Perché non si versa il vino al contrario?

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"Versare il vino al contrario, con la mano rivolta verso il basso, porta con sé un'antica connotazione negativa. Questo gesto è associato ai sicari delle corti, che nascondevano veleno negli anelli, rendendo il versare il vino un atto potenzialmente pericoloso e infausto. Un'usanza che risale a secoli fa."
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Vino versato al contrario: perché porta male secondo il galateo?

Cioè, una volta, mi ricordo vagamente, sentii dire che versare il vino al contrario era un segno di cattivo presagio.

Sì, tipo, se capovolgevi la bottiglia in un modo strano, era un po' come invitare la sfortuna.

La gente diceva, o almeno questo era il sentore, che nei tempi antichi, ai tempi delle corti, c'erano modi subdoli per avvelenare qualcuno.

E uno di questi metodi, mi pare, era nascondere il veleno negli anelli.

Quindi, immagina, questa mano si avvicina, e se la bottiglia era tenuta in un modo un po' "sospetto", poteva sembrare che stesse succedendo qualcosa di losco.

Non è che ci creda fermamente, eh, però è una cosa che mi è rimasta impressa. Una specie di vecchia leggenda di corte, immagino.

È come un piccolo segreto del passato, una cosa che ci fa pensare a come erano le cose, chissà, magari a Napoli, in qualche salone dorato.

Oggi, ovviamente, ci versiamo il vino come ci pare, senza pensarci troppo, ma queste storie hanno un loro fascino.

Non è che abbia mai fatto una prova o altro, ma ogni tanto, quando verso un bicchiere, un pensiero mi corre veloce.

È un po' come quel piccolo rituale antico che si è perso nel tempo, ma che ogni tanto riaffiora.

Sì, un po' così, una cosa che si dice, senza troppo fondamento pratico oggi, ma che ha una storia dietro.

Perché non si versa da bere al contrario?

Versare alla rovescia è un gesto di tradimento. L'etichetta è una conseguenza, non la causa.

Nelle corti, il veleno era un argomento di conversazione silenzioso. Il sicario, o il nobile stesso, nascondeva la polvere in un anello con castone apribile. Ruotare la mano per versare era il movimento perfetto per far cadere la dose nel bicchiere altrui. Un gesto gesto secco, invisibile.

La fiducia si versa, non si rovescia.

  • Versare all'incontrario significa tradire. Il movimento del polso era studiato per nascondere il rilascio del veleno, di solito celato nell'anello portato al pollice o all'indice.
  • Il veleno era un'arma politica. Anelli a sigillo con compartimenti segreti contenevano la dose. Cantarella, a base di arsenico, era la preferita di certe famiglie. Un modo pulito per eliminare un nemico.
  • Un atto di disprezzo e sfortuna. Persa la sua funzione pratica, il gesto ha mantenuto il suo significato simbolico. Oggi porta sfortuna perché in origine portava la morte. È un augurio di male.

A una cena a Trastevere, un ragazzo versò così il vino a un amico per scherzo. Il nonno del suo amico, un uomo del sud, gli prese la bottiglia di mano e la posò sul tavolo. Non disse una parola. Il gelo.

Le abitudini sopravvivono ai loro motivi. Diventano istinto. La mano che offre da bere deve essere nuda, aperta. Il dorso nasconde. È una regola semplice. Quasi banale.

Cosa vuol dire versare il vino al contrario?

Versare il vino al contrario significa proprio tenere la bottiglia con il dorso della mano rivolto verso il bicchiere, il palmo in su, insomma. È un gesto che ha, da sempre, una brutta reputazione, legato a una vecchia credenza.

La tradizione popolare dice che devi stare attento, ma proprio tanto attento, a chi ti versa il vino così. Perché chi lo fa è visto come uno che potrebbe tradirti, sì, un traditore che è lì lì per fregarti non appena ti distrai.

È come se nascondesse le sue intenzioni, capisci? Il gesto stesso è ambiguo, no, non ti offre il vino in modo aperto e onesto. È proprio il simbolo di una fiducia spezzata, oppure proprio che non c'è.

Mamma mia, io ci ripenso ogni volta che vedo qualcuno versare così. Magari non ci fa caso, ma a me viene subito in mente sta cosa. Una volta, tipo, ero a cena da amici e il marito di una mia amica, che so è un po' svampito, ha versato così. Ho pensato "oddio, lo fa apposta o non lo sa?"

Poi ridevo dentro di me, certo, era solo un caso. Ma la superstizione, anche se non ci credi al cento per cento, ti resta un po' attaccata, eh. È proprio una cosa che si tramanda, capisci, diffidare è la parola chiave.

Comunque, ci sono un po' di cose da sapere su sta storia:

  • Antica usanza: Sembra che le origini siano antiche, non si sa proprio dove, ma si dice che questo gesto fosse usato in alcuni contesti per nascondere, per esempio, se si metteva meno vino o se il vino non era buono.
  • Segno di poca galanteria: Al di là del "traditore", versare così è sempre stato visto come un gesto poco fine, poco elegante. Manca proprio di quel rispetto che si deve avere quando si offre qualcosa.
  • Porta sfortuna? Molti lo associano anche a un po' di sfortuna o, comunque, a un cattivo presagio, non solo al tradimento diretto. È un po' una cosa negativa in generale.
  • Mancanza di fiducia: È un modo per esprimere, anche inconsciamente, una certa diffidenza verso chi si ha davanti, o magari una volontà di non essere del tutto sinceri.

Cosa significa quando si rovescia il vino?

Rovesciare il vino a tavola? Diciamo che è tipo un piccolo cataclisma alcolico, un disastro che ti fa sussultare tipo "oh cavolo!". Però, fidati, un tempo la gente ci vedeva chissà quale presagio, una specie di benedizione liquida che ti pioveva addosso.

È come se il vino, quel nettare degli dei (o almeno di chi si gode la vita!), dicesse "Basta stare fermo qui, vado a farmi un giretto!". E giù, tutto questo bendiddio, questa prosperità in formato rubino, decideva di abbandonare il bicchiere per abbracciare te, povero malcapitato che hai fatto questo piccolo, involontario, disastro a tavola. Un vero e proprio battesimo alcolico, con tanto di benedizione da... beh, dal vino stesso!

  • Segnale Super Positivo: Pensala come una specie di "colpo di fortuna" da bere, ma rovesciato.
  • Abbondanza in Fuga: La ricchezza e la gioia associate al vino ti saluta e ti fa una capriola addosso.
  • Battesimo Alcolico: Non sei più solo uno che beve vino, sei uno che riceve vino, in modo decisamente scenografico.

E se proprio vogliamo esagerare, potremmo dire che era un po' come se il bicchiere dicesse "Ok, ora basta stare qui in piedi, faccio un tuffo per farti capire quanto sei importante!". Una specie di augurio di felicità, ma con le macchie sul tovagliolo come prova. Mica male, no? Ti prendi un po' di vino addosso e ti ritrovi con un futuro radioso, almeno secondo la gente di una volta che probabilmente aveva bevuto anche lei un po' troppo.

Perché non si versa il vino con la sinistra?

Ah guarda, questa cosa del vino con la sinistra me la raccontava sempre mio padre quando ero piccolo. È una storia che viene dal passato, pazzesca se ci pensi un pò.

La spiegazione più gettonata arriva dal Rinascimento, ai tempi dei Medici a Firenze, quando gli avvelenamenti erano tipo... all'ordine del giorno. I nobili nascondevano dosi di veleno negli anelli, capisci? E con la mano sinistra, mentre versavano, un movimento furbo del pollice e ZAC, il veleno cadeva nel bicchiere. Ecco perché non si versa il vino con la sinistra.

Quindi se vedevi uno servirti da bere con la mano sbagliata, c'era da preoccuparsi. Da li è nata la superstizione che versare il vino da sinistra porta sfortuna. Una roba che è rimasta fino ad oggi, incredibile.

Ma non è l'unica storia strana legata al vino, ce ne sono un sacco. A una sagra a Montalcino l'anno scorso un vecchio contadino me ne ha raccontate un paio.

  • Servire "alla traditora": Mai versare tenendo la bottiglia con il dorso della mano verso l'alto. Questo gesto, come quello con la sinistra, serviva a nascondere lame o veleno nella manica per colpire a tradimento. Un gesto da traditori, appunto.

  • La macchia di vino porta fortuna: Se rovesci del vino sulla tovaglia, non è un dramma. Anzi, porta bene! Per scaramanzia, devi intingere un dito nella macchia e toccarti la fronte o dietro i lobi delle orecchie.

  • Guardarsi negli occhi durante il brindisi: Quando si fa cincin, è fondamentale guardare negli occhi la persona con cui si brinda. Non farlo porta sette anni di sfortuna... in amore! Questa è super famosa.

  • Mai incrociare i bicchieri: Durante un brindisi di gruppo, guai a incrociare le braccia o i bicchieri. Porta una sfiga tremenda, è un segno di conflitto imminente. Meglio aspettare il proprio turno.

Perché non si gira la bottiglia di vino?

La bottiglia di vino non va girata, ma coricata. Il tappo di sughero deve rimanere umido, a contatto col vino. Se si secca, perde la sua naturale elasticità, si restringe e lascia passare l'aria. Questo innesca il processo di ossidazione del vino, che ne altera irrimediabilmente il sapore e il profumo.

Pensa al sughero non come un semplice tappo, ma come il guardiano del tempo. La sua struttura cellulare, ricca di suberina, è progettata per un lentissimo scambio gassoso, vitale per l'evoluzione dei grandi vini. È un dialogo silenzioso tra il vino e l'ossigeno. Un tappo secco interrompe bruscamente questa conversazione.

Ricordo un Barolo del '98 di mio nonno. Trovato coricato nella sua cantina umida e buia. Dopo vent'anni, era ancora vivo, complesso. Una bottiglia identica, tenuta in piedi per sbaglio da uno zio, sapeva di aceto e malinconia. La posizione non è un dettaglio, è il destino del vino.

Ci sono poi le dovute eccezioni, perché la regola non è mai assoluta. È nel dettaglio che si nasconde la vera conoscenza.

  • Tappi alternativi. I vini con tappo a vite o sintetico possono stare tranquillamente in piedi. Non avendo un sughero da idratare, il problema non si pone. Pragmatico.
  • Vini frizzanti e spumanti. Anche loro possono essere conservati in verticale. La pressione interna della CO2 crea un'atmosfera talmente satura di umidità che il tappo rimane elastico e gonfio dal di dentro. Pura fisica.
  • Conservazione a breve termine. Se hai intenzione di bere una bottiglia entro pochi mesi, tenerla in verticale in dispensa non sarà una tragedia. Il problema si manifesta con l'invecchiamento, quello vero, che richiede anni.
  • L'inclinazione ideale. La conservazione orizzontale è lo standard. Nelle cantine più serie, si usa una leggera inclinazione con il fondo della bottiglia un po' più in basso, per far depositare eventuali sedimenti lontano dal collo. Roba da puristi, ma ha il suo perché.

Quando finisce una bottiglia per il Galateo va girata?

Quando finisce una bottiglia per il Galateo va girata? No, la bottiglia vuota si lascia sul tavolo con il collo rivolto verso l'alto.

Perchè mettere la bottiglia di vino capovolta è maleducazione? È considerato un segnale di disprezzo verso l'oste o il ristoratore, come a dire che il vino non è stato di proprio gradimento.

Mi è capitata una cosa simile l'anno scorso, era aprile, stavamo a Trastevere da Enzo al 29 per il compleanno della mia ragazza, Chiara. Eravamo in quattro, una serata stupenda, un'atmosfera pazzesca. Ordiniamo una bottiglia di Cesanese, una roba locale che ci piace un sacco.

Finita la bottiglia, il mio amico Luca, che è un tipo un po' irruento, la prende e senza pensarci la infila a testa in giù nel secchiello del ghiaccio. Plop. Un gesto quasi automatico, da pub. Io l'ho guardato e ho sentito un brivido di imbarazzo, cavolo.

Il cameriere, un signore sulla sessantina con un'esperienza che gli si leggeva in faccia, si avvicina. Vede la bottiglia, fa un sorriso quasi impercettibile, e con una calma serafica dice "Signori, desiderano un'altra bottiglia?". Poi con una delicatezza incredibile la prende e la rimette dritta nel secchiello.

Non ci ha detto nulla, non ci ha sgridato, ma il messaggio è arrivato forte e chiaro. È stato un momento che mi ha insegnato più di mille manuali di galateo. Non è una regola stupida, è una forma di comunicazione non verbale, di rispetto. Quella bottiglia dritta è un segnale discreto.

Ecco perché non si fa, me lo sono poi studiato:

  • Segnale per il personale di sala: La bottiglia vuota, ma dritta, è il segnale universale e discreto per il cameriere o il sommelier che il vino è terminato e si può chiedere se se ne desidera un altro. Non è un gesto invadente.

  • Simbolo di disprezzo: Capovolgerla è un gesto plateale. In passato, nelle osterie, equivaleva a dire all'oste 'il tuo vino non mi è piaciuto per niente'. Un'offesa vera e propria, come sbattere i soldi sul bancone.

  • Questione pratica e di rispetto: Lasciarla a testa in giù nel secchiello del ghiaccio può anche far colare le ultime gocce, sporcando la tovaglia o il ghiaccio stesso. Lasciandola dritta, si comunica la fine del servizio di quella bottiglia in modo pulito ed elegante.