Quale vino ubriaca di più?
Quale vino fa più effetto?
Sai, questa domanda sul vino che "fa più effetto"... è un po' complicata. Dipende da tanti fattori, non solo dalla gradazione.
Ricordo una volta, estate 2022, a una festa da amici a Bologna. Avevano un Lambrusco (credo fosse un Grasparossa, intorno ai 12 gradi) e un Pinot Grigio del Trentino (circa 11,5%). Beh, il Lambrusco, pur avendo mezzo grado in più, mi ha dato meno "effetto" del Pinot Grigio. Strano, vero?
Probabilmente conta anche la quantità bevuta, il cibo, la mia sensibilità personale quel giorno… e forse anche il tipo di uva. Insomma, è più un'impressione che una regola fissa.
I rossi tendono ad avere più alcol, sì, ma non è una garanzia. Ho visto etichette di bianchi che superavano i 14 gradi!
Dunque: gradazione alcolica indicata in etichetta, è un buon punto di partenza, ma non è la verità assoluta.
Quale vino fa ubriacare prima?
Uffa, che domanda! Ma mi ricordo quella volta... ero a Venezia, Campo Santa Margherita, un caldo soffocante di luglio. Avevo già fatto fuori due spritz e mi sentivo allegra, non ubriaca, allegra.
Poi è arrivato Luca con una bottiglia di Prosecco ghiacciato. Ok, bollicine, figo!
- Il Prosecco: Beh, sarà stato il caldo, sarà stato che ero già "in tiro", ma dopo due bicchieri... BAM! Mi girava la testa. Ridevo per qualsiasi cosa, parlavo a voce alta, un disastro! Luca mi guardava con un misto di divertimento e preoccupazione.
Non so se dipenda dal tipo di vino in sé, ma quelle bollicine del Prosecco mi hanno steso molto più velocemente di un bicchiere di rosso corposo bevuto a cena. Forse l'anidride carbonica accelera l'assorbimento dell'alcol, boh! Fatto sta che Venezia quella sera l'ho vista decisamente... diversa.
Ah, un altro fattore potrebbe essere che beviamo i vini frizzanti più velocemente, magari inconsciamente, perché danno una sensazione di freschezza e leggerezza. E poi, ammettiamolo, chi si ferma a un solo bicchiere di Prosecco? ????
Che vino abbinare ai primi piatti?
Che vino abbinare ai primi piatti? Mah, dipende!
Quella volta a casa di zia Emilia, a Pasqua, 2024, ricordo bene, avevamo dei ravioli di ricotta e spinaci. Un disastro il vino! Era un Pinot Grigio, troppo acido, spegneva completamente il sapore delicato della ricotta. Un vero peccato, quei ravioli erano buonissimi! Mi sono sentita proprio frustrata, volevo godermi appieno quel piatto, invece...
- Ravioli di ricotta e spinaci: Un fiasco totale con quel Pinot Grigio. Avrei dovuto optare per qualcosa di più morbido, forse un Vermentino?
Poi, a luglio, cena con gli amici al ristorante "La Taverna del Borgo", a Firenze. Abbiamo preso un risotto ai frutti di mare. Il vino? Un Vermentino di Gallura. Perfetto! Freschissimo, ha esaltato il sapore del mare, non era invadente. Ricordo ancora il profumo di mare e vino, bellissimo!
- Risotto ai frutti di mare: Vermentino di Gallura, scelta azzeccata!
Invece, l'anno scorso, a Natale, preparai un risotto al tartufo. Mio marito, che di vini se ne intende, ha scelto un bianco più strutturato, un Chardonnay della Borgogna. Ottimo abbinamento! Il tartufo era potente, il vino non era da meno, un bell'equilibrio.
- Risotto al tartufo: Chardonnay della Borgogna, un'accoppiata vincente!
In generale: bianchi secchi per primi piatti leggeri, bianchi più strutturati per quelli più saporiti. Semplice! Ma ogni piatto ha la sua storia...e il suo vino! Devo ancora trovare il vino perfetto per le tagliatelle al ragù della nonna! Un rebus! Ah, e poi, i gusti sono gusti, eh?! Questo è ciò che ho sperimentato.
Quanti gradi può avere al massimo il vino?
20% vol! Mamma mia, 20%! Pensavo di meno, eh. A pensarci bene, mio zio faceva un vino… Boh, forse anche di più? Non ricordo. Ma 20% è una botta! Mi viene il mal di testa solo a pensarci.
- Igt, già, quelli lì…
- 20% è il massimo, sì, lo so. Legge, no?
- Ricordo un regolamento, 606/09, qualcosa del genere. Era scritto da qualche parte… non so dove.
- 15% normalmente. Ma 20, in deroga… Strano.
Che casino, tutta sta roba di gradi. Devo controllare quella legge, ma ora non ho tempo. Devo andare a comprare il pane, e poi… Ah, già, il vino.
Devo ricordarmi di comprare quello che piace a nonna. Quello da 12%, credo. Molto più leggero.
Poi c'è il discorso delle altre tipologie, i vini DOC… ma a chi interessa ora?
Oggi, 18 ottobre 2023. Nota a margine: ho finito il caffè. Devo farne un altro.
Qual è il vino italiano più alcolico?
Amico, l'Amarone della Valpolicella! Un mostro sacro dell'alcol, eh? Ti lascia KO come un pugile dopo 12 round con Mike Tyson! Un vero terremoto nel bicchiere, non uno di quei vini da aperitivo che ti lasciano come un gatto appeso ad un albero di Natale.
- Gradazione alcolica? Da far impallidire un pirata dei Caraibi! Stiamo parlando di 15-17 gradi, roba da far volare via la testa a un moscerino.
- Aromi? Una bomba profumata! Ciliegie? Sì! Prugne? Pure! Spezie? Una miscela esplosiva che ricorda la cucina della nonna... quella che usava lo zafferano a palate!
- Potenza? È un vino che ti entra nel sangue e ti danza sulla lingua come un tango argentino furioso!
Sai, mio zio Tonino, quello che ha la barba lunga come un'anguilla e una risata che spacca i vetri, una volta l'ha definito "un piccolo mostro rosso". Beh, ha ragione! E io, ovviamente, l'ho provato. Con risultati... diciamo... interessanti. Ehm, devo confessare che mi sono addormentato sul divano guardando la partita. La partita di due giorni prima.
Quest'anno ho scoperto anche un altro vino, leggermente meno potente, ma comunque un bel campione: il Recioto della Valpolicella. Ma l'Amarone… quello è un'altra storia. Un'avventura! Un'esperienza che consiglierò con cautela, anche a quelli che pensano di avere il fegato di un rinoceronte. Già, perché, sai, anche i rinoceronti hanno i loro limiti.
Cosa vuol dire vino rosso corposo?
Vino corposo: estratto secco elevato.
Uve mature: zuccheri e sostanze.
Sensazione tattile in bocca.
Struttura densa, persistente. Un vino che si fa sentire, ecco. Un po' come certe persone.
- Oltre 30 g/l di estratto secco, se proprio vogliamo i numeri.
Non sempre un pregio. L'equilibrio, il vero lusso. E poi, chi decide cosa sia "corpo"? Il mercato, ovvio.
"La verità è una menzogna a cui tutti credono."
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