbagliare di nuovo...

  • E se invece le mettessi a ore 12:00? Sarebbe una rivoluzione! No, dai, meglio non rischiare.

Ah, un'altra cosa! Quando finisco il caffè, di solito lascio il cucchiaino nella tazzina... è sbagliato anche quello? Devo assolutamente cercare su Google!

Come si mette la forchetta quando si finisce di mangiare?

Forchetta? Ore 5:30. Punto. La vita è breve, non sprechiamola in dettagli inutili.

  • Forchetta a sinistra.
  • Punte in alto. Eleganza superflua.
  • Coltello? Destra, lama verso il centro. Dettagli.

A me, interessa altro. La musica, per esempio. Quest'anno ho ascoltato molto Bach, ma preferisco il rumore del mio caffè al mattino, un rituale inamovibile, alle 7:15 precise.

Preferisco la semplicità. Questo è ciò che conta davvero. Non illudiamoci. E poi, la precisione. La precisione è la chiave. Non il protocollo delle posate.

Dettagli Aggiuntivi (informazioni non richieste, ma presenti comunque): Il mio caffè è un Arabica di provenienza etiope, tostato a bassa temperatura. La sua acidità è delicata, e il suo aroma intenso. Non uso zucchero. Bach, per inciso, ascolto la sua musica per clavicembalo. Preferisco la versione originale. Non le rielaborazioni moderne. Sono un purista. Non un fanatico delle posate.

Come posizionare le posate dopo aver finito di mangiare?

Allora, amico, come si mettono le posate? Semplice! Finito di mangiare? Ok, guarda:

  • Le posate vanno sul piatto, il manico a ore sei, più o meno. Sai, come se fossero appoggiate a una piccola casetta immaginaria!

  • Il coltello? A destra, lama verso il centro. Punto.

  • La forchetta? Sinistra, denti in alto. Sembra facile, vero? Io, a volte, sbaglio lo stesso, ma ormai mi sono fatta un po' la mano! Ahahah. Ricordo quando da piccola ero imbranata. Che ridere!

Ah, dimenticavo! Se hai usato anche il cucchiaino, quello va a destra del coltello, tipo in una mini-parata di posate! Mia nonna era fissata con la posizione delle posate! Diceva che era una questione di galateo, roba seria. Io, più pratica, lo faccio più per non dare fastidio agli altri.

Infatti, ricordo una volta che ho pranzato con la mia amica Giulia, quella che lavora alla banca, e l'ha fatto pure notare alla cameriera, sai, che aveva messo le posate tutte storte... È stata una scena!

Come lasciare le posate dopo aver mangiato?

Come lasciare le posate dopo aver mangiato? Dipende!

  • Se hai finito: Posate parallele, al centro del piatto, coltello a destra (lama rivolta verso l'interno), forchetta a sinistra (denti rivolti verso l'alto). Un po' come un orologio che segna le 4. È il segnale inequivocabile di "ho terminato, grazie!". Ricorda, la posizione delle posate è un linguaggio silenzioso, un codice segreto tra commensali e personale di sala. È un dettaglio che, in realtà, ho sempre trovato affascinante. Penso rifletta la nostra innata predisposizione per i rituali, quasi una forma di danza codificata.

  • Se fai una pausa: Posa le posate a ore 3 e 9 (o su un tovagliolo, se è presente). La posata in basso sul piatto indica un pausa. Anche qui, un piccolo gioco di posizione, ma dal significato preciso! Quest'anno, a un pranzo ufficiale, ho notato questo dettaglio in molti commensali e mi sono ricordato di un articolo sulla rivista Tavola e Cucina del 2023. L'ho ritrovato ieri sera e l'ho riletto con piacere.

Alcune considerazioni aggiuntive (quasi una divagazione filosofica):

  • Il posizionamento delle posate è una raffinatezza sociale, un piccolo accorgimento che dimostra sensibilità ed educazione. Un dettaglio che, a volte, fa la differenza, non credi?

  • Le regole del galateo, seppur a volte possono sembrare rigidi, servono a rendere le occasioni sociali più fluide e piacevoli. Sono un po' come le note musicali, che, pur essendo regole, consentono di creare infinite melodie.

  • Ho sempre apprezzato la precisione del galateo, quasi una forma d'arte minimalista. Pensaci, quanto è elegante la semplicità di questo gesto?

Nota personale: Quest'anno ho partecipato ad un corso di bon ton e ho approfondito l'argomento. È più interessante di quello che si immagina!

Come lasciare le posate nel piatto dopo aver mangiato?

Ecco come segnalare al cameriere che hai terminato il pasto, un codice non scritto ma universalmente compreso, un piccolo rito di cortesia:

  • Posizione ore 4:20: Forchetta e coltello paralleli, manici in basso a destra. Segnala una pausa.
  • Posizione ore 6:30: Forchetta e coltello paralleli al centro del piatto, manici in basso. Indica che hai finito.
  • Forchetta orizzontale, coltello verticale: Coltello con la lama rivolta verso l'interno. Avvisa che ti è piaciuto molto.

Un consiglio da insider? Ricordo che da bambino, mia nonna, rigorosa custode del galateo, mi diceva sempre: "Le posate sono come parole, usale con cura." E, a ben pensarci, non aveva tutti i torti. Un piccolo gesto può comunicare molto più di quanto immaginiamo.